giovedì 23 luglio 2026

COMPORTAMENTO

 COMPORTAMENTO

Ti piaccia, o Signore, יהוה Yod Hei Vav Hei, radice della mia anima e respiro dei mondi, accordarmi il merito di non perdere il mio mondo, di non smarrire la mia scintilla divina, di non dissipare la mia vita “invano e nel timore”, ma di trasformare ogni istante in un atto di luce.

Che io possa vedere me stesso con occhi di verità, e chiedermi consapevolmente: cosa faccio in questo mondo, un mondo che dura quanto un battito di ciglia? Che la mia coscienza si elevi fino a Binah, la comprensione, affinché io possa riflettere sulla mia condotta e giudicare tutte le mie azioni — di ogni giorno, di ogni ora, di ogni istante — con la chiarezza di Tiferet, la bellezza dell’equilibrio.

Che io possa giudicarmi in ogni momento: ho agito bene o no? Che questo giudizio non sia severità sterile, ma Ghevurah che si trasforma in Chesed, rigore che si converte in misericordia, affinché io possa avere pietà di me stesso e pentirmi delle mie cattive azioni e dei miei pensieri impuri. Che il pentimento apra in me la porta di Yesod, il fondamento, e mi riconnetta alla sorgente della vita.

Allontanami veramente dal male — nei pensieri, nelle parole, nelle azioni — e purifica le mie facoltà interiori: la mia mente, che appartiene a Chokhmah; il mio cuore, che appartiene a Binah; il mio parlare, che appartiene a Malkhut. Fa’ che ogni mia espressione sia un veicolo della Tua luce, e che io compia sempre ciò che è bene ai Tuoi occhi.

Rendi stabile il mio cammino nella Sefirah di Netzach, la perseveranza, e rendi limpida la mia intenzione nella Sefirah di Hod, la sincerità. Fa’ che la mia anima si radichi nella Tua volontà, e che il Tuo Nome — הוה Yod Hei Vav Hei — risplenda in me come la scintilla nascosta che Tu hai posto nel mio cuore.

Che il mio respiro pronunci il Tuo Nome, che il mio silenzio custodisca il Tuo segreto, che la mia vita diventi un Tikkun, una riparazione, e che ogni mio passo sia un passo verso di Te.

Amen, Amen, Amen. Yehi Ratzon. Ken Yehi.

mercoledì 22 luglio 2026

COLLERA

 COLLERA

Sia gradito davanti a Te, Signore nostro Dio e Dio dei nostri padri, Tu che sei Fonte di vita, Radice delle radici, Tu che sei pieno di desiderio, di bontà e di misericordia, di venire in mio aiuto e di guidarmi verso la rettificazione.

Proteggimi e preservami dalla collera, dall’impeto che sorge dal fuoco della Ghevurah non rettificata, e da ogni forma di severità che distorce la mia anima. Circondami con la Tua bontà, avvolgimi con la Tua luce, e veglia sempre su di me affinché il mio cuore rimanga saldo nella Tiferet, la bellezza dell’equilibrio e della compassione.

E anche nel momento in cui la collera tenta di impadronirsi di me, abbi pietà di me nella Tua misericordia infinita. Veglia su di me e salvami, affinché non mescoli alla mia collera alcuna crudeltà, affinché non cada nella durezza del giudizio, affinché non cada nella trappola della Sitra Achra che si nutre del fuoco dell’ira.

Fa’ che io meriti di annullare e spezzare la collera con la Tua Chesed, che la misericordia sovrasti il giudizio, che la dolcezza vinca la durezza, che la luce della Shekhinah pacifichi il mio spirito.

Fa’ che io possa sentire una grande pietà proprio nel momento in cui sto per andare in collera — che la compassione si risvegli prima del fuoco, che la voce dell’anima preceda la voce dell’ego, che la mia interiorità ricordi che ogni creatura è scintilla della Tua luce.

Che in me non ci sia altro Dio oltre a Te, che non mi prostri davanti ad alcun dio straniero, né davanti all’idolo dell’ira, perché chi va in collera è considerato come se avesse fatto idolatria: ha sostituito Te con il proprio ego.

Salvami, nella Tua grande clemenza, dalla collera, affinché non vada mai in collera per alcuna cosa, affinché non sia severo né duro, affinché nessun sentimento di animosità o di giudizio animi il mio cuore.

Fa’ che io meriti di attingere solo alle Tue qualità, di essere buono verso tutti, di essere paziente come la Shekhinah che sopporta ogni cosa, di restare muto davanti a coloro che mi oltraggiano, non per debolezza, ma per forza spirituale, perché il silenzio in quel momento è un atto di unione con Te.

Che la mia anima si elevi sopra il fuoco della collera, che il mio cuore si radichi nella Tiferet, che il mio spirito si rivesta di Chesed, che la mia mente sia illuminata dalla Binah, che la mia volontà sia guidata dal Keter della pace.

E possa io essere un canale della Tua luce, un luogo dove la collera si spegne e la misericordia si accende.

Amen, ken yehi ratzon.

martedì 21 luglio 2026

Matrimonio

 Matrimonio

Di grazia, Abbi pietà di noi, o Fonte di ogni misericordia, Tu che dimori in Keter, corona nascosta, e fai discendere la Tua luce attraverso le dieci Sefirot fino ai nostri cuori. Sostienici affinché possiamo vivere l’unione coniugale nella grande santità di Tiferet, bellezza che armonizza il maschile e il femminile, lo spirito e la carne, la parola e il silenzio. Fa’ che la nostra unione sia secondo la Tua volontà, che è tov, buona, radicata in Chokhmah e compiuta in Malchut, dove ogni cosa trova forma.

Vieni ad aiutare il Tuo popolo, la Casa di Israele, e tutti i nostri discendenti, affinché la luce di Yesod, fondamento dell’unione, scorra pura e limpida come il fiume che irriga i mondi. A chi deve trovare il suo congiunto, invia dall’Alto la persona che gli è destinata secondo la radice della sua Neshamah, secondo la sorgente da cui l’anima è stata tratta nel mondo di Beriah.

Fa’ che i congiunti non si scambino né si perdano a causa dei nostri peccati, perché Tu hai stabilito ogni coppia nella matrice di Binah, dove le anime vengono formate in coppia come due lettere che si cercano per completare una parola. Aiuta l’uomo a trovare rapidamente il congiunto che gli conviene, colui che gli hai destinato nel cielo secondo la fonte delle anime, affinché la loro unione sia come יהוה Yod Hei Vav Hei ed אלהים Elohim, due nomi che si rispecchiano e si completano.

Rendi la loro unione un ponte tra i mondi:

  • che in Assiyah sia pace e fedeltà,
  • in Yetzirah sia emozione purificata,
  • in Beriah sia comprensione profonda,
  • in Atzilut sia pura adesione alla Tua luce.

Fa’ che ogni casa fondata nell’unione sia un piccolo Mishkan, un santuario dove la Presenza dimora tra due anime che si riconoscono come metà di un’unica radice. E che la benedizione di Shaddai, custode delle porte dell’unione, protegga ogni coppia e ogni discendente, ora e sempre.

Amen, Amen.

lunedì 20 luglio 2026

CUORE

 CUORE

Adonai, Fonte della mia vita e radice di ogni bene, rinnova in me la gioia della Tua liberazione, e sostienimi con uno spirito generoso, puro e saldo.

Fa’ che il mio cuore rimanga sempre aperto, sensibile alla sofferenza dei poveri meritevoli, pronto ad aiutarli con tutte le mie forze, con le mie mani, con il mio tempo, con la mia presenza.

Concedimi di donare senza esitazione ciò che è mio, di condividere con larghezza e con amore la benedizione divina che Tu riversi su di me in ogni istante. Che io possa essere un canale limpido della Tua bontà, uno strumento attraverso cui la Tua luce scende nel mondo.

Rafforza in me la volontà di muovermi, di andare da un luogo all’altro, di cercare e raccogliere doni e sostegno grazie alla generosità dei nostri fratelli, figli d’Israele, per sollevare chi è caduto, per sostenere chi vacilla, per riempire le mani di chi non ha nulla.

Fa’ che io possa provvedere a ciò che manca loro: nutrimento per il corpo, vesti per proteggersi, e tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere con dignità.

Che il mio cuore non si stanchi mai di amare, che le mie mani non si stanchino mai di dare, che i miei occhi non si chiudano mai davanti alla sofferenza, e che la mia anima si ricordi sempre che ogni atto di generosità è un atto di avvicinamento a Te.

Amen.

domenica 19 luglio 2026

Shavuot

 Shavuot

Mio Dio, Fonte di ogni principio e di ogni rivelazione, permettici di far discendere fino a noi la santità del Mikvè della santa festa di Shavuoth, la santità che scese sui figli di Israele quando ricevettero la Torah e si riavvicinarono a Te con cuore puro e spirito limpido. Essi meritarono di ricevere la santa Torah grazie alla loro immersione nel Mikvè, grazie alle acque che purificano, elevano e rendono degni della luce.

Che tutti noi possiamo, nel momento della festa di Shavuoth, immergerci nel Mikvè superiore, nel Mikvè della cinquantesima porta della purezza, la porta che si apre solo per misericordia suprema, la porta che è bontà infinita, conoscenza luminosa, sapienza che non appartiene all’uomo ma che l’uomo può ricevere come dono. Che la porta cinquantesima si apra sopra di noi come corona di purezza, e che le sue acque ci avvolgano come grembo di rinascita.

Permettici di attirare verso di noi la santità di questo Mikvè per tutto l’anno, che la sua luce non sia per noi un momento ma un flusso continuo, che la sua purezza scorra nei nostri giorni, nelle nostre parole, nelle nostre azioni. Permettici di purificarci e santificarci sempre, di rinnovarci in ogni istante, di ritornare alla radice limpida da cui la Torah discende.

Fa’ che possiamo uscire velocemente dalle cinquanta porte dell’impurità, che le acque del Mikvè superiore ci sollevino da ogni oscurità, da ogni confusione, da ogni peso, e che possiamo rientrare nelle cinquanta porte della purezza, nelle porte della luce, della comprensione, della misericordia, della verità. Che la nostra vita diventi Mikvè vivente, che il nostro cuore diventi luogo di rivelazione, che la nostra anima diventi vaso di Torah.

Amen.

sabato 18 luglio 2026

Preghiera della Tsedakà

 Preghiera della Tsedakà

O Signore, Dio nostro, Tu che sei la radice di ogni bene e la sorgente di ogni misericordia, purifica il nostro cuore dalla cattiva passione del denaro, e liberaci dalla stretta dell’avidità, affinché la nostra anima possa tornare limpida come la luce della Tua Presenza.

Infondi in noi la forza della Sefirà di Chesed, che è amore puro e generosità senza limiti, e apri le nostre mani come si aprono i canali della luce nei mondi superiori, perché possiamo meritare di fare molta carità a poveri meritevoli, coloro nei quali risplende una scintilla della Tua santità.

Che la parte essenziale delle nostre occupazioni sia dedicata alla Tsedakà, e che ogni nostro guadagno sia purificato nella Sefirà di Ghevurà, affinché il denaro non diventi un ostacolo, ma un veicolo di rettificazione e di bene.

Facci conoscere i poveri meritevoli, coloro che Tu hai scelto come recipienti della Tua luce nascosta, e donaci la saggezza di Binà per riconoscerli, la compassione di Tiferet per avvicinarli, e la fermezza di Yesod per sostenerli con continuità.

Aiutaci a compiere il comandamento della Tsedakà nel modo più perfetto, con gioia, con cuore allegro e volto luminoso, come chi porta un’offerta davanti al Re dei re. Che la nostra mano dia senza umiliare, che la nostra parola conforti, che il nostro sguardo pacifichi, che il nostro cuore rallegri il loro cuore.

Donaci abbondante denaro, non per la nostra gloria, ma affinché possiamo essere strumenti della Tua luce nella Sefirà di Malkhut, e diventare meritevoli grazie ai poveri stessi, come è detto: “La forza del Re è l’amore della giustizia; Tu hai fondato la rettitudine, giustizia ed equità operasti in Yaakov” (Salmo 99:4).

Perché tutto proviene da Te, e ciò che Ti restituiamo è solo ciò che Tu hai posto nelle nostre mani (1 Cronache 29:14). Tu che sei caritatevole verso tutte le creature, sii clemente verso di noi, e permettici nella Tua misericordia di diventare caritatevoli come Te.

Estirpa la meschinità dal nostro cuore, affinché possiamo dare con gioia e affabilità, senza amarezza, senza calcolo, senza paura. Che la nostra mano si apra ampiamente per dare al povero ciò che gli manca, che sia sempre pronta per chi ha fame, che possa vestire chi è nudo, che possa sostenere chi è caduto.

E per questo, Signore nostro Dio, benedicici e aiutaci a comporre le nostre preghiere davanti a Te con perfezione. Che la nostra preghiera sia pura come la luce della Hei superiore, pulita come la Yod che la precede, senza pensieri estranei, senza schermi, senza separazioni tra noi e Te.

Che la Tsedakà apra i canali della luce, che la preghiera li purifichi, che la gioia li espanda, e che la Tua Presenza dimori tra noi.

venerdì 17 luglio 2026

Preghiera del Canto

 Preghiera del Canto

Sia Tua volontà, o Signore, nostro Dio e Dio dei nostri padri, Tu che hai scelto il Tuo servo David, re d’Israele, e la sua discendenza dopo di lui, Tu che hai gradito i suoi canti melodiosi e le sue lodi che salgono come profumo soave, Sia Tua volontà ricordarTi nella Tua grande bontà della Presenza della Tua Potenza, della Tua Shekhinah santa, che erra da un luogo all’altro, che vaga tra i mondi, come l’uccello che si allontana dal suo nido, come la luce che cerca la sua dimora, come la voce che cerca il cuore puro in cui posarsi.

“E Tu ti solleverai, prenderai Sion in pietà, perché è tempo di farle grazia, l’ora è arrivata.” Rialza l’Assemblea di Israele, la Tua Malchut, falla risalire dalla sua caduta, ricongiungila alla sua radice, ricomponi la sua unità, rivesti la sua bellezza, illumina la sua voce.

Aiutaci in virtù della Tua grande misericordia, apri per noi le porte della gioia, purifica il nostro cuore, raddrizza la nostra intenzione, e fa’ che meritiamo che la nostra voce si elevi quando cantiamo, che la nostra bocca diventi strumento di luce, che il nostro respiro diventi spirito di santità, che il nostro canto salga davanti a Te come offerta pura.

Donaci la forza di ordinare davanti a Te cantici, canti e lodi, con voce piena di gioia e di allegria, con voce che unisce i mondi, con voce che risveglia la Shekhinah, con voce che porta pace nei palazzi superiori.

Che per tutta la nostra vita noi cantiamo con voce melodiosa e gradita, come Tu desideri, come Tu hai stabilito, come la Tua volontà eterna si compiace, e che il nostro canto sia per Te un ponte di luce, un’offerta di amore, un ritorno alla Tua unità.

Amen.

COMPORTAMENTO

  COMPORTAMENTO Ti piaccia, o Signore, יהוה Yod Hei Vav Hei, radice della mia anima e respiro dei mondi, accordarmi il merito di non perd...