Da Keter a Malkut
La natura del Creatore è di dare, Egli creò un essere che possa ricevere. Attraverso quattro tappe, l'essere creato si sviluppa, da Keter a Malkut, finché torna al suo Creatore.
Chi di noi non ha mai sentito parlare del "Shem Hakadosh", del santo nome? Il nome che è vietato pronunciare ad alta voce e neanche mormorare.
Anche quando lo scriviamo, prestiamo grande cura nel dividere le lettere: Yud - Hey - Vav - Hey. Tuttavia ci siamo già chiesti qual è stata l'origine di questa parola, e perché era così speciale?
In un processo in
quattro fasi, la saggezza della Cabalà descrive la formazione del santo nome
che corrisponde anche allo sviluppo dell'essere creato, e descrive l'uso fatto
dai cabalisti nel loro cammino spirituale. Le tappe di questo sviluppo si
chiamano secondo i cabalisti "le 4 fasi della luce diretta" o
"Dalet bechinot de Or yashar".
La saggezza della
Cabalà ci spiega che prima della creazione del mondo, esisteva solo il
Creatore, l'attributo del dono. Questo attributo, i cabalisti lo chiamano
"shoresh" o radice, o sefira Keter, e appare nel santo nome come il
trattino che va verso l'alto della lettera yud, kotso shel yud.
I cabalisti seguono
la loro spiegazione, e ci insegnano che l'attributo del Creatore è il dono
assoluto, questo è perché ha creato un essere per riempirlo di piaceri in
abbondanza. L'uomo è l'unica cosa creata dal Creatore, così la sua struttura è
adattata perfettamente per ricevere l'abbondanza che ha previsto nella sua
intenzione. La creazione dell'essere è la prima tappa del suo sviluppo ed è
chiamata "Fase 1" o "Bechina alef", o Sefira Chokma. Questa
tappa è rappresentata nel santo nome dalla lettera "yud."
Nel momento
dell'incontro tra il Creatore e l'essere creato, questo ultimo prova un piacere
supremo. Oltre questo piacere una nuova sensazione ancora sconosciuta si rivela
- la sensazione di chi dà il piacere. Quando l'essere creato scopre che al di
là del grande piacere provato, esiste
qualcuno che dà, che l'ha creato e gli ha concesso l'abbondanza, - si risveglia
allora in lui, un altro desiderio - essere colui che dà, proprio come il
Creatore. Ciò assomiglia alla storia di un uomo fortunato che offre ad un uomo
povero tutto quello che gli manca, e quando il ricco si rivolge al povero e gli
chiede: Ti ho dato tutto ciò che possiedo, che cosa potrei darti di più per
renderti felici"? Il povero gli rispose: "Voglio essere come te -
dare".
Così, in seno alla
relazione sviluppata nei confronti del datore del piacere, nasce la seconda
tappa nello sviluppo dell'essere creato. Sente per la prima volta che esiste
una forza esterna che desidera dargli, ed per questo che si risveglia in lui il
desiderio di assomigliare al Creatore. Questo desiderio si chiama la "Fase
2" o "Bechina bet" o "sefira Binah", è rappresentata
nel santo nome dalla lettera "Hey".
Una volta che si è
risvegliato in lui un nuovo desiderio, l'essere creato comincia a ricercare con
quali mezzi può dare al Creatore. Tuttavia, qui si pone la seguente domanda: Il
Creatore ha bisogno di qualcosa da parte dell'essere creato? Difatti, desidera
che l'essere riceva del piacere e non del vantaggio. Conoscendo il desiderio
del datore, l'essere creato apprende come, malgrado tutto, è possibile dare al
Creatore. È solo alla fine del processo che trova la soluzione alla sua
domanda. Decide allora di ricevere tutta l'abbondanza per fargli piacere, e
così assomigliargli e dare al Creatore, proprio come il Creatore gli dà. Così è
creata la terza tappa nello sviluppo del desiderio chiamato "Fase 3",
o Bechinat ghimel" o "Sefira Tiferet", o Zeir Anpin, (in
aramaico: piccolo volto. Questo
desiderio è rappresentato nel santo nome dalla lettera "vav".
Dopo che l'essere
creato ha vissuto la sua prima esperienza di dono, crea in sè un desiderio di
godere della condizione del Creatore. Ha scoperto questo statuto effettuando un
atto di dono, assomigliando al Creatore, alla radice. Oramai, sente che lui stesso
vuole essere veramente come il Creatore. È la quarta tappa dello sviluppo
dell'essere creato, e chiamata "Fase 4" o "Bechina Dalet" o
"sefira Malkut", è rappresentata nel santo nome dall'ultima lettera
"Hey". E' solo all'epoca di questa ultima fase che il desiderio
dell'essere creato è considerato come completo. Questa fase è pronta a ricevere
dal Creatore tutta l'abbondanza che ha preparato alla sua intenzione.
Malkhut riceve
l'abbondanza che gli arriva dalla fase di Keter, attraverso tutte le fasi
precedenti. Di conseguenza, sente e comprende perfettamente il comportamento
del Creatore verso di lei. L'espressione del Suo atteggiamento "buono e
benefico" nei confronti dell'essere creato è chiamata il "Santo
Nome". Dobbiamo comprendere tuttavia che non si tratta della percezione di
una cosa che si trova all'esterno dell'essere creato.
La saggezza della
Cabalà ci spiega che tutta la realtà che percepiamo materiale o spirituale,
esiste in noi e non fuori di noi. Diamo differenti nomi alle nostre impressioni
della realtà. Allo stesso modo, i cabalisti chiamano il Creatore secondo, le
loro sensazioni che hanno di Lui. Ne segue che il nome Y-H-V-H è l'espressione
della più alta percezione della forza superiore, del Creatore raggiunto
dall'uomo, e tutti gli altri nomi sono solo una percezione parziale.
Lo scopo della
creazione è che l'essere creato arrivi a scoprire i santi Nomi con l'aiuto di
un lavoro interiore, spirituale, e così, preparerà un luogo affinché il
Creatore possa riempire la sua anima di abbondanza. Il metodo che insegna
all'essere creato come trasformare il suo recipiente in cui il Creatore si può
rivelare, è chiamato la saggezza della Cabalà.