LUCE
Fai
scomparire dalla terra il regno del male, dissolvi ogni dominio dell’oscurità,
annienta in fretta l’impero delle forze che separano, sradicalo dalle sue
radici, spezzalo, distruggilo e abbattilo presto, ai nostri giorni, affinché
nessuna ombra rimanga a velare la Tua luce. Annulla e disperdi tutte le nuvole
che oscurano gli occhi dell’anima, tutte le cortine che avvolgono il cuore,
affinché meritiamo di rimanere sempre legati a Te, alla Tua Presenza e alla Tua
santa Torah, senza alcuna sosta né interruzione, come un filo di luce che non
si spezza mai.
Che
nessun ostacolo, nessuna confusione, nessuna forza di separazione abbia potere
di turbare il nostro spirito; che la nostra mente rimanga limpida, il nostro
cuore saldo, il nostro desiderio rivolto solo a Te. Che possiamo legarci a Te
in ogni istante, tutti i giorni della nostra vita, per sempre, finché la nostra
anima diventi un vaso puro per la Tua luce, e allora: «E la luce della luna
sarà simile alla luce del sole», e la Shekhinah, che è come la luna, riceverà
pienamente la luce del Sole superiore, e non vi sarà più diminuzione né
velatura.
Che
questo avvenga rapidamente ai nostri giorni, che la luce superiore discenda e
riempia ogni spazio, ogni cuore, ogni respiro, e che il mondo intero risplenda
della Tua unità. Amen.
Commento
Fai
scomparire dalla terra il regno del male: cioè dissolvi la forza chiamata Sitra
Achra, la “parte opposta”, che trae nutrimento dalle ombre e dalle mancanze dei
vasi. Che venga meno il suo dominio, perché esso non è un’entità autonoma, ma
un vuoto che si alimenta dell’assenza di luce.
L’impero
dei malvagi, annientalo in fretta, sradicalo, spezzalo, distruggilo e abbattilo
presto, ai nostri giorni: che tutte le strutture interiori che sostengono la
negatività — pensieri distorti, emozioni che separano, desideri che frammentano
— vengano sciolte alla radice. Che i “malvagi” non siano persone, ma qualità
interiori che impediscono alla luce di fluire nei vasi.
Annulla
e fai scomparire tutte le nuvole che velano gli occhi: le “nuvole” sono le klippot,
involucri che oscurano la percezione. Sono le nebbie dell’ego, le paure, le
abitudini che impediscono di vedere la realtà come emanazione della Tua luce. Dissipale,
affinché la vista del cuore torni limpida.
Affinché
meritiamo di rimanere sempre legati a Te e alla Tua santa Torah, senza alcuna
sosta né interruzione: che il legame con la Torah — che è Or Yashar, la luce
diretta — non venga mai interrotto. Che la nostra coscienza rimanga agganciata
alla radice, come un filo continuo che non si spezza tra un istante e l’altro.
Che la Torah non sia solo studio, ma flusso di luce che attraversa la mente e
il cuore.
Nessun
ostacolo né confusione avrà la forza di turbare il nostro spirito: che le forze
di separazione non trovino più un appiglio nei nostri vasi. Che la confusione —
bilbul — venga sostituita da da’at, la conoscenza che unisce. Che il nostro
spirito rimanga saldo nel punto di contatto con la radice divina.
Che
possiamo solo legarci sempre a Te, tutti i giorni della nostra vita, per
sempre: che il legame con Te sia come il legame tra Zeir Anpin e Malchut, tra
luce e vaso, tra emanazione e ricezione. Che ogni giorno sia un atto di unione,
un yichud, un riallineamento della nostra volontà con la Tua.
E
allora: «E la luce della luna sarà simile alla luce del sole»: che Malchut, la
luna, riceva pienamente la luce di Zeir Anpin, il sole. Che il femminile
cosmico, la Shekhinah, non sia più in esilio ma completamente illuminato. Che
la luce riflessa diventi luce diretta, senza diminuzione, senza velature.
Rapidamente
ai nostri giorni, amen: che questo processo di rettificazione — tikkun —
avvenga ora, nel tempo presente, nel mondo dell’azione (Assiyah). Che la luce
superiore discenda nei nostri vasi e li riempia, affinché il mondo intero
risplenda come un’unica unità.