DIMENTICARE (MA MAI TE)
Aiutaci, Eterno, a ricordare
che ogni cosa che possediamo è un riflesso della Tua luce, una scintilla che ci
hai affidato per compiere il nostro tikkun. Fa’ che siamo sempre contenti di
ciò che abbiamo, perché ciò che abbiamo è esattamente ciò che la nostra anima
deve lavorare, purificare, elevare.
Che la nostra Torah sia la
nostra occupazione permanente — non solo come studio, ma come respiro
dell’anima, come la voce segreta che ci accompagna in ogni passo, come la
radice della nostra identità spirituale. E che il nostro lavoro materiale sia
solo un’occupazione temporanea, un involucro esterno, un abito che indossiamo
per un’ora, mentre il nostro vero volto rimane rivolto a Te.
E anche in quella breve ora
in cui dobbiamo dedicarci a un certo lavoro o commercio per le necessità del
nostro sostentamento, fa’ che il nostro cuore rimanga legato a Te, che la
nostra mente rimanga legata alla Tua Torah, che la nostra anima rimanga legata
alla sua radice in Ehyeh, e che non Ti dimentichiamo nemmeno per un solo
istante.
Perché dimenticare Te è
cadere nell’illusione della separazione, ma ricordarti è ritornare all’unità.
Dimenticare Te è scivolare nelle klippot, ma ricordarti è tornare alla luce.
Dimenticare Te è perdere il centro, ma ricordarti è ritrovare la nostra vera
forma.
E così Ti chiediamo: aiutaci
a vivere ogni istante come un yichud, a trasformare ogni gesto in un ponte
verso di Te, a fare del nostro lavoro un servizio, della nostra fatica una
preghiera, della nostra vita un’offerta di luce.
Che la memoria di Te non si
allontani mai da noi, che la Tua presenza sia la nostra gioia, che la Tua Torah
sia la nostra casa, e che il nostro cuore non Ti dimentichi — mai.

