venerdì 13 febbraio 2026

Origine delle Sefirot nel Processo di Emanazione

 Origine delle Sefirot nel Processo di Emanazione

Le Sefirot non sono entità metafisiche isolate, ma modalità strutturate della relazione tra la Luce dell’Ein Sof e il desiderio creato. La loro origine si colloca nel processo di Tzimtzum Alef, la contrazione iniziale che permette l’emergere di uno spazio percettivo in cui la creatura può esistere come distinta dal Creatore.

Dopo il Tzimtzum, la Luce dell’Ein Sof rientra nello spazio vuoto sotto forma di Kav (linea), e la prima struttura che si forma è Adam Kadmon, il prototipo dell’intero sistema delle Sefirot. In questo contesto, le Sefirot sono:

vasi (Kelim) derivati dai Reshimot rimasti dopo il Tzimtzum

luci (Orot) che entrano nei vasi secondo la loro capacità di equivalenza di forma

La combinazione di Orot e Kelim genera la dinamica fondamentale della percezione spirituale.

Il “punto nel cuore” (nekudat halev) è un Reshimo deHitlabshut, uninformazione spirituale residua proveniente da stati precedenti dellanima nel sistema delle incarnazioni (ghilgulim).

Quando una persona entra in contatto con la Luce attraverso lo studio della Cabalà, la Luce agisce come Ohr Makif (Luce avvolgente), che:

risveglia il Reshimo

lo espande

lo spinge a richiedere un vaso più grande

Questo processo è analogo alla crescita di un seme: la Luce non crea nulla di nuovo, ma attualizza ciò che è già potenzialmente presente.

Quando il punto nel cuore si espande, esso si articola in dieci modalità di ricezione e dazione, che corrispondono alle dieci Sefirot:

1. Keter – volontà superiore

2. Chokhmah – Luce della saggezza

3. Binah – Luce della comprensione, dazione

4. Chesed – espansione benevola

5. Gevurah – restrizione, giudizio

6. Tiferet – armonizzazione

7. Netzach – persistenza

8. Hod – risonanza, eco

9. Yesod – connessione, trasmissione

10. Malkhut – desiderio di ricevere, creatura

Quando queste dieci qualità si organizzano in un sistema funzionale, formano un Partzuf. Un Partzuf è un’anima operativa, dotata di:

Rosh (testa): calcolo, intenzione, Masach (schermo)

Toch (interno): ricezione secondo il calcolo

Sof (fine): ciò che non può essere ricevuto

Il Partzuf è il vero “corpo” spirituale (Guf) della creatura.

Nel mondo corporeo percepiamo attraverso cinque sensi, ma nel mondo spirituale percepiamo attraverso dieci Kelim, che sono le Sefirot. Ogni Sefirà è un modulo percettivo che permette alla Luce di essere sentita in una forma specifica.

La percezione spirituale avviene attraverso:

Ohr Yashar (Luce Diretta): ciò che il Creatore vuole dare

Ohr Chozer (Luce Riflessa): ciò che la creatura restituisce attraverso il Masach

La vera percezione del Creatore avviene solo nella Ohr Chozer, perché è la Luce che la creatura può ricevere con equivalenza di forma.

Per questo motivo, le Sefirot non sono semplici “attributi”, ma configurazioni dinamiche di Luce Diretta e Luce Riflessa.

Ogni livello della realtà — dai mondi superiori fino alla materia fisica — è strutturato secondo il modello delle dieci Sefirot. Questo perché:

ogni Reshimo contiene una struttura decimale

ogni Luce si veste secondo dieci modalità

ogni vaso si articola in dieci capacità

Per questo motivo, ogni particella dell’universo, ogni emozione, ogni pensiero e ogni stato spirituale è composto da dieci componenti, anche quando non sono percepite come tali.

La Cabalà definisce il “raggiungimento del Creatore” (hasagà) come la percezione delle Sue azioni nei nostri Kelim. Non percepiamo l’essenza del Creatore (Atzmutò), ma:

le modalità con cui la Luce opera in noi

le trasformazioni che avvengono nei nostri vasi

le reazioni del nostro Masach alla Luce

Le Sefirot sono dunque le forme esteriori della Luce, così come il comportamento di una persona è la forma esteriore della sua interiorità.

Conoscere il Creatore significa conoscere:

la misura della Luce che entra

la misura della Luce che respingiamo

la qualità dell’Ohr Hozer che produciamo

la struttura del Partzuf che costruiamo

Quando tutte le Sefirot dell’anima si riempiono secondo il calcolo del Masach, la creatura sperimenta uno stato chiamato Shlemut (totalità). Questo stato non è emotivo, ma strutturale:

il Rosh calcola correttamente

il Toch riceve correttamente

il Sof è riconosciuto e accettato

la Luce Diretta e la Luce Riflessa sono in equilibrio

La totalità è la percezione che la creatura ha quando il suo Partzuf è in equivalenza di forma con la Luce che lo riempie.

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