Correggere i Difetti
Non è sufficiente desiderare di correggere i propri difetti,
poiché il desiderio appartiene solo al livello di Nefesh, la volontà ancora
avvolta nelle scorie del mondo dell’Azione.
Perché la correzione sia reale, occorre conoscere la via del
Tikkun, la scienza segreta con cui l’uomo riallinea le proprie forze interiori
alle correnti della Luce Superna.
Chi combatte frontalmente le proprie inclinazioni negative —
quelle che lo Zohar chiama yetzerin de‑sittra achra, le tendenze che
provengono dal lato dell’occultamento
— non fa che
rafforzarle.
La lotta diretta irrigidisce i vasi, li rende più spessi,
più opachi, più inclini alla frattura.
Così insegna il Ramchal: «La forza che si oppone alla luce
trae nutrimento dall’attenzione che le si concede».
Per questo non è utile fissarsi sulle mancanze, sulle
abitudini ereditate dai giorni passati, che appartengono al mondo di Asiyah non
rettificato.
Ogni volta che l’uomo contempla la propria oscurità, egli la
riveste di ulteriore vitalità.
Ogni volta che dice: “Questo difetto è ancora in me”, egli
versa olio sulla fiamma dell’inclinazione.
La via dei giusti è diversa: essi volgono lo sguardo verso
ciò che devono creare, verso ciò che devono emanare.
Dicono a sé stessi: «Ora ricostruirò i miei vasi, ora
attirerò una nuova luce. Il passato non è una catena: è materia grezza per il
Tikkun».
Ogni giorno, con fede incrollabile — fede che appartiene a
Emunah, radice di Keter — l’uomo prende gli strumenti che il Santo, benedetto
Egli sia, ha posto in lui:
• il pensiero, che
appartiene a Chokhmah;
• il sentimento, che
si radica in Binah;
• l’immaginazione, che
è ponte tra Tiferet e Yesod;
• la volontà, che
discende da Keter e stabilizza la forma nel mondo.
Con questi strumenti egli modella sé stesso come un
artigiano modella i vasi della creazione.
Proietta dentro di sé immagini di luce, forme pure,
configurazioni armoniche che attirano le correnti superiori.
Si vede immerso nella musica — che è il movimento delle
Sefirot — si vede nel sole, simbolo di Tiferet, si vede rivestito di bontà,
generosità, forza di sostenere e illuminare gli altri, qualità che appartengono
a Chesed, Ghevurah e Netzach.
Perché tutto si registra.
Così insegna il Zohar: «Ogni pensiero crea un angelo, ogni
immagine genera una forma nel mondo nascosto».
E secondo Luria, ogni immagine interiore imprime un nuovo
ordine nei vasi dell’anima, attirando luci compatibili con essa.
Se tutto si registra, allora abituatevi a registrare il
meglio, a incidere dentro di voi ciò che è puro, ciò che è elevato, ciò che
appartiene al mondo di Beriah.
Fate che la vostra interiorità diventi un archivio di luce,
un heikhal, un palazzo in cui le luci possano dimorare senza spezzare i vasi.
E se inizierete questo lavoro, vedrete un mistero: i vostri
difetti non solo si indeboliranno, ma diventeranno fonti di luce trasformata.
Perché ogni difetto contiene una scintilla caduta, una
nitzotz imprigionata nella forma distorta.
La collera contiene la scintilla del coraggio;
la paura contiene la scintilla della prudenza;
la pigrizia contiene la scintilla della pace;
l’orgoglio contiene la scintilla della dignità;
il desiderio contiene la scintilla dello slancio creativo.
Non si tratta di distruggere nulla, ma di liberare la
scintilla.
Non si tratta di combattere, ma di raffinare.
Non si tratta di reprimere, ma di elevare.
Così insegna Cordovero: «Non vi è male che non sia un bene
velato, non vi è oscurità che non sia luce contratta».
E così insegna Luria: «Il lavoro dell’uomo è separare la
luce dal guscio, e riportarla alla sua radice».
Quando comprenderete questo, la vostra vita non sarà più una
lotta contro ciò che siete stati, ma un continuo atto di creazione, un flusso
di Tikkun, un ritorno incessante alla vostra forma originaria.

