giovedì 17 settembre 2026

Frammenti di luce

 Frammenti di luce: Unire l'Anima Frantumata sul Sentiero dell'Integrità Divina”

All'inizio c'era solo la luce, senza confini, infinita e al di là di ogni forma. Per manifestarsi nel nostro mondo, il Divino creò dei vasi per contenere questa luce. Tuttavia, man mano che i vasi si riempivano, si frantumavano, spargendo scintille di santità in tutta la creazione (Etz Chaim, Arizal). Ognuno di noi è un frammento di quel vaso rotto, che porta con sé un frammento della luce originale. Il nostro viaggio consiste nel raccogliere queste scintille, nel trovare l'unità in mezzo alla frammentazione e nel diventare di nuovo interi.

Questa è la narrazione dell'anima collettiva: la ricerca di un equilibrio tra egoismo e umiltà, di trascendere i confini dell'ego e di abbracciare uno scopo al di là dell'io. Siamo qui non solo per vivere, ma per trasformarci. Attraverso l'esilio e il ritorno, attraverso la delicata tensione tra la rottura e la completezza, ci avviciniamo alla nostra essenza: essere desiderati da Dio e portare la luce divina anche nei luoghi più oscuri.

Nella nostra rottura, diventiamo vasi di luce infinita. Per approfondire questo concetto, consideriamo le frasi “Io sono, ciò che sono”, “Io sono, ciò che sono” e “Io sono, dunque sono”. Queste espressioni riecheggiano il nome divino rivelato a Mosè al roveto ardente: Ehyeh Asher Ehyeh - “Sarò ciò che sarò” (Esodo 3:14). Questa frase ci invita a vedere l'identità non come statica, ma come un processo dinamico e in divenire. Qui l'“Io Sono” non è uno stato fisso, ma un divenire attivo e continuo.

Tuttavia, all'interno di questo viaggio dell'“Io Sono”, emerge l'ego, che ci porta a distorsioni della percezione di sé. Affermazioni come “sono un dio”, “sono grande” o “non sono niente” incarnano ciascuna diversi veli che nascondono la vera natura dell'anima.

·       L'affermazione “Io sono un dio” rappresenta l'estrema arroganza dell'ego, che dimentica la Fonte Divina che sostiene tutta la vita, proprio come la proclamazione del Faraone: “Chi è il Signore perché io obbedisca alla sua voce?”. (Esodo 5:2).

·       L'espressione “Io sono grande” rivela un orgoglio più sottile, in cui l'individuo si attribuisce i doni elargiti dal Creatore, come avvertito: “Potresti dire a te stesso: “La mia potenza e la forza delle mie mani hanno prodotto questa ricchezza per me”” (Deuteronomio 8:17).

·       Il “non sono nulla” incarna un'eccessiva negazione di sé, ignorando la scintilla divina che è in noi e negando il proprio ruolo unico, in contrasto con l'insegnamento secondo cui ogni persona deve dire: “Per me il mondo è stato creato” (Mishnah Sanhedrin 4:5).

Il rimedio a queste distorsioni spirituali risiede nell'umile consapevolezza che “io sono desiderato da Dio”. Questa consapevolezza bilancia l'autostima e l'umiltà, in sintonia con l'insegnamento di portare con sé due foglietti di carta, uno dei quali recita: “Il mondo è stato creato per me” (Sanhedrin 37a), e l'altro: “Io non sono che polvere e cenere” (Genesi 18:27). Riconoscersi come desiderati da Dio ancorerà l'anima alla gratitudine e allo scopo, trascendendo l'arroganza e la disperazione.

Immaginate un vaso delicato - la neshama kelalit, l'anima collettiva di Israele - progettato per contenere la luce divina, con ogni frammento che simboleggia un'anima individuale in unità mistica. Quando l'Ein Sof, la Sorgente Infinita, riversa la luce divina nel vaso, la sua intensa illuminazione provoca la rottura del vaso. Questo processo, noto nel pensiero cabalistico come shevirat ha-kelim (la frantumazione dei vasi), disperde l'essenza divina in tutto il mondo, ogni “frammento” conserva una scintilla unica di santità (Etz Chaim, Arizal). Così, il vaso in frantumi non cessa di esistere; piuttosto, il suo stato frammentato rispecchia il desiderio dell'Ein Sof di manifestarsi anche in un mondo frammentato. Ogni anima, anche se apparentemente distante, porta con sé questa impronta divina e il potenziale di riflettere una luce infinita.

Consideriamo inoltre un vaso da fiori riempito di terra, in cui ogni granello rappresenta un'anima individuale. Quando questo vaso si rompe, riflette la dispersione di Israele in esilio, diffondendo l'essenza divina in tutte le direzioni: est, sud, ovest, nord, su e giù. In esilio, ogni granello di terra diventa un potenziale vaso per una nuova crescita, incarnando lo scopo nascosto di santificare anche gli spazi nascosti attraverso la presenza della luce divina.

La Sukkah, fragile ma avvolgente, rispecchia la dimora temporanea delle nostre vite fisiche e serve a ricordare la protezione di Dio. Il rituale di agitare il lulav e l'etrog in tutte e sei le direzioni durante Sukkot riafferma la presenza divina in ogni dimensione, rispecchiando il processo di raccolta delle scintille disperse nell'unità (Zohar, Emor 103a). Ognuno dei sette giorni di Sukkot riflette un giorno della Creazione, mentre l'ottavo giorno - Shemini Atzeret - trascende il tempo stesso, simboleggiando un legame che va oltre l'esistenza fisica, quando Dio e Israele rimangono soli insieme in pura vicinanza (Talmud, Sukkah 55b).

Questo “ottavo giorno” allude anche alla luce nascosta dell'Or HaGanuz che brilla nell'ottava notte di Chanukah, una luce riservata ai giusti nel Mondo a venire (Zohar Chadash, Bereishit 8b). A Pesach, l'ottavo giorno significa liberazione e un passo verso la libertà interiore. Tutti i casi di “otto” - la circoncisione (Levitico 12:3), Shemini Atzeret, l'ottava notte di Chanukah e l'ottavo giorno di Pesach - significano la trascendenza al di là del finito, indicando l'unità divina alla base di tutta la creazione.

Questi simboli parlano anche del ruolo messianico del Mashiach ben Yosef, la figura giusta che scende in esilio e risorge per raccogliere le scintille disperse, aprendo la strada al Mashiach ben David. Yosef incarna il giusto che porta l'unità attraverso la sofferenza e l'esilio, un processo di rettificazione (tikkun) per preparare il mondo alla redenzione finale (Kol HaTor, capitolo 1).

In ognuno dei nostri viaggi, incarniamo il paradosso di essere allo stesso tempo frammenti e vasi, terra e vaso sparsi. Ogni anima è desiderata da Dio, apprezzata per la luce unica che può riflettere. Nella nostra rottura, non diminuiamo la luce divina; le permettiamo di rifrangersi attraverso ogni fessura, illuminando ogni angolo dell'esistenza. Questa è la nostra missione: raccogliere questi frammenti, portare l'“ottavo giorno” nei nostri cuori e ricordare che ognuno di noi è chiamato a riflettere la luce divina, riscattando le scintille anche nei luoghi nascosti dell'esilio fino a quando tutti saranno riuniti nell'interezza.

In sostanza, il paradosso di essere allo stesso tempo rotti e interi, dispersi ma connessi. Ogni atto di gentilezza, ogni mitzvah, ogni momento di apprendimento della Torah raccoglie un'altra scintilla, avvicinandoci alla riparazione finale del mondo. In questo modo trasformiamo noi stessi e il mondo che ci circonda, diventando vasi viventi per la luce divina. Che questo viaggio per unire le scintille disperse porti ognuno di noi più vicino alla consapevolezza di essere, in effetti, profondamente desiderati da Dio.

([Mitzvoth rilevanti])

 Comandamento negativo: Non considerare altre divinità (Mitzvah negativa n. 1).

·       Keter di Keter: La volontà divina di affermare l'unicità di HaShem come unica fonte di esistenza e di scopo, rifiutando qualsiasi fonte alternativa.

·       Chochmah di Keter: La saggezza nel comprendere che la molteplicità della divinità frattura l'unità essenziale per l'allineamento spirituale e morale con HaShem.

·       Binah di Keter: La comprensione di come il riconoscimento di una singolare essenza divina porti coerenza alle complessità della vita e combatta la frammentazione interna.

·       Chesed di Keter: L'amore insito nell'aderire solo a HaShem, creando un canale puro per la gentilezza divina che fluisce nella nostra vita senza interferenze.

·       Ghevurah di Keter: La disciplina per frenare gli impulsi guidati dall'ego che potrebbero elevare entità personali o esterne a “divinità”, preservando l'integrità spirituale.

·       Tiferet di Keter: La bellezza dell'equilibrio nel riconoscere l'onnipresenza di HaShem, negando al contempo il potere a false divinità o a idoli auto-creati, creando armonia.

·       Netzach di Keter: La resistenza nel sostenere il monoteismo, un pilastro fondamentale dell'identità e della pratica ebraica attraverso le generazioni.

·       Hod di Keter: L'umiltà nel riconoscere i nostri limiti e che solo HaShem possiede il potere ultimo sulla creazione e sul destino.

·       Yesod di Keter: Il fondamento della fede ferma in HaShem, rifiutando tutte le pretese esterne di divinità e allineando lo scopo personale con quello divino.

·       Malchut di Keter: La manifestazione della regalità divina nel mondo attraverso la nostra devozione esclusiva a HaShem, proclamando la Sua sovranità in tutti i regni.

Comandamento negativo: Non creare idoli (Mitzvà negativa n. 2).

·       Keter di Ghevurah: la volontà divina di stabilire dei confini contro le rappresentazioni fisiche della divinità, preservando la trascendenza di HaShem.

·       Chochmah di Ghevurah: la saggezza nel comprendere che l'essenza divina non può essere contenuta o ridotta a nessuna forma finita o idolo.

·       Binah di Ghevurah: la comprensione che la creazione di idoli distorce la concentrazione spirituale, distogliendo l'attenzione dalla natura infinita di HaShem.

·       Chesed di Ghevurah: il confine amorevole che protegge la purezza della fede dirigendo la devozione esclusivamente verso il Dio non fisico e senza confini.

·       Ghevurah di Ghevurah: la severa proibizione di formare idoli, che protegge dalla corruzione spirituale e dall'abbassamento degli ideali divini.

·       Tiferet di Ghevurah: l'armonia raggiunta nel rifiutare gli idoli, in quanto preserva la bellezza del rapporto diretto con HaShem senza intermediari.

·       Netzach di Ghevurah: il comando duraturo di evitare la creazione di idoli attraverso le generazioni, rafforzando i valori immutabili nella visione del mondo ebraico.

·       Hod di Ghevurah: l'umiltà nell'accettare i limiti della creatività umana nel catturare il Divino, sottomettendosi pienamente alla presenza invisibile di HaShem.

·       Yesod di Ghevurah: il fondamento della lealtà verso un Dio informe, costruendo un rapporto basato sulla fede piuttosto che sulla rappresentazione visiva.

·       Malchut di Ghevurah: la manifestazione della regalità di HaShem, non contaminata da idoli fisici, attraverso una vita dedicata a comandi divini immateriali ed etici.

mercoledì 16 settembre 2026

Yom Kippur

 Yom Kippur

“Dovrebbe il digiuno che io approvo essere come questo, come un giorno in cui l’uomo terreno affligge la sua anima? Che egli chini la testa proprio come un giunco e che debba stendere il semplice sacco e ceneri come suo giaciglio? E questo che chiamate digiuno e giorno accettevole ad HaShem?” (Isaia 58:5).

"Questi atti esterni [dei digiuni di Yom Kippur] sono solo per lo scopo di risvegliare il cuore.  Questi atti servono solo come gusci (klippot) per quello che dovrebbe essere in loro, che è l'intenzione sincera (kavanot). [L'intenzione] è l'anima e spirito di questi atti.  Senza [l'intenzione] questi atti [dell'osservanza di Yom Kippur] sono meri cadaveri del morto". - (Malbim, commento Hazon Yishayahu, Beiur HaInyan 58:5, Mikra'ot Gedolot Yishyahu 229a pagina 457).

Yom Kippur è il giorno in cui le nostre preghiere sono le più lunghe e dovrebbero essere le più intense.  Questa è la nostra opportunità annuale di trovare le nostre vite rette di fronte a D-o. Sfortunatamente, non tutti prendono seriamente questa opportunità. Delle persone sono troppo poco profonde per approfondire l'importanza di questo giorno. 

Invece di fare di Kippur un giorno di teshuva (pentimento) significativa, alcuni leader di congregazioni scelgono invece di fare un show dei servizi di preghiera. Aspetti di questo comportamento disgustoso, sfortunatamente, hanno infettato molte delle nostre comunità. Offrirò due esempi. 

Di anno in anno, io vedo Hazanim lirici (lettori pubblici) specialmente noleggiati solo per recitare i servizi della Festa. Essi cantano le preghiere con voci melodiose e impressionanti.  Molti di loro potrebbero essere facilmente cantanti di opera professionisti.

Quanto a me, ogni volta che vedo un minyan che ha tale Hazan, vado e prego in un altro.  Io non vado in Sinagoga a Yom Kippur per essere intrattenuto da un Hazan lirico.  Io non credo che D-o senta meglio le mie preghiere, né che sia più incline a risponder loro perché la cerimonia è bella abbastanza da essere considerata uno spettacolo professionistico.  Effettivamente, gli show così esterni sono disgustosi ai miei occhi.  Tuttavia, congregazione su congregazione paga migliaia di dollari (qualche volta decine di migliaia) per avere queste stelle dell'opera Hazans che vengono compiono per loro.  Mi chiedo se D-o è così entusiasmato con loro come loro lo sono con loro stessi?

Un altro tipo di Hazan che io aborrisco è l'attore melodrammatico.  Come è risaputo c'è un numero di preghiere confessionali recitate a Yom Kippur in ognuno dei cinque servizi.  Durante ognuno di loro, noi recitiamo la confessione di un elenco di peccati.   

Quando certi Hazans cominciano a leggere all’improvviso queste confessioni, come se su indicazione, i loro occhi si gonfiano su di lacrime e le loro voci si strozzano pronunciando le parole.  La loro lettura mediocre delle preghiere è trasformata all'improvviso in un spettacolo drammatico! Dovrebbero tali letture pubbliche drammatiche così intense delle preghiere essere veramente sincere.  Se solo ognuno fosse così sinceramente spiacente per i loro peccati, come gli attori lo fanno apparire, forse il Mashiach sarebbe già arrivato.

Tuttavia, c'è un prezzo per pagare per tale dramma. questi attori di Hazan richiedono cinque volte il tempo per finire le preghiere di quello che serve se pregassero normalmente. Quando finiscono, molti nella congregazione sono pronti per un pisolino come opposto al desiderio di finire pregando.  Invece di risvegliare le congregazioni alla teshuva, questi attori di Hazan allontanano i cuori delle persone. 

Il fatto che questi attori piangono e gemito non mi infastidisce tanto come quando pregano in mezzo alle confessioni. In altre parti del servizio i loro occhi si asciugano così velocemente come si sono bagnati. Le loro voci immediatamente divengono forti invece di piangere a dirotto. Essi corrono poi attraverso il servizio come se ci fosse un premio per il primo che finisce. 

Peggio di questo, trasformano le loro lacrime in un momento durante la confessione poi le trasformano immediatamente nel resto delle preghiere. Piangono e smettono, su indicazione, solo come un atto. Che spettacolo!  Mi chiedo se HaShem e gli angeli Osservatori applaudono questi attori Hazan come i Hazans e quelli che li hanno assunti. 

Qui noi siamo nel più importante giorno dell'anno e la maggior parte di noi in Sinagoga è soggetto ad un show drammatico invece di una vera e sincera chiamata a cambiare il nostro comportamento, le nostre personalità, ed i nostri ego.  Invece di una chiamata sincera per noi per pentirci di quello che abbiamo fatto, e cambiare il nostro corso nella vita, mettiamo uno show di rimorso, riflesso dall'ipocrisia dei nostri Hazans.  È questo tipo di ipocrisia di cui HaShem parlava con il profeta Isaiah nel versetto citato sopra.  Quanto poco sono cambiate le cose!

Ringraziando D-o non tutte le Sinagoghe sono come quelle che ho descritto sopra.  Molte hanno davvero il Rabbino regolare o laici della congregazione che prendere svolte, ogni lettura una porzione dei servizi.  Così nessun uomo si pone in uno spettacolo più di chiunque altro. Ognuno contribuisce insieme.  Io non posso pensare ad un migliore modo di sollecitare il perdono Divino per i nostri peccati che il nostro lavorare insieme in cooperazione sincera.

“Si dirà: Spianate! Spianate! preparate la via. Rimuovete gli ostacoli sulla via del mio popolo” (Isaia 57:14).

È interessante notare che la Haftarah per lo Yom Kippur del mattino cela dentro di sè un numero di comunicazioni sottili. Questo pasuk (versetto) ci basterà a rivelare solo qualcosa. Nascoste all'interno delle ghematriot delle parole ebraiche originali ci sono messaggi numerici che suggeriscono i concetti più profondi coinvolte.

"V'Amar (247) Solu (96) Solu (96) Panu (136) Derekh (224)" (“Si dirà: Spianate! Spianate! preparate la via). 

La parola V'Amar è numericamente uguale a 247.  Se noi aggiungiamo il valore di 1 (per la parola stessa) abbiamo il valore numerico delle parole Rachem (misericordia) ed Avraham (entrambe = 248).

La parola Solu (pavimentate) è numericamente uguale a 96.  Questo numero è anche il valore del Santo Nome El Adonai, il Nome che domina sull'universo fisico (Olam HaAsiyah).

Le parole Panu (preparate) e Derekh (via) insieme numericamente sono uguali a 360.  Questo è il valore del termine Shas (Shin, Samekh) che è un altro nome usato per il Talmud babilonese. 

Queste quattro parole celano dentro di sé il significato segreto di quello che è necessario per preparare la via da e spianare il sentiero. Quanto segue è una spiegazione Cabalistica.

Questo nostro mondo fisico è riferito dai Cabalisti come Asiyah, il mondo dell'Azione.  Le nostre leggi standard della fisica si applicano primariamente qui, addirittura sopra la legge spirituale. Asiyah è il regno delle limitazioni più severe.  Il modo di espandere le limitazioni di Asiyatiche e così rettificare questo regno è compiere azioni fisiche santi come ordinato da Dio nella Sua Torah. Questo è perché la Torah specificamente ci diede comandamenti da compiere e non solo concetti su cui pensare o credere.  Senza l'azione, il nostro regno fisico rimane un aspro luogo primitivo. Tuttavia, una volta che lavoriamo sodo per trasformare il nostro mondo, possiamo trasformarlo in un paradiso.

A causa delle severe restrizioni messe su di noi dalle leggi della fisica, non c'è molto spazio per gli errori. Per esempio, noi siamo familiarizzati con la legge della gravità. Tutti sappiamo quello che accadrebbe se avanzassimo fuori di una finestra. Cadremmo. La legge della gravità è abbastanza severa riguardo questo. Non possiamo pensare a molti esempi dove la legge della gravità può essere rotta. Comunque, quello che possiamo scoprire è la natura della gravità e come funziona. Con questa conoscenza, possiamo sviluppare una tecnologia che invece di rompere la legge usa le forze naturali per circonvenirla. In questo modo, possiamo trasformare il nostro mondo fisico per renderlo un luogo più comodo dove possiamo dedicare il nostro tempo a cause più alte, come la ricerca di Dio.

Una psicologia di durezza e limitazioni non può rilasciarci mai dalle nostre prigioni auto-imposte. Abbiamo bisogno di un aspetto di alta spiritualità per fare questo. Questo aspetto è la misericordia Divina. La misericordia è un atteggiamento che si deve manifestare come azione. È pazienza, comprensione e perdono. Quando ci avviciniamo al nostro mondo con questi atteggiamenti noi compiamo un destino intero più che senza di loro.   

Mentre dobbiamo rispettare i confini imposti su di noi dalle leggi della natura divinamente ordinata; ancora dobbiamo interagire col nostro mondo col concetto della misericordia.  Mancando l'integrazione del concetto della misericordia Divina nelle nostre vite di ogni giorno, noi ci distruggeremo.

La Torah ci fu data per insegnarci questioni sulla condotta. Seguendo la condotta corretta, trasformiamo le nostre menti e così le nostre vite. Per compiere questo in una maniera pratica i nostri santi Saggi hanno sviluppato il Talmud (Shas). In questo set sacro della letteratura saranno trovati insegnamenti ed istruzione saggia per tutte le occasioni.   

Il Talmud ci spiega la Torah, non versetto per versetto come un commento, ma piuttosto con l'esempio.  Più di qualsiasi altro libro, incluso lo Zohar, il Talmud è il più grande dei testi cabalistici. Gli argomenti legali dei nostri Saggi insieme alle loro storie e storia di tutti celano all'interno di loro i segreti più profondi di come il nostro universo opera.  Solo chi studia ed applica veramente le lezioni del Talmud assiste D-o nel riparare il Suo mondo.

Quando questo pasuk dalla Haftarah è capito secondo questo acume cabalistico noi impariamo che per preparare la via, che significa correggere le imperfezioni del nostro mondo fisico, noi dobbiamo agire con la caratteristica della misericordia, uno verso l'altro. Come questo è compiuto è insegnato nel Talmud (Shas).   

Questo comportamento è chiamato "preparare la via". Perché quando agiamo con un comportamento corretto uno verso l'altro, acceleriamo l'arrivo di un più grande, nuovo mondo. Inoltre, chi è responsabile di fare queste cose? La risposta sono le tribù di Ya'akov (il popolo ebraico e quei Gentili Retti che li assistono a compiere il loro dovere). Il nome Ya'akov ha il valore numerico di 188 (con la Vav). Aggiungi a questo il numero delle lettere e abbiamo 193. Le parole Salu Salu nel pasuk in questione insieme sono uguale a 192, con uno come il kollel è uguale a 193.

Il nome Ya'akov come descritto raddoppia il valore di 96, il Nome che domina su Asiyah El Adonai.  Questa non è coincidenza.  Il ruolo di Ya'akov (il popolo ebraico) è di rettificare il mondo di Asiyah in due distinti modi. Una è la rettificazione esterna dell'azione. La seconda è la rettificazione interna dell'intenzione. In altre parole, per fare la cosa giusta, bisogna prima essere nella via giusta.   

Per aiutarci chiaramente a pensare e conoscere il giusto dallo sbagliato, abbiamo lo Shas. Tutto va bene così pulitamente insieme.  Tutti quello di cui abbiamo bisogno di fare è aprire i nostri occhi e vedere. Quando lo facciamo, saremo grati al nostro Creatore e daremo lode al suo santo Nome. Barukh Hu U'Barukh Shmo. 

Yom Kippur come sappiamo è il giorno della Riparazione. In questo giorno Dio perdona i nostri peccati e cosa più importante rimuove da noi la punizione per averli commessi.  Comunque, un punto reso molto chiaro dai nostri Saggi è che Yom Kippur ripara solo quei peccati che una persona ha commesso solo contro Dio. Se uno commette un peccato contro un'altra persona, non si perdona a meno che certe cose prima siano fatte. 

RaMBaM spiega nelle sue Hilkhot Teshuva che chiedere semplicemente perdono a una persona che si è offesa non è sufficiente per ottenere l’espiazione da parte di Dio. Perché una persona sia veramente perdonata per il peccato commesso contro un altro, deve prima confessare alla persona offesa, in modo dettagliato, la natura del torto che le ha fatto. Questo si chiama vidui. Non basta confessare a Dio il male fatto a un altro: bisogna confessarlo alla persona stessa.

Dopo aver fatto una confessione verbale completa, faccia a faccia, alla persona che si è offesa, si deve provare un vero rimorso per le proprie azioni. Questo si chiama haratà. Non si può dire, né credere nel profondo, che al momento dell’azione peccaminosa ciò che si è fatto fosse giusto. Bisogna sentire davvero, nel proprio cuore, che ciò che è stato fatto era profondamente sbagliato.

Anche con vidui e haratà, c’è ancora un ultimo passo verso il perdono. Questo passo è il più importante: si chiama tikkun. Bisogna fare ammenda e riparare o risarcire la persona offesa in proporzione al danno causato dalle proprie azioni. Questo può includere un risarcimento economico, se la persona offesa ha subito una perdita finanziaria a causa del torto ricevuto.

Lo dico molto chiaramente: senza vidui, haratà e tikkun, non c’è espiazione per i peccati tra persone. Pertanto, se non si fa teshuvà nel modo corretto, Yom Kippur passerà su quella persona senza alcun beneficio positivo.

Oggi è comune che, prima di Yom Kippur, si chieda semplicemente agli altri di perdonare eventuali torti commessi durante l’anno. Sebbene questa tradizione sia gradevole e “politicamente corretta”, non aiuta affatto chi ha realmente fatto del male ad altre persone.

Conosco personalmente — e ne ho visti fin troppi — individui, religiosi e non, che durante l’anno si comportano in modo completamente malvagio. Fanno intenzionalmente del male agli altri e giustificano il loro comportamento dicendo che stanno facendo ciò che è meglio. I peccatori “religiosi” sono i peggiori, perché cercano di giustificare le loro azioni dicendo che stanno facendo l’opera di Dio. Ci sono individui disgustosi (inclusi rabbini) che compiono atti di immoralità tra i più perversi e cercano di giustificarsi dicendo che stanno agendo secondo la Halakhà.

Non attraversare Yom Kippur in modo meccanico, orgoglioso della tua osservanza meticolosa, mentre non ti penti dei gravi peccati che hai commesso e continui a commettere. Non nasconderti sotto la tua kippà o il tuo cappello nero proclamando nel tuo cuore quanto sei giusto. Dio conosce il cuore e ci giudica per ciò che siamo dentro, non per le nostre performance esteriori. Se vuoi continuare a definirti religioso, allora devi iniziare a osservare la religione come Dio richiede.

Quando ti comporti con arroganza verso un altro e gli causi danno con le tue azioni o parole, devi fare ammenda. Perché se non lo fai, ciò che hai fatto a un altro Dio stesso lo farà a te (cfr. Sefer Ba’al Shem Tov). È un giudizio pesante da avere sulla propria testa. Tuttavia, esso esiste solo se siamo noi stessi a mettercelo addosso.

RaMBaM spiega chiaramente cosa significa pentirsi. Se non abbiamo fatto queste cose, allora, quando recitiamo le lunghe preghiere di confessione a Yom Kippur, le nostre preghiere sono ipocrite davanti a Dio. Egli non ci benedirà né ci perdonerà finché mentiamo a Lui e a noi stessi. Questo non è vero perché lo dico io, ma perché Dio lo ha detto secoli fa ai Suoi profeti nel TaNaKh. Leggete il TaNaKh e vedrete con i vostri occhi. Dio è misericordioso, ma anche noi dobbiamo esserlo.

È dovere di ciascuno di noi guardare dentro se stesso, riconoscere le proprie mancanze, ciò che abbiamo fatto di sbagliato agli altri, e impegnarci seriamente per raddrizzare ciò che abbiamo storto.

martedì 15 settembre 2026

TROVARE L’ANIMA GEMELLA

 TROVARE L’ANIMA GEMELLA

Il tipico shiddukim è veramente essenziale e fondamentale per la vita di ognuno. Trovare la propria anima gemella per essere legati con l’armonia vivente, la relazione con un partner, marito o moglie, è il fondamento della Torah riguardo al permesso e al proibito. Già nella parte iniziale del Bereshit c’è il primo comandamento riguardo alla creazione dell’uomo creato a Sua immagine, nel bereshit è scritto: “Siate fruttuosi e moltiplicatevi”. Questo è considerato essere il primo comandamento della Torah. Nel santo Zohar (parasha Nassò 101b), a nome di Rabbi Yitzchak è detto: La shekina non dimora in un uomo che non è sposato. Qui, invece, il nome Adamo è solo un riferimento a maschile e femminile che uniti sono uno e perciò il concetto del matrimonio da un punto di vista ebraico è un dovere e da un punto di vista non ebraico è semplicemente una cosa importante.

È scritto nella Ghemarà, nel trattato Pesakim (103b): “Se un ebreo non coabita con sua moglie, cioè se non è sposato, non riceve e non è il benvenuto in cielo”; le sue preghiere sicuramente non avranno risposta. Da qui, l’importanza di trovare una compagna propria, cioè trovare un’anima gemella, è fondamentale. Ora, come sappiamo, spesso nella nostra società di oggi succede che ci sono molteplici problemi e preoccupazioni, così prima di dare le prime Segulot e Tefillot specifiche su ciò che può essere fatto per aiutare a trovare la propria anima gemella, discutiamo su alcune cose che possono effettivamente aiutarci.

Rashi scrive nel trattato Shabbat (156b) che non c’è Mazal su Israele, in accordo con la Ghemarà; il Rashi, poi, dice un luogo è migliore dove c’è la preghiera. Mehir, uno dei più grandi commentatori della Ghemarà dice: “Una persona non dovrebbe mai considerarsi capace di riceve la misericordia di Dio se si trattiene dal pregare. Dovresti capire e sapere che la preghiera e le bruoni azioni sono quelle cose che ci aiutano a gettar via ogni influenza negativa, ogni destino nefasto, le cose possono arrivare su una persona e non su un’altra”.

Perciò, non chiedere cosa dice la Ghemarà quando dice “una vita, un bambino e un sostentamento” non sono legati al proprio merito ma piuttosto sono legati al proprio Mazal, alla sua fede se vuoi. Il Mahir scrive: “in accordo alla più famosa Ghemarà era detto che queste cose dipendono da una più alta forza e noi non possiamo influenzarla con una singola opinione e non ci colleghiamo con essa; invece, ci dovremmo collegare con la grazia di Dio, la misericordia di Dio, il potere della preghiera, il potere della carità. Queste cose sono importanti da capire alla base perché molte persone hanno seri problemi nel trovare la loro Shidduk, hanno veramente un’opzione tranne che andare da tutte le Shakkanim, nel dato servizio e tutte queste cose, semplicemente, dalle Segulot che ci vengono date in un certo momento per capire il potere della preghiera. Perciò, Rabbi Abbachia scrive nella parashà Ekev, che riguarda la preghiera, “il potere della preghiera è molto grande”, questo è discusso in molte altre lettere, in molte altre serie di lettere, in cui potresti ascoltare e capire di più sul potere della preghiera e te le raccomando, il potere della fede, la lettura registrata di rabbi Raza Deemnuta, il segreto della fede, dalle scritture dei nostri saggi altamente consigliate da ascoltare.

“Rabbi Abbachia dice che questo potere cambia anche il corso della natura, è molto potente, e anche il potere di nullificare che è pericoloso, e anche il nullificare che dipende dal cielo, perciò Hashem deve sempre essere con noi in molte cose. Un’altra delle grandi cose che ci aiutano oltre alla preghiera nel nostro raggiungimento della Shidduk, è ricevere la benedizione dal Giusto, un Rav. Uno che è sempre con Ashem, concentrato sul suo santo nome, impara i segreti della Torah ed è in un alto livello di santità e spiritualità invece può guadagnare più ed è scritto…”La benedizione di un grande saggio può essere molto resistente in te e potrebbe fare ogni sforzo per ricevere la benedizione dei grandi rabbini” e dice “se un rabbi ti sta per benedire anche tuo figlio sarà peculiare, non ti preoccupare, il potere di quella benedizione ha in se stessa il segreto del rabbino riconosciuto come ricevimento dello Spirito Santo, che noi nel nostro livello non potremmo comprendere”. Invece, nel Maghid Mesharim, che è l’insegnamento del Dio spirituale di Rabbi Josef Karo, l’autore dello Shulkan Haruk, parashà Vaietzè dice “questo è il segreto dei miracoli che compivano i santi saggi, questi avvenivano grazie ai loro pensieri che erano sempre legati a ciò che è chiamata la Comunità di Israele, che è un appellativo per la Santa Shekinà, la presenza di Dio, e contemplavano continuamente la Torah, il timore di Dio, senza alcun tipo di separazione o resistenza, essendo le loro anime sempre legate con la Shekinà, il potere dell’ebreo scendeva su quel posto tutte le volte che volevano”, invece Ramban nella sua santa lettera “avendo il santo, il pio, sempre i suoi pensieri legati con i mondi superni, ogni cosa a cui pensa, a cui sta pensando, in quel momento, che può essere bene o male sarà …” perciò, come introduzione base che riguarda il trovare un’anima gemella, riguarda sempre la forza e il potere dei santi rabbini di venire ad assisterti, per illuminare la tua benedizione e per tutte queste cose.

Adesso si possono capire gli insegnamenti basilari di cui parlano i saggi che riguardano le coppie. È scritto nella Ghemarà Mesoktota “40 giorni prima che i bambini nascono, Bat Kol (la voce celeste), annuncia che la figlia di tizio e caio è destinata a sposarsi il figlio di così e così”. Perciò, anche se i genitori cercano di trovargli un’anima gemella, questa è già predestinata, ed è già in questo mondo. Si deve capire che essi sono già promessi. Bisogna capire che abbiamo un concetto di anime gemelle, che enfatizza la natura plurale di questa perché non c’è solamente una singola anima gemella che ci riguarda, semplicemente perché le nostre anime sono Neshamot divise molte volte e scese in molti differenti aspetti anche nella stessa generazione.

Effettivamente, essa si può espandere in molte generazioni. Abramo, Isacco e Giacobbe sono considerati essere alti livelli di una singola anima della Nefesh, Ruach, Neshamà, come se fossero un’anima gemella. Così, nel rispetto che ogni cosa potrebbe accadere ad ognuna delle nostre anime gemelle in questo mondo, ogni tipo agisce tra di esse. Non dobbiamo pensare che abbiamo lasciato un’anima gemella perché non ce ne sono altre qui, perché non è vero. L’essenza dell’anima gemella facilmente viene ed è in qualcun altro nello stesso momento. Perciò, anche sopra, l’anima gemella, in accordo a quanto abbiamo compreso, può essere unita con qualcuno; con qualcun altro, coi bambini, con qualsiasi cosa, ed è effettivamente possibile che l’immagine fa altro lì, la nostra anima gemella può lasciare la Neshamà di uno e l’anima di Ibur venire in qualcun altro e trovare propriamente il suo posto con noi, te o chiunque. Così, a questo riguardo non dovremmo mai perdere la speranza perché Dio ha molti mezzi e vie nelle sue mani per far accadere ciò.

Quaranta giorni prima che un bambino nasca, viene già stabilita la coppia. In accordo con la cabalà, l’Ari dice “questo è applicabile solo ad una persona con un’anima nella prima incarnazione che un’anima ha quando scende in questo mondo”. Questo dà una chiara visione che non c’è un precedente equilibrio con l’accordo del cielo e perciò ogni cosa avviene con facilità. Ed essi possono, perciò, scegliere una parte del raggiungimento…, e le loro vite future saranno basate su ciò che hanno scelto in quella vita. In accordo con l’Ari tutti noi, oggi, siamo anime vecchie e perciò l’insegnamento dei quaranta giorni potrebbe non essere applicabile per noi e a questo riguardo troviamo una storia che è citata sia nella Ghemarà che nel Midrash riguardo la storia di Rabbi Yossi che è stato visitato da una Matrona romana (Genesi Rabba 68:4): “Una Matrona chiese a Rabbi Yossi b. Halaftah: In quanti giorni creò il Santo, benedetto Egli sia, il mondo? Le rispose: In sei giorni, come sta scritto: “In sei giorni creò il Signore il cielo e la terra” (Esodo 20:11). Quella continuò: Che ha fatto da allora fino adesso? Le rispose: Il Santo, benedetto Egli sia, sta ad unire le coppie; la figlia di Tizio e Caio, la figlia di Sempronio al tale. Le rispose: È questa la sua arte?  Anch’io posso fare così; io ho tanti schiavi e tante schiave; in breve, tempo io posso unirli. Le rispose: Se a te pare facile, per il Santo, benedetto Egli sia, è difficile come la divisione del Mar Rosso! Andato via Rabbi Yossi, che fece quella? Prese mille schiavi e mille schiave, li mise in fila e disse: Tizio sposerà Caia, Tizia Sempronio. Egli li accoppiò in una sola notte. Al mattino vennero da lei, uno aveva una ferita alla testa, un altro un occhio levato, un altro un piede rotto. Chiese loro: Che cosa avete?  Una disse: Io non voglio quello; e l’altro: Io non voglio quella. Subito fece venire Rabbi Yossi e gli disse: Non c’è un Dio come il vostro, la vostra Torah è vera, bella e degna di lode, tu hai parlato bene. Le rispose: Non ti ho detto forse se ti pare facile, per il Santo, benedetto Egli sia, è difficile come la divisione del Mar Rosso! Il Santo, benedetto Egli sia, che fa a loro? Li unisce per forza, non col loro consenso, come sta scritto: “Il Signore dà una casa a coloro che vivono solitari, fa uscire i prigionieri in luoghi ameni (ba-kosharot)” (Salmo 68:7). Che vuol dire Ba-kosharot? Vuol dire: Beki (pianto) e Shirot (canto): Chi è contento canta e chi non è contento piange. Il Santo, benedetto Egli sia, fa scale, abbassa l’uno ed innalza l’altro, fa scendere uno e salire l’altro, come sta scritto: “Poiché Dio è Giudice, abbassa l’uno ed innalza l’altro” (Salmo 75:8). Alcune volte l’uomo si reca dalla sposa, ed altre volte la sposa si reca da lui.

lunedì 14 settembre 2026

Interrogare il Sogno

 Interrogare il Sogno

Introduzione
"Parla nel sogno, visione notturna….apre allora l’orecchio degli uomini….per distogliere l’uomo dalla sua condotta"
(Giobbe 33:16-17).

"Ascoltate le mie parole,  se ci sarà un vostro profeta, io HaShem, in visione a lui mi rivelerò, in sogno parlerò con lui" (Numeri 12:6).

Una delle tecniche usate dagli spiritualmente disposti osservanti Erbei della Torah per capire la Volontà di Dio è il Sh'aylat Chalom (Interrogare il Sogno). Varie forme di Interrogare il Sogno esistono e sono trovati in una varietà di libri usati dai Sefaraditi, Ashkenaziti e Chasidim. La questione è posta solo per le necessità speciali quando servono risposte per questioni incalzanti e dopo che tutti le vie di analisi razionale sono stati esaurite. Bisogna essere su un alto livello di kedusha (santità) per meritare una risposta. Poiché molte persone non hanno il livello necessario di kedusha, Interrogare il Sogno è raramente usato oltre che dai Rabbini per guidare gli individui della generazione.

Perchè Interrogare il Sogno serve a dirigere la neshamah, che dimora nella mente inconscia, per ascendere nei regni Celesti mentre il corpo è addormentato e porre la domanda incalzante. Bisogna essere consci che ascendere al Cielo non è come prendere un ascensore. Affinché una neshamah, ascenda in Cielo, e possa fare una richiesta lì e consapevolmente ricordare la risposta al suo risveglio è un compito pesante. Gli angeli santi assegnati da Dio per proteggere la via al Giardino dell'Eden (cioè, Cielo) non permettono il passaggio a qualsiasi neshama. La neshama passando attraverso deve essere del livello più alto di purezza. Visto che molti non incontrano questo criteri, Interrogare il Sogno può essere un'impresa pericolosa per il non preparato.

La Domanda è indirizzata all'arcangelo Metatron, il Principe della Presenza, che come insegna il Talmud (San. 38), "ha lo stesso nome del suo Sovrano". "Sovrano" è un riferimento a Dio, che è chiamato Shadai, l'Eccelso, il valore numerico di Shadai e Metatron essendo uguali a 314. E' Metatron che è il Capo degli Angeli Custodi che guardano il sentiero di ascesa al Cielo.

Il Santo Zohar insegna (Tikunei Zohar, 14b) che Metatron è anche il vestito della Presenza Divina di Dio, la Shekhina. Nessuno, perciò, per ordine Divino, avvicina Dio oltre che attraverso Metatron. Secondo il Midrash e la Cabalà, Metatron è servito come insegnante angelico di Moshe Rabbeynu. Metatron è riferito in tutta la Bibbia come il Malakha HaShem, "l'Angelo del Signore". Metatron è identificato anche essere l'angelo Raziel (Tikunei Zohar 127a) il rivelatore dei segreti della Torah ad Adamo HaRishon. Questo è perchè è l'emissario eletto per la disseminazione della Torah di Dio e della saggezza. È per questa ragione che invocare l'assistenza del grande Metatron (Raziel) è considerato necessario. Per le proprie preghiere, la propria neshama non riceve accesso al Cielo a meno che prima non sia scrutata ed approvata da Metatron.

Grandi preparazioni devono essere compiute per abilitare a propriamente ascendere in alto. I bisogni seguenti di digiuno e pulizia devono essere presi piuttosto seriamente; bisogna essere sinceri e non prendere queste cose alla leggera. La procedura, quando seguita secondo le istruzioni richiede di essere provata e vera, per rivelare al cercatore quello che è ricercato. Se non si è un osservante della Torah, ebreo timoroso di Dio, l'angelo Metatron, che è anche l'Angelo della Torah non permetterà a tale neshama di passare. Invece Metatron potrebbe punire tale anima indegna dandogli terribili e spaventosi incubi.

Questo materiale è presentato qui solo per accademico interesse. Per quelli che desidera fare uso dell'effettiva Interrogazione, usare la versione originale ebraica è imperativo.

Halakha – Come con tutte le preghiere usando i santi nomi, questi nomi devono essere recitati silenziosamente. Parlarle con le labbra, ma non si deve mai permettere al suono di procedere dalla bocca. Visualizzare i nomi, e mentalmente recitare i loro suoni. Dove questo è applicabile, l'ebraico è stato fornito.

Interrogare il Sogno, Fidato e Vero
Il Libro del Raziel HaMalakh

Halakha – Digiunare per tre giorni in purezza, umiltà e timore riverenziale. Vestirsi con vestiti puliti, bianchi. Purificarsi da ogni impurità. Purificarsi per tre giorni, che sono lunedì, martedì e mercoledì. Non mangiare fino a giovedì. La notte del giovedì, accendi una candela nella tua casa, sdraiati sul terreno nell'angolo della tua stanza, girare la faccia verso la luce della candela e recitare la domanda o la richiesta. Questa è la formula:

"Ti scongiuro per l'Ineffable Nome di colui che siede sulle nubi del Cielo sopra, di venire a me questa notte con favore ed un cuore puro. Vieni a me solo in amore e rispondi alla mia domanda, qualunque cosa ti chiedo. Interpreta per me la mia domanda, proprio come l'angelo Gavriel ha interpretato il sogno di Pharoah per Yosef. Le sue parole erano vere, così possa tu venire a me questa notte in verità. Risolvi per me il mio indovinello, la mia richiesta, per il potere del tuo nome, perchè il tuo nome è Principe Metatron. Per il potere dell'Ineffable Nome, che siede sulle ruote del carro, per il potere di colui che vive per sempre, che siede su Aravot, il cui nome è YAH. Rallegrati davanti a Lui.

Nel nome di Dio che è Grande, Potente e Terribile, che è Adorato, Piacevole e Fedele. Io ti scongiuro, Principe Metatron per il nome Ehyeh Asher Ehyeh che hai rivelato a Moshe stesso, il figlio di Amram, nel roveto. "Tu sia benedetto Adonai, insegnami i tuoi statuti" (Salmo 119:12). Per il potere del Nome che è interpretato in settanta lingue, lodato in settanta lingue e lodato in settanta nomi. Io ti scongiuro nel nome di colui che culla il mondo. Gli eserciti di sopra e di sotto tremano davanti al Suo Nome e per la Sua collera la terra si scuote. Nessuna nazione sopporterà la Sua furia. Benedetto sia l'onore di Adonai dal Suo luogo. Benedetto è il Nome del Suo regno glorioso in eterno e per sempre.

Io ti scongiuro Principe Metatron nel nome del Dio di Israele, Dio di Avraham, Yitzhak e Ya'acov ed nei nomi degli angeli eterni che stanno davanti al grande Dio. Questi sono i sette angeli: Mikhael, Gavriel, Rifael, Anael, Yitzuriel, Tariel e Aziel.

Per il Tuo Nome e per la Tua verità, perché il Tuo Nome è Misericordioso e Grazioso. Benedetto sia il Nome del Tuo regno glorioso in eterno e per sempre.

Io ti scongiuro, Principe Metatron nei nomi dei principi che governano le quattro stagioni dell'anno. Quelli della prima stagione sono Nuriel e Tzadkiel. Quelli della seconda stagione sono Aziel, Samael ed Anael. Quelli della terza stagione sono Zavadiel e Samaniel. Quelli della quarta stagione sono Gavriel, Rifael, Ashbirah, e Hasharon. Il loro dominio è su ogni stagione ed ogni anno.

Io ti scongiuro Principe Metatron per il benedetto Nome, per Colui il cui Nome è benedetto, in alto, sopra tutte le benedizioni e lodi. Perché il Suo Nome è in te e il tuo in Lui. Perché davanti a tutto c'è il Suo Nome corretto, in eterno e per sempre il Suo nome sta in piedi. Davanti al Suo Nome gli eserciti del cielo e della terra tremano.

Lodato sia il Tuo nome Adonai, tutti gli eserciti superni, tutti lodano il Tuo Nome. Il Tuo Nome non è stato previsto, davanti al Tuo Nome tutti tremano. Il mare cadrà indietro nel timore del Tuo Nome e la sua schiuma e le sue onde daranno gloria e lodano il Tuo Nome. La terra trema quando Tu la guardi, i suoi pilastri si scioglieranno e saranno nel timore del Tuo Nome. Su tutto c'è il Tuo Nome eterno. Gli abitanti dell'universo temono e tremano nel terrore del Tuo Nome. Gli abitanti delle profondità e l'inferno, la regione selvaggia e la grande oscurità sono allarmati davanti al Tuo Nome. Il giardino dell'Eden e tutti i tuoi giusti canteranno al Tuo Nome. Tutto quello ha un alito di vita, con i canti delle loro bocche, daranno onore al Tuo Nome.

Ed io, sono polvere e cenere, indegno, di cuore afflitto e di spirito caduco, un'ombra che passa come un fiore del campo. Vengo a posare davanti a Te le mie suppliche, per richiedere grazia davanti a Te e davanti al trono della Tua gloria. Perché Tu sei vicino a tutti quelli che Ti chiamano, e presente per quelli che Ti cercano. Esaudiscimi, io prego per la mia richiesta con desiderio. Velocemente portami la mia risposta nella Tua grazia. Fai la mia volontà, perché Tu sei il mio Creatore".

Halakha – Dopo tutto questo recita la tua richiesta con la faccia verso il basso, recita allora questi versetti, tutto con intenzione pura e vedrai il tuo desiderio.

“Ma Egli è misericordioso, perdona le iniquità e non distrugge, molto spesso ritrae la Sua ira, e non scatena tutta la sua rabbia” (Salmo 78:38).

“Allora Adonai scese nella nube e gli parlò, prese lo spirito che era su di lui e lo infuse sui settanta anziani, quando lo spirito si fu posato su di essi, quelli profetizzarono” (Numeri 11:25).

“E Adonai scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il Nome di Adonai. E Adonai passò davanti a lui proclamano: Adonai, Adonai, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato” (Esodo 34:5-6-7).

Adonai ascolta, Adonai perdona, Adonai guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo Nome è stato invocato sulla Tua città e sul tuo popolo” (Daniele9:19).

“Yaacov partì per Beersheva e si diresse verso Charan. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato. Prese delle pietre del posto e se le pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno, una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo. Ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ed ecco, Adonai stava sopra di lui e disse: Io sono Adonai Dio di Avraham tuo patre e il Dio di Yitzchak. La terra sulla quale ti sei coricato la darò a te e alla tua discendenza…Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai” (Genesi 28:10-13,15).

 Conclusione
Le Risposte date in Sogno non sono mai precise, non hanno mai senso razionale. La risposta potrebbe arrivare nella forma di un pasuk, o in forma di molte lettere, che sillabano un pasuk. Grande delibera ed acume c'è bisogno per capire la saggezza impartita dal Cielo.

domenica 13 settembre 2026

Purificazione dei Pensieri

 Purificazione dei Pensieri

Io credo con fede perfetta e completa che יהוה אלהינו Adonai Eloheynu è la Causa di tutte le Cause. Egli ha fatto le dieci sefirot, che sono Keter, Chokmah, Binah, Chesed, Ghevurah, Tiferet, Netzach, Hod, Yesod e Malkut. Le loro luci sono nascoste e celate nel Keter superno. Da lì, le loro luci si estendono alla י Yod, che è Chokmah, e alla ה Hey, che è Binah, e alla ו Vav che include le sei sefirot: Chesed, Ghevurà, Tiferet, Netzach, Hod e Yesod, e alla ה Hey   che è Malkuth.

Che la Sua grande Luce (Ayn Sof), rivestita nelle dieci sefirot di Atzilut ci faccia offrire le intenzioni delle nostre preghiere, benedizioni e lodi; imparare la Santa Torah; osservare le mitzvot scritte nella Torah o dai nostri Saggi; Ogni pensiero buono e ogni santa intenzione del cuore. Tutto questo per abbassare l'abbondanza superna e aumentare la benedizione dall'illuminazione che è all’interno di Atika Kadisha (Il Santo Antico), che è il Keter superno; di Abba (Padre) e Ima (Madre) che sono Chokmah e Binah. Da Abba ed Ima a Malka Kadisha (il Santo Re) e al Chakal Tapuchin Kadishin (Campo delle Sante Mele), che sono Tiferet e Malkhut.

Io credo con perfetta e completa fede in יהוה אלהינו Adonai Eloheynu, che Adonai (יהוה) è uno e il Suo Nome è uno. Ecco io credo in perfetta e completa fede che Egli era, è, e sarà per sempre. Egli era nascosto e occultato in Keter. Egli è al momento nascosto nelle dieci sefirot di Atzilut. Egli sarà rivelato in Tiferet e Malkut. È incombente per noi offrire la nostra Nefesh (forza vitale), il nostro Ruach (spirito) e la nostra Neshamà (anima) allo scopo di santificare il Suo santo Nome. Con amore grande ed un'anima che desidera farci accettare su noi stessi il giogo del Suo Regno Celeste, come è scritto nella Torah:

 שְׁמַע, יִשְׂרָאֵליְהוָה אֱלֹהֵינוּ, יְהוָה אֶחָד

Shema Yisrael Adonai Eloheynu Adonai Echad

Ascolta Israele, Adonay il nostro Dio, Adonay è uno.

בָּרוּךְ שֵׁם כְּבוֹד מַלְכוּתוֹ לְעוֹלָם וָעֶד:   sottovoce

Baruch Shem Kavod Malkhuto L'olam Va'ed

Benedetto il nome della gloria del suo regno per sempre e in eterno.

Ora rivelo la mia volontà e desiderio davanti al Santo, Benedetto Egli sia. Con l’interezza del mio cuore e la mia anima desiderosa, in accordo con la legge della Torah: Io annullo, con un annullamento completo e perfetto, ogni pensiero estraneo, deformato, difettoso o proibito. Io annullo qualsiasi pensiero di eresia, Dio non voglia. Io annullo qualsiasi tipo di idea malvagia o qualsiasi immagine empia, deformata, difettosa o proibita nella mia mente; tutti i sentimenti di orgoglio ed arroganza, tutti i pensieri negativi e la calunnia, come anche tutti tipi di rabbia, ira ed impazienza che sorgono nella mia mente o nel cuore, in qualsiasi momento.

Io dichiaro tutte queste cose essere completamente nulla e vuote, in ogni momento, non saranno sopportate, o sostenute in alcuno modo. Possa il potere, la forza e il vigore di questa dichiarazione, questa espressione della mia volontà, che al momento dichiaro, rivelo e rendo pubblica davanti al Santo, benedetto Egli sia, essere in accordo col potere, con la forza e il vigore delle Leggi della Dichiarazione e della Stipulazione dell'Intenzione, che i nostri Saggi hanno delineato per noi nelle leggi che appartengono alle cose terrene. Possa questa rivelazione della mia intenzione essere in accordo con le Leggi dell'Annullamento dei Voti, come delineato dai nostri Saggi. Possa questo mio annullamento, essere in accordo con la legge della Santa Torah riguardo l'annullamento del lievito (chametz), prima di Pasqua.

Possa questa dichiarazione e rivelazione della mia volontà, che dichiaro e rivelo, essere accettata e confermata nella corte Celeste sopra, e nella corte umana sotto; come anche nella Comunità dei Giusti, gli Antichi, i Profeti, gli Uomini della Grande Assemblea, i Saggi del Talmud, e tutti i Saggi di Israele.

Io faccio una confessione pubblica completa e perfetta, che durerà per sempre. Col mio cuore integro e il desiderio dell'anima, dichiaro che: Tutte le mie azioni sono per la causa di יהוה אלהינו Adonai Eloheynu, Dio dei nostri padri,  e che Egli è uno e il Suo Nome è uno.

Tutte le mie preghiere, il mio studio della Torah, e il mio adempimento delle mitzvoth (buone azioni), sia quelle definite dalla Torah o dai Saggi; ogni cosa che io faccio sia per obbedire alla Volontà di יהוה אלהינו Adonai Eloheynu, Dio dei nostri Padri e Re dell’universo. Egli ci rende santi per mezzo dell'osservanza delle Sue mitzvot (buone azioni) e ci ha dato la Sua vera Torah.

Al fine di unire il Santo, benedetto Egli sia, e la Sua Shekhina  con timore e amore, amore e timore, per unire יﬣ Yod Hey con וﬣ  Vav Hey in unione completa, in nome di tutto Israele.

Possa la grazia di  יהוה אלהינוAdonai Eloheynu, essere su di noi! Consolida per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani rendi stabile (Salmo 90:17). (ripetere questa frase 2 volte)

Siano gradite davanti a te le parole della mia bocca e i pensieri del mio cuore. O יהוה Adonay mia rocca e mio redentore (Salmo 19:15).

Frammenti di luce

  Frammenti di luce: Unire l'Anima Frantumata sul Sentiero dell'Integrità Divina” All'inizio c'era solo la luce, senza con...