Matrimonio e Amore
Per
giustificare i loro capricci e le loro infedeltà, alcune persone sostengono che
il matrimonio uccida l’amore. Ma questa è solo la voce di Malkhut separata, la
dimensione più bassa quando è priva della luce superiore. Il matrimonio non
uccide l’amore: lo uccide l’incapacità di vedere nell’altro la scintilla
divina, la nitzotz, che attende di essere riconosciuta e liberata.
Quando
l’uomo e la donna si considerano soltanto come corpi, rimangono confinati nella
parte più fragile dell’esistenza. Ma quando ciascuno cerca nell’altro la
manifestazione di un mondo superiore, allora l’unione diventa un tikkun, una
riparazione, e l’amore non si consuma ma si eleva.
La
Kabbalah insegna che ogni relazione autentica è un riflesso dell’incontro tra i
Partzufim:
•
Zeir Anpin, il volto delle emozioni,
rappresenta l’uomo nella sua energia dinamica.
•
Nukvah / Malkhut, il volto della
manifestazione, rappresenta la donna come ricettività e radicamento.
Quando
questi due volti si uniscono in armonia, la luce di Tiferet — la bellezza
dell’equilibrio — discende e riempie la relazione.
Quando
invece rimangono separati, l’amore si indebolisce, perché manca il flusso della
luce superiore.
Cos’è
infatti il corpo fisico? È solo il recipiente, il kli.
Ciò
che si ama veramente è la luce che scorre attraverso di esso, la vita sottile
che la Kabbalah chiama shefa, il flusso.
Il
corpo invecchia, si trasforma, si consuma.
Ma
la vita interiore — che scorre come acqua attraverso Yesod, il canale
dell’unione — è sempre nuova, sempre rinnovata, come il fiume che non smette
mai di fluire.
È
questa acqua che ciascuno deve imparare a cercare nell’altro: non la forma, ma
il flusso; non il recipiente, ma la luce che lo riempie.
Quando
un uomo muore, il corpo diventa un involucro vuoto.
La
moglie lo amava, e continua ad amarlo, perché ciò che si ama non è la Nefesh
legata al corpo, ma la Ruach, il soffio, e la Neshamah, la scintilla divina che
non muore.
Il
matrimonio autentico è l’incontro tra queste dimensioni:
•
Nefesh: la vitalità fisica
•
Ruach: le emozioni, la voce, il carattere
•
Neshamah: la luce superiore, la radice
dell’anima
Quando
l’unione si ferma alla Nefesh, si spegne.
Quando
sale fino alla Ruach, si raffina.
Quando
raggiunge la Neshamah, diventa eterna.
Ogni
relazione è sostenuta da un Nome Divino:
•
יהוה Yod
Hei Vav Hei dà all’unione la capacità di rinnovarsi.
•
אלהים Elohim le dà forma,
confini e responsabilità.
•
אהיה אשר אהיה Ehyeh Asher Ehyeh apre la coppia al
divenire, al cambiamento, alla crescita.
•
שדי Shaddai protegge la
casa e la vita condivisa.
Quando
l’uomo e la donna si guardano attraverso questi Nomi, vedono l’anima, non il
corpo; la luce, non il guscio.
Il
matrimonio non uccide l’amore: lo purifica.
Lo
costringe a salire dalle parti basse dell’essere verso le Sefirot superiori.
Chi
cerca solo il corpo troverà solo un’ombra.
Chi
cerca l’anima troverà una sorgente inesauribile, perché ciò che è vivo non è la
carne, ma la luce che la attraversa.

