sabato 31 ottobre 2026

Il suo pensiero del creare i mondi

 Il suo pensiero del creare i mondi e

la sua realtà davanti a noi

Le operazioni del Creatore non giungono ad essere “con molti pensieri”. Questo non significa che Dio “non pensa molto”, ma che non esiste in Lui alcuna distinzione tra pensiero, volontà, azione e risultato.

Nella Kabbalah questo è il principio della פשיטות Peshitut — semplicità assoluta.

·         In noi:

o    il pensiero è una cosa,

o    il desiderio un’altra,

o    l’azione un’altra ancora,

o    e il risultato è spesso diverso da ciò che avevamo immaginato.

·         In Lui:

o    Machshavah (pensiero),

o    Ratzon (volontà),

o    Ma’aseh (azione),

o    Ohr (emanazione) sono un’unica realtà indivisibile.

Per questo i Maestri dicono che Dio è “Po’el be’Ein Po’el” — “Operatore senza operazione”, perché l’atto non si distingue dall’Agente.

Le אורות Orot, le Luci che emanano dal Creatore, non sono “cose” separate da Lui. Sono la Sua stessa semplicità che si manifesta in gradi percepibili.

La Cabalà distingue:

·         Ohr HaAtzmut — la luce essenziale, totalmente inconoscibile.

·         Ohr Ein Sof — la luce infinita, ancora priva di qualsiasi forma.

·         Ohr HaHitpashtut — la luce che si estende verso la creazione.

Il punto cruciale è che: La luce non è un intermediario tra Dio e il mondo. È Dio stesso nella modalità dell’emanazione.

Per questo è detta Ohr Pashut — Luce Semplice:

·         non composta,

·         non frammentata,

·         non soggetta a mutamento,

·         non suddivisa in parti o qualità.

Tutte le distinzioni che noi percepiamo — Sefirot, mondi, nomi divini — sono modalità della nostra percezione, non della realtà divina.

“Tutti i nomi ed appellativi, e tutti i mondi, superiori e inferiori, sono tutt’uno Ohr Pashut”.

Questo è uno dei punti più profondi della Kabbalha:

✦ I Nomi Divini (יהוה Yod Hei Vav Hei, אלהים Elohim, שדי Shaddai, ecc.) non sono “parti” di Dio, né “funzioni” diverse. Sono modi in cui la Luce Semplice si adatta alla capacità dei mondi di riceverla.

✦ I Mondi (Atzilut, Beriah, Yetzirah, Assiyah)

Non sono luoghi, ma gradi di percezione:

·         Atzilut percepisce l’Unità quasi senza veli.

·         Beriah percepisce l’Unità come intelletto.

·         Yetzirah come emozione.

·         Assiyah come azione e materia.

Ma la luce che li attraversa è sempre la stessa. La differenza è solo nei Kelim (vasi), cioè nella capacità di ricezione.

“Nel Creatore, la luce che si estende, il pensiero, l’operazione e l’operatore… è in Lui una e la stessa cosa.”

Questo è il cuore della dottrina dell’Achdut HaPashut (Unità Semplice):

·         Dio non “fa” qualcosa: la Sua essenza è il Suo fare.

·         Dio non “pensa” qualcosa: la Sua essenza è il Suo pensare.

·         Dio non “vuole” qualcosa: la Sua essenza è la Sua volontà.

Per questo i Maestri dicono: “Non c’è cambiamento in Lui, neppure nel cambiamento”.

Cioè: anche quando la Luce sembra cambiare — contrarsi, espandersi, giudicare, misericordiare — in Lui non avviene alcun mutamento.

Tutta la realtà, superiore e inferiore, è emanata da un solo pensiero.

Questo è il concetto di:

✦ Machshavah HaKadumah — il Pensiero Primordiale

La radice di tutto ciò che esiste.

✦ Sod HaRatzon HaElyon — il Segreto della Volontà Suprema

La direzione unica verso cui tutto tende.

✦ Sod HaTachlit — il Segreto dello Scopo

La meta finale già presente nel pensiero iniziale.

Nella Kabbalah: Il pensiero iniziale contiene già la fine della correzione.

Non è un processo lineare: è un’unica realtà che si dispiega nel tempo per permettere alle creature di partecipare alla sua rivelazione.

Solo il pensiero:

·         compie tutte le operazioni,

·         è l’essenza delle operazioni,

·         è lo scopo del lavoro,

·         è la perfezione intera,

·         è la ricompensa ricercata.

Questo significa che:

✦ La creazione non è un mezzo per ottenere qualcosa.

È la manifestazione del Pensiero Divino.

✦ La ricompensa non è un premio.

È la percezione dell’Unità.

✦ Il lavoro spirituale non è un percorso verso Dio.

È la rimozione dei veli che impediscono di vedere che tutto è già Uno.

Il Ramban dice “Uno, Unico e Unificato”:

·         Uno — non composto.

·         Unico — non esiste altro all’infuori di Lui.

·         Unificato — tutto ciò che esiste è parte della Sua unità.

La Kabbalah insegna che:

·         Dio è Uno.

·         La Sua luce è una.

·         Il Suo pensiero è uno.

·         La creazione è una.

·         La fine della correzione è una.

Tutto ciò che appare come molteplicità è solo la modalità con cui la creatura percepisce la luce.

Quando la percezione si corregge, la molteplicità si ricompone nell’Unità originaria.

Zohar diario 5291 - Jaié Sara

 Zohar diario 5291 - Jaié Sara – El movimiento del alma Holy Zohar text. Daily Zohar -5291

Zohar Chayei Sarah

Continuación del ZD anterior

#182

Ven y escucha: una vez que el cuerpo ha sido creado y existe, ¿qué está escrito? «וַיְשַׁלְּחוּ אֶת רִבְקָה אֲחוֹתָם» «Y despidieron a Rebeca, su hermana…» (Génesis 24:59). ¿Qué significa «וְאֶת מֵינִקְתָּהּ» «y su nodriza»? Es el poder del movimiento. El rabino Yitzchak dijo: «Es el poder del cuerpo».

Notas:

Una vez que el cuerpo está completo, se despide a Rebeca. «Su nodriza» se interpreta como el poder del movimiento o, según el rabino Yitzchak, como el poder del cuerpo.

#183

El rabino Abahu comenzó con este versículo: «אִתִּי מִלְּבָנוֹן כַּלָּה אִתִּי מִלְּבָנוֹן תָּבוֹאִי» «Ven conmigo desde el Líbano, oh novia, conmigo desde el Líbano vendrás…» (Cantar de los Cantares 4:8). El rabino Abahu dijo: «Una vez que el cuerpo se ha formado, se lleva a la Tierra de Israel para que reciba su alma; el alma lo espera y sale a su encuentro». Como está escrito: «וַיֵּצֵא יִצְחָק לָשׂוּחַ בַּשָּׂדֶה» «Y Isaac salió a meditar al campo» (Génesis 24:63). Esto es lo que está escrito: «Ven conmigo desde el Líbano, oh novia». Esta es el alma. «תָּשׁוּרִי מֵרֹאשׁ אֲמָנָה» «Mira desde la cima de Amana», es decir, como está escrito: «וַיִּשָּׂא עֵינָיו וַיַּרְא» «Y alzó los ojos y vio» (Génesis 24:63).

Notas:

Cuando el cuerpo es llevado a la Tierra de Israel para recibir su alma, el alma sale a su encuentro, como Isaac salió a los campos. La novia que viene del Líbano es el alma, y la mirada dirigida hacia Amana es el levantar los ojos.

#184

El rabino Yehuda dijo: «Si ella es el alma, eso está bien para Abraham, como hemos dicho, pero ¿qué hay de Isaac?». El rabino Abahu dijo: «Los compañeros dijeron que ahora se le llama Isaac, debido a la gran alegría que hay en el mundo».

Notas:

El alma se entiende bien con Abraham. A Isaac se le llama así debido a la gran alegría que ha llegado al mundo.

venerdì 30 ottobre 2026

PASSIONI

 PASSIONI

Ti prego, Eterno, insegnami a comporre la mia preghiera come si deve, affinché la mia parola non sia solo suono, ma Yichud, unificazione delle forze disperse della mia anima. Fa’ che il mio linguaggio sia puro, limpido, come le acque di Binà, la Madre Superiore, che purifica e rende trasparente ogni pensiero. Concedimi parole che scendano da Chokhmà, la saggezza primordiale, e si vestano nella Malkhut, la mia bocca, senza deformarsi.

Fa’ che la mia preghiera sgorghi dalla mia bocca come un flusso di luce che risveglia la Rachamim Ne’elamim, la misericordia segreta, quella che non è soggetta a giudizio, quella che appartiene al livello di Arich Anpin, dove non esiste accusa né ostacolo. Avvicinami a Te dal luogo in cui mi trovo, anche se è un luogo di lontananza, perché la Tua bontà nascosta ha il potere di richiamare a Sé anche chi è caduto negli abissi più profondi.

Da dove mi sono allontanato, avvicinami. Fa’ che la Shekhinah, la Tua Presenza, che ho allontanato con le mie passioni e le mie distrazioni, ritorni a dimorare nel mio cuore. Che la Tua bontà segreta, custodita nei Tesori del Re, mi avvolga e mi riporti alla mia radice.

Prendimi per mano e liberami da tutte le passioni che mi trascinano verso il basso, da tutti i difetti che si sono attaccati al mio corpo come gusci, come klippot che oscurano la luce dell’anima. Solo Tu conosci la miseria della mia anima, scesa dalle vette più alte, dal seno del Padre, e ora imprigionata in un corpo grossolano, pesante, incline al desiderio e alla confusione.

Guai al figlio scacciato dalla tavola del Padre suo. La mia anima ricorda la sua origine, ricorda la luce da cui proviene, e soffre nel suo esilio. Tu l’hai mandata qui per farle del bene, per darle il libero arbitrio, per permetterle di trasformare la materia in spirito, il desiderio in servizio, la passione in amore per Te.

Ma che fare, Padre nostro che sei nei cieli, quando non siamo stati capaci di accogliere il Tuo dono? Quando non abbiamo avuto pietà della nostra anima? Quando non abbiamo lottato contro i nostri desideri malvagi? Quanti anni sprecati nelle passioni del corpo, che fin dalla giovinezza si sono attaccate a noi come catene?

Ogni giorno speriamo nella liberazione, ma la speranza si rivela fragile, e l’inclinazione malvagia si rafforza. Non abbiamo su chi fare affidamento se non su di Te.

Concedici la Tua grazia, la Tua clemenza, la Tua misericordia. Concedici le Tue grazie gratuite, quelle che scendono senza merito, come la luce di Chesed Elyon, la Bontà Suprema. Come un padre ha pietà dei suoi figli, abbi pietà di noi.

Rispondici, Padre nostro. Rispondici, nostro Creatore. Rispondici, nostro Liberatore. Rispondici.

  • “Padre nostro” apre Atzilut, il mondo dell’unità.
  • “Creatore” apre Beriah, il mondo delle anime.
  • “Liberatore” apre Yetzirah, il mondo delle emozioni.
  • “Rispondici” apre Assiyah, il mondo dell’azione.

Fa’ che seguiamo le Tue Leggi, che osserviamo i Tuoi precetti, che la nostra volontà si unisca alla Tua. Aiutaci e salvaci, affinché la nostra anima ritrovi la sua strada, affinché la materia del corpo si trasformi in un veicolo di luce, affinché le passioni diventino strumenti di elevazione e non di caduta.

Zohar diario 5290, Vayera

 Zohar diario 5290, Vayera: «El fin de toda criatura ha llegado ante Mí»Holy Zohar text. Daily Zohar -5290

Zohar Vayera

Continuación del ZD anterior

#215

Y esa voz sube y baja y exige que el juicio se dicte desde abajo. Cuando esta voz se eleva para exigir el juicio, entonces el Santo, bendito sea, se revela para velar por el juicio.

El significado: los juicios que hay en el mundo se dividen en dos aspectos. Uno proviene de la propia Maljut, y la voz que se eleva de estos juicios se denomina «la voz desde abajo», es decir, de Maljut. El segundo proviene del aspecto de Maljut que se suaviza en Biná, y la voz que se eleva de estos juicios se denomina «la voz desde arriba», es decir, de Biná. Del mismo modo, se le llama «la voz del granizo», y alude al versículo «קולות וברד» «voces y granizo» (Éxodo 9:23), que se refiere a las plagas de Egipto. La cuestión de estas dos voces se explica más arriba. «קוטרי» (Kotrei) significa bosquecillos; una cuestión intrincada, difícil de desentrañar y aclarar, se denomina kotrei, como está escrito: «קטיר קא חזינא הכא» «veo aquí un nudo» (Yevamot 61a).

Y del mismo modo, «תרי קוטרי עבדי ביה», «le hizo dos nudos» (Yevamot 107b). Por «hombro» se entienden los Mochin de la parte posterior del cuerpo, ya que el hombro se encuentra detrás del rostro. Una gota indica una gota de la punta del shuruk. De hecho, los tres puntos —cholam, shuruk, chirik—, de los que derivan todos los Mochin, se denominan las tres gotas. El gran abismo indica los poderes del juicio que derivan de Biná.

Notas:

La voz que sube y baja requiere juicio, y entonces el Santo, bendito sea, se revela para velar por ella. Los juicios provienen o de la propia Maljut, la voz inferior, o de la Maljut suavizada en Biná, la voz superior, también llamada voz del granizo. Los bosquecillos se reúnen en la gota del shuruk, de donde provienen los Mochin.

#216

El rabí Shimon dijo: «Está escrito: “הַכְּצַעֲקָתָהּ” “según su grito”» (Génesis 18:21). ¿De quién procede este «según su grito»? Y él responde: Es el decreto de juicio que exige justicia cada día. El versículo dice: «según su grito» . Pues así hemos aprendido: durante muchos años el decreto de juicio permaneció en vigor y exigía al Santo, bendito sea, lo que los hermanos de José le habían vendido en Egipto, ya que el decreto de juicio clama para que se revele el juicio. Por lo tanto, el versículo dice: «según su clamor que ha llegado hasta Mí», es decir, el clamor del decreto de juicio.

El significado: el decreto del juicio es el secreto del esplendor del punto del shuruk que se encuentra en la Nukva, antes de su inclusión en los Chassadim, que no se revela sino con la revelación de los juicios, como se ha dicho anteriormente. Y el secreto de José es el secreto del esplendor de los tres superiores. Y cuando los hermanos de José lo vendieron a Egipto, los tres superiores se alejaron de ellos. Y a esto alude Rabí Simón: que ella exigiera la anulación de su propio esplendor a causa de la venta de José, pues quería clamar y revelar el juicio, es decir, quería recuperar a los tres superiores (ג”ר) que habían sido anulados por la venta de José. Puesto que su esplendor solo se manifiesta con la revelación del juicio, como se ha dicho anteriormente, su esplendor se insinúa en el secreto del grito sobre el juicio. Y de esto: «si según su grito que ha llegado a Mí», es decir, la revelación de la Jojmá mediante el grito del decreto de juicio.

Notas:

«Que sea según su clamor» הַכְּצַעֲקָתָהּ es el decreto de juicio que se exige cada día. Ha permanecido en vigor durante muchos años, exigiendo un juicio sobre la venta de José; el esplendor del shuruk en la Nukva solo se revela a través de los juicios, y la venta de José eliminó a los tres superiores.

#217

Y pregunta: ¿qué nos enseña el versículo con las palabras «que ha llegado a Mí»? Y responde: esto es un secreto, como se dice: «בָּעֶרֶב הִיא בָאָה וּבַבֹּקֶר הִיא שָׁבָה» «Por la tarde ella viene, y por la mañana regresa» (Ester 2:14). Es decir, tras explicar la frase «sea según su clamor», que es el secreto de la revelación del esplendor de la Jochmá a través del clamor del decreto de juicio, tal y como se explica en la enseñanza anterior, explica las palabras «que ha venido a Mí», que están en presente, cuyo significado es que ella viene en el momento de la unión. Como está escrito: «Al atardecer ella viene», lo cual alude al momento de esa unión que recibe del esplendor del shuruk, llamado atardecer, ya que se encuentra bajo el dominio de los juicios del shuruk, que es el secreto de «וַתָּקָם בְּעוֹד לַיְלָה» «Y ella se levanta mientras aún es de noche» (Proverbios 31:15). Y esto es «que ha venido a Mí» continuamente. Por lo tanto, está escrito «que ha venido a Mí» (הבאה אלי) en presente, ya que se realiza continuamente. Al comienzo de cada unión, el dominio del shuruk se realiza en el secreto del resplandor de la línea izquierda. Del mismo modo, se ha dicho: «קֵץ כָּל בָּשָׂר בָּא לְפָנַי» («El fin de toda carne ha llegado ante Mí», Génesis 6:13). De este modo, el versículo dice: «El fin de toda carne ha llegado ante Mí», y también dice en presente: «ha llegado ante Mí».

Notas:

«Esto ha llegado a Mí» se expresa en presente, ya que ella llega en el momento de la unión, bajo el dominio del shuruk, llamado atardecer. Esto ocurre continuamente al comienzo de cada unión, tal y como reza el versículo: «El fin de toda carne ha llegado ante Mí».

mercoledì 28 ottobre 2026

Perdono

 Perdono

Perdona, nella Tua grande misericordia, tutto ciò che ho contaminato finora; dissolvi ogni traccia, ogni impronta, ogni ombra che ho lasciato nei mondi superiori e inferiori. Dimentica e perdona nella Tua infinita bontà tutto ciò che ho guastato con il pensiero, con la parola, con l’azione; tutto ciò che ho macchiato con la vista, l’udito, l’olfatto, con ogni facoltà che Tu mi hai donato per servire la santità e che io ho deviato verso l’impurità. Che sia stato fatto inavvertitamente o consapevolmente, sotto costrizione o volontariamente, nella confusione o nella ribellione, nella debolezza o nella durezza del cuore: perdona tutto questo e dimentica, Tu che sei compassionevole e ami perdonare, Tu che sei la radice del perdono e la sua perfezione.

Per il Tuo Nome, Eterno, perdonerai le mie colpe perché sono numerose, e nella Tua misericordia infinita non ti stancherai di me. Abbi pietà di me, e spezza, annulla e distruggi ogni nodo, legaccio e catena delle forze del male che i miei peccati hanno intessuto e consolidato; ogni vincolo che mi avvolge, ogni laccio che mi trattiene, ogni rete che mi intrappola. Che tutte queste catene, che mi combattono in ogni istante per trascinarmi da una contaminazione all’altra, siano frantumate come vetro davanti alla Tua luce.

Dio di misericordia, «guarda il mio dolore e la mia sofferenza, guarda la mia miseria e la mia afflizione, la mia tristezza e la mia amarezza». Guarda come sono rimasto vegliando, e come sono diventato «come un uccello solitario su un tetto», separato, isolato, sospeso tra cielo e terra, incapace di trovare rifugio se non in Te. Poiché non ho nessuno a cui rivolgermi per essere salvato, ed è solo a Te che i miei occhi rimangono fissi, come occhi che cercano la sorgente della vita.

Ti prego, risparmiami. Perdonami, perdona e redimi le mie numerose colpe, i miei peccati e le mie ribellioni. «A Dio la clemenza e il perdono, poiché ci siamo ribellati contro di Lui». In onore del Tuo Nome, perdona il mio peccato, per quanto grande sia, e dissolvi la sua radice, la sua memoria, la sua impronta. Che il perdono che proviene da Te prevalga su tutto, così che Tu sia venerato nella Tua misericordia e nella Tua bontà.

Che il Tuo perdono scenda su di me come una luce che non si spezza, come un’onda che purifica ogni cosa, come un balsamo che guarisce le ferite dell’anima. Che io possa ritornare a Te con cuore integro, libero da ogni contaminazione, da ogni peso, da ogni oscurità. Che il Tuo perdono mi ricrei, mi rinnovi, mi riporti alla radice della santità, e che io possa camminare davanti a Te nella purezza e nella verità, ora e sempre.

Zohar diario 5289 Vayera

 

Zohar diario 5289 Vayera – Bajo el estruendo del granizoHoly Zohar text. Daily Zohar -5289

Zohar Vayera

Continuación del anterior ZD

#213

«Grande es el clamor de Sodoma y Gomorra», dijo Abraham al Santo, bendito sea. ¿Por qué? Él le respondió: «וְחַטָּאתָם כִּי כָבְדָה מְאֹד» «Y su pecado es muy grave» (Génesis 18:20). Por esta razón: «אֵרְדָה נָּא וְאֶרְאֶה הַכְּצַעֲקָתָהּ» «Descenderé ahora y veré si, según su clamor…» (Génesis 18:21). Y pregunta: «Si, según su clamor», debería haber dicho. Puesto que está escrito: «el clamor de Sodoma y Gomorra», y eran dos ciudades; ¿por qué se dice «si, según su clamor» en singular? Y dice: De hecho, ya lo han explicado.

Notas:

Abraham preguntó por qué el clamor era tan grande. La respuesta fue que su pecado era muy grave. El versículo utiliza el singular «su clamor», y los amigos ya lo han explicado.

#214

Ven a ver. En la ladera situada debajo de la voz del granizo, todos los bosquecillos se alzan en la ladera. Se reúnen en una sola gota, atraviesan las aberturas del gran abismo y se convierten en cinco en uno. Uno es cuando hay voces claras, que se convierten todas en una sola, pues la voz de abajo entra en medio de ellas y es atraída junto con ellas como una sola cosa.

Notas:

Bajo el sonido del granizo, los bosquecillos se unen en una sola gota y entran por las aberturas del gran abismo, convirtiéndose en cinco en uno. Cuando las voces son claras, todas se convierten en una sola, pues la voz que viene de abajo se introduce entre ellas y es arrastrada junto con ellas.

martedì 27 ottobre 2026

PACE

 PACE – SHALOM

Sovrano del Mondo, Radice della Pace che scende da Keter, Tu che sei chiamato Shalom e Oseh Shalom, fa’ discendere la Tua luce di unione nei mondi superiori e inferiori. Nella Tua grande bontà, porta la pace nella Corte dell’Alto — nel mondo di Beriyà, dove gli angeli e le anime pure si radunano — e nella Corte del Basso, nel mondo di Assiyà, dove gli uomini vivono e lottano.

Annulla ogni controversia che divide le creature, perché solo Tu, Eterno, conosci la radice profonda del male che nasce dalla separazione, dalla frammentazione, dalla mancanza di unità. Tu sai quanto dolore e quanta distruzione porta la controversia in questo mondo, e in particolare la grande controversia che esiste tra gli Tzadikim e gli uomini integri della generazione, al punto che ciascuno vede il proprio prossimo come opposto a sé.

Abbi pietà di noi nella Tua grande misericordia, e rivela la verità nel mondo. Fa’ risplendere la luce di Tiferet, la bellezza dell’armonia, e unisci in noi Chesed e Ghevurà, affinché la pace non sia debolezza ma forza equilibrata.

Stabilisci la pace tra il Tuo popolo Israele e tra tutti gli uomini. Diffondi la pace in tutti i mondi:

  • in Atzilut, come unione tra Abba e Imma;
  • in Beriyà, come chiarezza e comprensione;
  • in Yetzirà, come equilibrio delle emozioni;
  • in Assiyà, come azioni rette e parole pacifiche.

Finché la pace non giunga anche in questo mondo materiale, e tutte le creature abbiano pietà le une delle altre. Che la pace sia grande tra tutte le creature del mondo, e che la luce del Tuo Nome — יהוה Yod Hei Vav Hei unito a אדני Adonaiיאהדונהי  — si riveli come Shalom completo, pace perfetta.

Meditazione con Kavanot

Intenzione: Portare la pace nei mondi interiori ed esteriori, dissolvere la frammentazione, ristabilire l’unità.

Meditazione:

  • Visualizza una luce bianca che scende dall’alto: è la pace di Keter, pura, senza divisione.
  • La luce entra nella testa: Chokhmà e Binà si uniscono, cessano le opinioni opposte.
  • Scende nel petto: Tiferet si illumina, armonia e bellezza si stabiliscono.
  • Scende nelle braccia: Chesed e Ghevurà si bilanciano, la bontà non è debolezza, la forza non è durezza.
  • Scende nelle gambe: Netzach e Hod si pacificano, la vittoria non è contro qualcuno, la gloria non è sopra qualcuno.
  • Scende nei piedi: Yesod e Malkhut si stabilizzano, la pace diventa azione concreta.

Formula interiore:

“Unisco i mondi, unisco le Sefirot, unisco i cuori. Che la pace scenda dall’Alto e si riveli nel Basso”.

Eterno, porta la pace nei mondi superiori e inferiori. Annulla ogni controversia, rivela la verità, unisci i cuori. Fa’ scendere la Tua pace su Israele, sull’umanità e su tutte le creature. Che la pace sia grande nel mondo.

Il suo pensiero del creare i mondi

  Il suo pensiero del creare i mondi e la sua realtà davanti a noi Le operazioni del Creatore non giungono ad essere “con molti pensieri...