Origine delle Sefirot nel Processo di Emanazione
Le Sefirot non sono entità metafisiche isolate, ma modalità
strutturate della relazione tra la Luce dell’Ein Sof e il desiderio creato. La
loro origine si colloca nel processo di Tzimtzum Alef, la contrazione iniziale
che permette l’emergere di uno spazio percettivo in cui la creatura può
esistere come distinta dal Creatore.
Dopo il Tzimtzum, la Luce dell’Ein Sof rientra nello spazio
vuoto sotto forma di Kav (linea), e la prima struttura che si forma è Adam
Kadmon, il prototipo dell’intero sistema delle Sefirot. In questo contesto, le
Sefirot sono:
• vasi (Kelim)
derivati dai Reshimot rimasti dopo il Tzimtzum
• luci (Orot) che
entrano nei vasi secondo la loro capacità di equivalenza di forma
La combinazione di Orot e Kelim genera la dinamica
fondamentale della percezione spirituale.
Il “punto nel cuore” (nekudat ha‑lev) è un Reshimo de‑Hitlabshut,
un’informazione
spirituale residua proveniente da stati precedenti dell’anima nel sistema delle incarnazioni (ghilgulim).
Quando una persona entra in contatto con la Luce attraverso
lo studio della Cabalà, la Luce agisce come Ohr Makif (Luce avvolgente), che:
• risveglia il Reshimo
• lo espande
• lo spinge a
richiedere un vaso più grande
Questo processo è analogo alla crescita di un seme: la Luce
non crea nulla di nuovo, ma attualizza ciò che è già potenzialmente presente.
Quando il punto nel cuore si espande, esso si articola in
dieci modalità di ricezione e dazione, che corrispondono alle dieci Sefirot:
1. Keter – volontà
superiore
2. Chokhmah – Luce
della saggezza
3. Binah – Luce della
comprensione, dazione
4. Chesed – espansione
benevola
5. Gevurah –
restrizione, giudizio
6. Tiferet –
armonizzazione
7. Netzach –
persistenza
8. Hod – risonanza,
eco
9. Yesod –
connessione, trasmissione
10. Malkhut – desiderio di ricevere, creatura
Quando queste dieci qualità si organizzano in un sistema
funzionale, formano un Partzuf. Un Partzuf è un’anima operativa, dotata di:
• Rosh (testa):
calcolo, intenzione, Masach (schermo)
• Toch (interno):
ricezione secondo il calcolo
• Sof (fine): ciò che
non può essere ricevuto
Il Partzuf è il vero “corpo” spirituale (Guf) della
creatura.
Nel mondo corporeo percepiamo attraverso cinque sensi, ma
nel mondo spirituale percepiamo attraverso dieci Kelim, che sono le Sefirot.
Ogni Sefirà è un modulo percettivo che permette alla Luce di essere sentita in
una forma specifica.
La percezione spirituale avviene attraverso:
• Ohr Yashar (Luce
Diretta): ciò che il Creatore vuole dare
• Ohr Chozer (Luce
Riflessa): ciò che la creatura restituisce attraverso il Masach
La vera percezione del Creatore avviene solo nella Ohr Chozer,
perché è la Luce che la creatura può ricevere con equivalenza di forma.
Per questo motivo, le Sefirot non sono semplici “attributi”,
ma configurazioni dinamiche di Luce Diretta e Luce Riflessa.
Ogni livello della realtà — dai mondi superiori fino alla
materia fisica — è strutturato secondo il modello delle dieci Sefirot. Questo
perché:
• ogni Reshimo
contiene una struttura decimale
• ogni Luce si veste
secondo dieci modalità
• ogni vaso si
articola in dieci capacità
Per questo motivo, ogni particella dell’universo, ogni
emozione, ogni pensiero e ogni stato spirituale è composto da dieci componenti,
anche quando non sono percepite come tali.
La Cabalà definisce il “raggiungimento del Creatore”
(hasagà) come la percezione delle Sue azioni nei nostri Kelim. Non percepiamo
l’essenza del Creatore (Atzmutò), ma:
• le modalità con cui
la Luce opera in noi
• le trasformazioni
che avvengono nei nostri vasi
• le reazioni del
nostro Masach alla Luce
Le Sefirot sono dunque le forme esteriori della Luce, così
come il comportamento di una persona è la forma esteriore della sua
interiorità.
Conoscere il Creatore significa conoscere:
• la misura della Luce
che entra
• la misura della Luce
che respingiamo
• la qualità dell’Ohr
Hozer che produciamo
• la struttura del
Partzuf che costruiamo
Quando tutte le Sefirot dell’anima si riempiono secondo il
calcolo del Masach, la creatura sperimenta uno stato chiamato Shlemut
(totalità). Questo stato non è emotivo, ma strutturale:
• il Rosh calcola
correttamente
• il Toch riceve
correttamente
• il Sof è
riconosciuto e accettato
• la Luce Diretta e la
Luce Riflessa sono in equilibrio
La totalità è la percezione che la creatura ha quando il suo
Partzuf è in equivalenza di forma con la Luce che lo riempie.
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