lunedì 28 settembre 2026

GIUDIZI

 GIUDIZI

Eterno, Fonte della Vita, Tu che siedi sul trono della Misericordia e temperi il giudizio con la compassione, fa’ che io meriti, nella Tua bontà infinita, il timore perfetto, il timore puro del Tuo Nome onorabile e temibile, יהוה Yod Hei Vav Hei, Signore nostro Dio.

Che il mio timore sia limpido come luce senza ombra, che non vi sia in esso alcuna scoria, alcuna mescolanza, alcun inganno, ma solo il timore di Te, il timore che apre le porte della saggezza e purifica il cuore per ricevere la Tua luce.

Riversa su di me la Tua bontà, e con essa attenua, addolcisci e annulla tutti i decreti severi che si sono risvegliati nel mondo, tutti i giudizi che pesano su di me, su N… N… figlia di N… N…, (nome della madre) sulla mia discendenza, e su tutto il Tuo popolo Israele.

Non giudicarmi secondo i miei atti, non misurarmi secondo le mie mancanze, non entrare in giudizio con me, ma guarda a me con gli occhi della Tua misericordia, come un Padre che vede il figlio che ritorna.

Nelle Tue grandi e numerose bontà, decreta che tutti i giudizi e i decreti del mondo si dissolvano come nebbia davanti al sole, che non trovino nessun argomento, nessuna parola, nessuna scintilla per risvegliarsi contro di me.

Fa’ che il mio nome sia scritto nel libro della vita, nel libro della pace, nel libro della benedizione, nel libro della protezione, nel libro della luce.

Accordami il merito di giudicarmi bene io stesso/a, di guardare le mie vie con verità e con amore, di risvegliarmi ogni istante a un pentimento perfetto e vero, continuamente, finché io sia come Tu desideri, realmente, completamente, sinceramente.

Che il timore puro apra in me la porta della Teshuvah, che la Teshuvah apra la porta della Misericordia, che la Misericordia apra la porta della Luce, e che la Luce apra la porta della Pace.

E che tutti i giudizi si trasformino in benedizioni, tutte le severità in dolcezza, tutte le ombre in luce, tutti i pesi in ali.

Amen, Amen.


domenica 27 settembre 2026

Preghiera cabalistica per la Gioia

 Preghiera cabalistica per la Gioia (Simchah)

Secondo le Sefirot e il Nome יהוה Yod Hei Vav Hei

י Yod – Chokhmah (Radice della Gioia) Eterno, nostro Dio e Dio dei nostri Padri, fa’ che la Tua Volontà si riveli come scintilla di Chokhmah dentro di me, luce sottile che apre il cuore alla gioia pura. Concedimi il merito di essere sempre gioioso, che la mia anima sia illuminata dalla gioia delle Tue Mitsvot, che la mia esultanza sia radicata in Te, nella Tua liberazione che scende su di noi come luce senza fine.

ה Hei superiore – Binah (Comprensione della Gioia) Tu ci hai scelti tra tutti i popoli, ci hai elevati sopra ogni lingua, ci hai santificati con i Tuoi comandamenti e hai posto il Tuo grande e santo Nome su di noi. Fa’ che io abbia il merito, nella Tua misericordia, di ricordarmi sempre di questa bontà, di questa grazia infinita che rinnovi in ogni istante. Che la mia gioia si approfondisca nella comprensione, che ogni giorno, ogni ora, ogni attimo, la mia mente si apra alla memoria della Tua benevolenza.

ו Vav – Tiferet (Espansione della Gioia nel Cuore) Non c’è misura alla profusione dei benefici che mi doni. Le miriadi di bontà, di salvezze, di guarigioni, di miracoli e prodigi che hai compiuto per me non possono essere narrate, nemmeno se tutte le bocche del mondo cantassero senza tregua. Tu mi hai salvato da ogni pena e da ogni avversità. I Tuoi pensieri erano per noi, la Tua cura era su di me. Fa’ che il mio cuore si infiammi di una gioia santa, di uno slancio puro, di un desiderio ardente per il Tuo Nome e il Tuo servizio.

ה Hei inferiore – Malkhut (Manifestazione della Gioia nel Corpo) Padre Generoso, dammi il merito di essere sempre gioioso, ancora di più nello Shabbat e nei giorni di Festa, quando la luce della Shekhinah si posa sul mondo. Fa’ che la mia gioia scenda fino ai miei piedi, che il mio corpo diventi strumento di lode, che la mia danza sia danza di santità, che la mia esultanza sia canale per la Tua Presenza. Che la gioia si riveli nel mondo dell’azione, che la Shekhinah si unisca alla luce del Santo, che la mia vita diventi dimora della Tua benedizione.

Unione – Yichud Kudsha Brich Hu u’Shekhinteh Sia la mia gioia un ponte tra l’Alto e il basso, tra la radice e il frutto, tra la luce e il recipiente. Che la gioia unisca il Santo Benedetto Egli Sia alla Sua Shekhinah, e che da questa unione scenda pace, benedizione e abbondanza in me, nella mia casa, nel mio mondo.

Amen.

sabato 26 settembre 2026

Intelligenza

 Intelligenza

Padre mio che sei nei Cieli, nella Tua grande misericordia fammi meritare di dedicarmi alla Tua santa Torah, di giorno e di notte, come luce che non si spegne mai.

Apri il mio spirito, petach mochin, e illumina i miei occhi con la luce della Tua Torah, la luce che scende da Chokhmà come scintilla pura, che si espande in Binà come comprensione profonda, e si stabilisce in Da‘at come unione stabile tra me e Te.

Che io meriti di studiare la Tua santa Torah con un’intelligenza chiara, limpida, trasparente come le acque di Yesod, che trasmettono senza ostacoli la luce superiore verso il cuore.

Che possa conoscere e comprendere con rapidità e precisione ogni testo che studierò, poiché la rapidità non è fretta, ma è la luce di Zer‘ Anpin quando è ben ordinata, quando le sue sei direzioni sono pacificate e allineate.

Che nessun agente perturbatore abbia forza su di me: né pensieri estranei, né pensieri futili, né le confusioni tortuose che talvolta sorgono dallo studio stesso. Che nessuna agitazione del mondo materiale possa ingarbugliare il mio spirito.

Da tutti questi pensieri salvami, Padre mio che sei nei Cieli, nella Tua grande misericordia. Fa’ che la mia mente sia custodita dal Nomeיהוה  Yod Hei Vav Hei nella sua forma di mochin de‑chasadim, che purifica e addolcisce ogni turbamento.

Rinforzami con la Tua bontà, per allontanare e ritirare completamente da me ogni forma di confusione, ogni idea storta, ogni nodo dell’intelletto che non proviene da Te.

Che possa studiare molto, con grande rapidità e con spirito puro e chiaro, come luce che scende da Chokhmà e si veste nei vasi di Binà senza incrinarsi, senza spezzarsi.

Che possa cominciare e finire tutti i Libri della santa Torah Scritta e Orale, e ristudiarli molte volte, finché la loro luce diventi parte di me, finché la loro voce diventi la mia voce, finché la loro saggezza diventi la mia forma interiore.

E che tutto questo avvenga non per mia forza, non per mio merito, ma per la Tua misericordia infinita, che apre le porte dell’intelligenza a chi desidera unirsi a Te con amore, con verità, con umiltà.

Amen, Amen.

venerdì 25 settembre 2026

Zohar quotidiano 5262 Bereshit-b

 Zohar quotidiano 5262 Bereshit-b – I palazzi di Adamo

Holy Zohar text. Daily Zohar -5262

Zohar bereshit-b

Continua dal precedente ZQ

#3

E in seguito il Santo, sia benedetto, lo condusse (Adamo) nel Giardino dell’Eden affinché lì potesse godere delle delizie supreme. Gli angeli superiori lo circondavano, lo servivano e gli rivelavano i segreti del loro Signore. Venite a vedere: quando il Santo, sia benedetto, lo condusse nel Giardino dell’Eden, egli poteva vedere e contemplare da lì tutti i segreti superiori e tutta la saggezza, in modo da poter conoscere e ammirare la gloria del suo Signore. E tutto questo era per Adamo, il primo uomo, poiché era stato creato a immagine superiore, quella di Binah.

Note:

Adamo fu collocato nel Giardino dell’Eden, circondato da angeli che gli rivelavano i segreti del loro Maestro. Poiché era stato creato a immagine di Binah, da lì poteva vedere tutti i segreti superiori e tutta la saggezza.
#4
Ci sono sette sale e dimore in alto, che costituiscono il segreto della Fede superiore, ovvero Binah. E ci sono sette sale in basso, in Malchut, simili alle sale in alto in Binah. E sei di esse sono come quelle di sopra, e corrispondono alle sei sefirot: Chesed, Ghevurah, Tiferet, Netzach, Hod e Yesod, mentre una sala nascosta e celata si trova al di sopra di esse, e corrisponde alla sefirah di Binah. E tutte queste sale di Malchut, anche le sei inferiori, si trovano nel segreto superiore, cioè nella forma di Binah. Poiché in ciascuna di queste sale vige il principio “come sopra, così sotto”, in modo che siano incluse nella forma superiore, che è Binah, e nella forma inferiore, che è Malchut. E in queste sale si trovava la dimora di Adamo, il primo uomo.

Note:
Malchut ha sette sale corrispondenti a quelle di Binah: sei per Chesed, Ghevurah, Tiferet, Netzach, Hod e Yesod, e una settima, nascosta, per Binah. Ciascuna sala comprende sia la forma superiore che quella inferiore. Queste sale costituivano la dimora di Adamo nel Giardino dell’Eden.

giovedì 24 settembre 2026

LA GUIDA

 LA GUIDA

Perciò meriteremo di svegliare la Tua bontà e la Tua misericordia verso di noi, verso questo popolo sballottato e straziato che siamo oggi, disperso sulle montagne come un gregge senza pastore, un gregge smarrito che niente riunisce. Devia la Tua collera da noi, addolcisci ed annulla il Tuo corruccio verso di noi. Che la misericordia prevalga sui Tuoi attributi e Tu giri la Tua faccia verso di noi. Abbi pietà di noi nella Tua grande misericordia e mandaci dei Tsadikim autentici, delle vere guide in santità che ci dirigano con clemenza. Faranno entrare nel nostro cuore e nel nostro spirito la conoscenza dello scopo finale e giungeremo, grazie ad essi, a inseguire nella nostra vita tutti i giorni lo scopo vero fino a raggiungerlo. Lasceremo dietro di noi tutte le passioni di questo mondo e tutte le nostre intenzioni, tutte le nostre speranze, tutti i nostri desideri, tutte le nostre stanchezze e tutti i nostri sforzi saranno rivolti verso lo scopo estremo e vero, secondo la Tua buona volontà.

1. Il popolo disperso: Malchut senza guida

Nella Kabbalah, un popolo disperso è l’immagine di Malchut senza Shefa, un regno che non riceve la sua luce. Quando Israele è “sballottato e straziato”, non è solo una condizione storica: è una condizione interiore. È l’anima quando:

  • non sente la sua radice,
  • non riconosce la sua direzione,
  • non percepisce la voce che la chiama,
  • non sa più dove si trova il suo centro.

Un gregge senza pastore è Malchut senza Tiferet, la terra senza il suo cielo, il corpo senza la sua anima, la vita senza il suo scopo.

2. La collera divina: Ghevurah senza dolcezza

“Devia la Tua collera da noi, addolcisci ed annulla il Tuo corruccio”.

Nella Kabbalah, la collera non è emozione: è Ghevurah pura, la forza del limite, del giudizio, della contrazione. Quando Ghevurah non è addolcita da Chesed, il mondo si percepisce duro, frammentato, ostile.

Chiedere che la misericordia prevalga sugli attributi significa chiedere che:

  • Chesed avvolga Ghevurah,
  • la luce avvolga il limite,
  • la bontà avvolga la severità,
  • la vita avvolga la prova.

È la preghiera per la dolcificazione dei giudizi (mituk ha‑dinim), il cuore della pratica mistica.

3. La guida: Tiferet che discende nel mondo

“Mandaci dei Tsadikim autentici, delle vere guide in santità.”

Il Tsadik, nella Kabbalah, non è un maestro umano: è un canale di Tiferet, il punto in cui la luce superiore si rende accessibile. Il Tsadik è:

  • il ponte tra alto e basso,
  • la voce che traduce l’infinito nel finito,
  • la forma umana della compassione divina,
  • la colonna centrale che riunisce ciò che è disperso.

Quando il mondo è confuso, il Tsadik non porta nuove idee: porta ordine, porta unità, porta direzione.

4. La conoscenza dello scopo: Chokhmah che entra nel cuore

“Faranno entrare nel nostro cuore e nel nostro spirito la conoscenza dello scopo finale”.

Lo scopo finale (tachlit) non è un obiettivo: è la radice dell’anima, il punto da cui essa è stata emanata. Conoscere lo scopo significa:

  • ricordare da dove veniamo,
  • riconoscere perché siamo qui,
  • percepire dove stiamo andando.

È la discesa di Chokhmah nel cuore, la saggezza che non rimane astratta ma diventa direzione, volontà, orientamento.

5. Inseguire lo scopo ogni giorno: Netzach e Hod

“Giungeremo, grazie ad essi, a inseguire nella nostra vita tutti i giorni lo scopo vero”.

Inseguire lo scopo ogni giorno è il lavoro di Netzach (perseveranza) e Hod (umiltà). Netzach ci dà la forza di continuare. Hod ci dà la capacità di ascoltare. Insieme creano Yesod, la stabilità del cammino.

Il Tsadik non ci dà lo scopo: ci dà la strada per raggiungerlo.

6. Lasciare le passioni del mondo: la purificazione di Malchut

“Lasceremo dietro di noi tutte le passioni di questo mondo…”

Non significa abbandonare la vita, ma purificare Malchut, liberarla dalle illusioni che la appesantiscono. Le passioni non sono peccato: sono energie non orientate. Quando vengono rivolte allo scopo, diventano:

  • desiderio che si trasforma in volontà,
  • speranza che si trasforma in fede,
  • fatica che si trasforma in merito,
  • sforzo che si trasforma in luce.

7. Tutto rivolto allo scopo: la rettificazione del cuore

“Tutte le nostre intenzioni, tutte le nostre speranze, tutti i nostri desideri, tutte le nostre stanchezze e tutti i nostri sforzi saranno rivolti verso lo scopo estremo e vero.”

Questo è il lavoro più alto: raccogliere tutte le forze dell’anima e orientarle verso un unico punto.

È la rettificazione del cuore (tikkun ha‑lev), il momento in cui:

  • la volontà non è più divisa,
  • il desiderio non è più frammentato,
  • la mente non è più dispersa,
  • la vita non è più contraddittoria.

È l’unificazione di tutte le Sefirot in un’unica direzione: la volontà divina.

8. Secondo la Tua buona volontà: ritorno a Keter

“Secondo la Tua buona volontà”.

Qui la preghiera ritorna al punto più alto: Keter, la radice della volontà divina. Non chiediamo di realizzare la nostra volontà: chiediamo di essere allineati alla Sua. Non chiediamo di cambiare il mondo: chiediamo di essere trasformati da ciò che il mondo ci chiede.

È la preghiera più pura: non che Tu faccia ciò che vogliamo, ma che noi vogliamo ciò che Tu fai.

Conclusione cabalistica

La guida che chiediamo non è un uomo: è una forma di luce. È la discesa della compassione nel mondo, la voce che ricorda allo spirito la sua radice, la mano che riporta il gregge disperso verso la sua casa.

Chiedere una guida significa chiedere:

  • ordine nel caos,
  • direzione nella confusione,
  • unità nella dispersione,
  • scopo nella vita quotidiana,
  • volontà nella fatica,
  • luce nell’oscurità.

E quando la guida arriva, tutto ciò che era frammentato si ricompone, e tutto ciò che era disperso si riunisce.

Che la guida discenda. Che la volontà si riveli. Che il cuore si orienti. Che il popolo si riunisca. Che la misericordia prevalga.

martedì 22 settembre 2026

PREGHIERA DI GUARIGION

 PREGHIERA DI GUARIGIONE

Sorgente della Vita, Aiutami e sostienimi. Rinforzami e incoraggiami affinché abbia il merito di far risalire il Kavod ha‑Kedushah, l’Onore della Santità, dalla sua umiliazione nell’esilio dei mondi inferiori. Che io possa sempre elevare, nutrire e far crescere il Tuo grande e santo Onore, riportando ogni scintilla dispersa alla sua radice luminosa.

Aiutami a far risalire l’Onore alla sua Fonte, che è Yir’ah, il timore santo, la percezione della Tua Presenza che ordina il cuore e purifica la mente. Riversa su di me il Tuo timore superiore, affinché abbia sempre il Tuo Nome davanti al mio volto, come luce che guida, come confine che protegge, come maestà che risveglia.

Concedimi il merito di acquisire il timore perfetto, il timore vero della Tua Grandezza, quello che non nasce dalla paura ma dalla consapevolezza della Tua infinità. Dammi il merito, nella Tua grande bontà, di onorare coloro che temono il Signore con cuore integro, perché essi sono canali di luce e colonne del mondo.

Fa’ che possiamo annullarci davanti a loro, affinché si riparino — attraverso di noi — i danni causati dal timore distorto, dal timore che confonde, dal timore che ferisce. Concedici di accedere a un timore senza errore, limpido, ordinato, radicato nella verità, e che si realizzi per noi il versetto: “Temete il Signore, voi suoi santi, perché nulla manca a coloro che Lo temono”.

Che attraverso questo timore perfetto possiamo giungere alla vera perfezione, alla completezza che nasce dall’armonia delle Sefirot interiori, dalla pace tra mente, cuore e volontà. Che io meriti di fare la pace in me, pace tra le mie parti, pace tra le mie luci, pace tra le mie ombre.

Guarigione dell’anima e del corpo

Guariscimi, guarisci la mia anima, guarisci il mio corpo, affinché possa essere perfetto, di una perfezione vera, senza tara né mancanza, come un vaso che torna integro dopo la frattura.

Tu, Medico gratuito, Medico fedele e generoso, che guarisci senza prezzo e senza limite, risveglia la Tua pietà verso di me e guariscimi. Ritira tutti gli errori e le imperfezioni dal mio corpo, dal mio essere, dalla mia mente e dalla mia anima. Purifica il Guf, ordina la Nefesh, pacifica la Ruach, illumina la Neshamah. Rendi limpidi i canali, sciogli le tensioni, spezza le confusioni, raddrizza ciò che è piegato, risana ciò che è ferito.

Invia una guarigione completa ai malati del Tuo popolo e in particolare a N… figlio/a di N…, che la guarigione scenda come luce sottile, come rugiada di vita, come balsamo che penetra senza ostacolo.

Tu che “guarisci i cuori spezzati e medichi le loro dolorose ferite”, Tu che hai promesso: “Curami, Mio Dio, e sarò guarito; soccorrimi e sarò salvato, perché Tu sei la mia Lode”.

Concedimi il merito di essere perfetto, di una perfezione totale, senza alcuna tara né mancanza, perché la perfezione non è assenza di difetti, ma unità ritrovata, equilibrio restaurato, luce che torna alla sua radice.

lunedì 21 settembre 2026

GLORIFICARE DIO

 GLORIFICARE DIO

Ti prego, Eterno, Venerato e Temibile, Tu che sei la radice di ogni luce e la fine di ogni pensiero, Re glorioso che hai creato il mondo intero per la Tua Gloria, perché la Gloria è il riflesso della Tua Presenza nei mondi.

Poiché è scritto: “Tutto ciò che si vanta del Mio Nome, tutto ciò che per la Mia Gloria ho creato, formato e fatto”. In queste tre azioni — creato, formato, fatto — si rivelano i tre mondi: Beriah, Yetzirah, Asiyah, e la Luce di Atzilut li avvolge come un mantello di misericordia.

Aiutami, nella Tua grande bontà, a meritare che la Tua Gloria sia accresciuta, lodata ed elevata attraverso di me. Che io diventi un canale limpido, un punto di trasparenza tra le Sefirot, che la mia anima sia come la Vav che unisce il Cielo e la Terra, che la mia parola sia come la Hei che espande la Luce, che il mio pensiero sia come la Yod, scintilla di sapienza, e che tutto in me si raccolga nel Nome יהוה, dove ogni lettera è un mondo e ogni respiro è una benedizione.

Vieni in mio aiuto affinché possa annullarmi completamente, che il mio io si dissolva come nebbia davanti al Sole del Tuo Volere, che il mio onore si riduca fino a scomparire, che io diventi nessuno e nulla, non per mancanza, ma per rivelazione: perché nel nulla dell’ego si manifesta il Tutto del Divino.

Che non vi porti più alcuna attenzione, che non cerchi più di essere visto o riconosciuto, ma che il mio cuore si orienti solo verso il Tuo Onore. Che la mia gioia sia la Tua Gloria, che la mia forza sia la Tua Presenza, che la mia voce sia eco del Tuo Nome.

Che tutte le mie occupazioni, i miei atti, i miei pensieri e la mia volontà servano solamente alla Tua grande Gloria. Che ogni gesto sia un atto di Tiferet, bellezza divina; che ogni pensiero sia un seme di Chokhmah, sapienza; che ogni parola sia un flusso di Binah, comprensione; che ogni respiro sia un’emanazione di Chesed, amore; che ogni silenzio sia un ritorno a Keter, la corona del Nulla.

Che io diventi un luogo dove Tu possa abitare, un punto di luce nel quale la Tua Gloria si rivela, un soffio che pronuncia il Tuo Nome senza ostacolo, senza durezza, senza ego. Che tutto ciò che sono, tutto ciò che faccio, tutto ciò che penso sia per Te, solo per Te, sempre per Te.

GIUDIZI

  GIUDIZI Eterno, Fonte della Vita, Tu che siedi sul trono della Misericordia e temperi il giudizio con la compassione, fa’ che io meriti, n...