Il suo pensiero del creare i mondi e
la sua realtà
davanti a noi
Le operazioni del Creatore non giungono ad essere “con molti
pensieri”. Questo non significa che Dio “non pensa molto”, ma che non esiste in
Lui alcuna distinzione tra pensiero, volontà, azione e risultato.
Nella Kabbalah questo è il principio della פשיטות Peshitut
— semplicità assoluta.
·
In
noi:
o il pensiero è una cosa,
o il desiderio un’altra,
o l’azione un’altra ancora,
o e il risultato è spesso diverso da ciò
che avevamo immaginato.
·
In
Lui:
o Machshavah (pensiero),
o Ratzon (volontà),
o Ma’aseh (azione),
o Ohr (emanazione) sono un’unica realtà
indivisibile.
Per questo i Maestri dicono che Dio è “Po’el be’Ein Po’el” —
“Operatore senza operazione”, perché l’atto non si distingue dall’Agente.
Le אורות
Orot, le Luci che emanano dal Creatore,
non sono “cose” separate da Lui. Sono la Sua stessa semplicità che si manifesta
in gradi percepibili.
La Cabalà distingue:
·
Ohr
HaAtzmut — la luce essenziale, totalmente inconoscibile.
·
Ohr
Ein Sof — la luce infinita, ancora priva di qualsiasi forma.
·
Ohr
HaHitpashtut — la luce che si estende verso la creazione.
Il punto cruciale è che: La luce non è un intermediario tra
Dio e il mondo. È Dio stesso nella modalità dell’emanazione.
Per questo è detta Ohr Pashut — Luce Semplice:
·
non
composta,
·
non
frammentata,
·
non
soggetta a mutamento,
·
non
suddivisa in parti o qualità.
Tutte le distinzioni che noi percepiamo — Sefirot, mondi,
nomi divini — sono modalità della nostra percezione, non della realtà divina.
“Tutti i nomi ed appellativi, e tutti i mondi, superiori e
inferiori, sono tutt’uno Ohr Pashut”.
Questo è uno dei punti più profondi della Kabbalha:
✦ I Nomi Divini (יהוה Yod
Hei Vav Hei, אלהים Elohim, שדי Shaddai, ecc.) non sono “parti” di Dio, né “funzioni” diverse.
Sono modi in cui la Luce Semplice si adatta alla capacità dei mondi di
riceverla.
✦ I Mondi (Atzilut, Beriah, Yetzirah,
Assiyah)
Non sono luoghi, ma gradi di percezione:
·
Atzilut
percepisce l’Unità quasi senza veli.
·
Beriah
percepisce l’Unità come intelletto.
·
Yetzirah
come emozione.
·
Assiyah
come azione e materia.
Ma la luce che li attraversa è sempre la stessa. La
differenza è solo nei Kelim (vasi), cioè nella capacità di ricezione.
“Nel Creatore, la luce che si estende, il pensiero,
l’operazione e l’operatore… è in Lui una e la stessa cosa.”
Questo è il cuore della dottrina dell’Achdut HaPashut (Unità
Semplice):
·
Dio
non “fa” qualcosa: la Sua essenza è il Suo fare.
·
Dio
non “pensa” qualcosa: la Sua essenza è il Suo pensare.
·
Dio
non “vuole” qualcosa: la Sua essenza è la Sua volontà.
Per questo i Maestri dicono: “Non c’è cambiamento in Lui,
neppure nel cambiamento”.
Cioè: anche quando la Luce sembra cambiare — contrarsi,
espandersi, giudicare, misericordiare — in Lui non avviene alcun mutamento.
Tutta la realtà, superiore e inferiore, è emanata da un solo
pensiero.
Questo è il concetto di:
✦ Machshavah HaKadumah — il Pensiero
Primordiale
La radice di tutto ciò che esiste.
✦ Sod HaRatzon HaElyon — il Segreto
della Volontà Suprema
La direzione unica verso cui tutto tende.
✦ Sod HaTachlit — il Segreto dello Scopo
La meta finale già presente nel pensiero iniziale.
Nella Kabbalah: Il pensiero iniziale contiene già la fine
della correzione.
Non è un processo lineare: è un’unica realtà che si dispiega
nel tempo per permettere alle creature di partecipare alla sua rivelazione.
Solo il pensiero:
·
compie
tutte le operazioni,
·
è
l’essenza delle operazioni,
·
è
lo scopo del lavoro,
·
è
la perfezione intera,
·
è
la ricompensa ricercata.
Questo significa che:
✦ La creazione non è un mezzo per
ottenere qualcosa.
È la manifestazione del Pensiero Divino.
✦ La ricompensa non è un premio.
È la percezione dell’Unità.
✦ Il lavoro spirituale non è un percorso
verso Dio.
È la rimozione dei veli che impediscono di vedere che tutto
è già Uno.
Il Ramban dice “Uno, Unico e Unificato”:
·
Uno
— non composto.
·
Unico
— non esiste altro all’infuori di Lui.
·
Unificato
— tutto ciò che esiste è parte della Sua unità.
La Kabbalah insegna che:
·
Dio
è Uno.
·
La
Sua luce è una.
·
Il
Suo pensiero è uno.
·
La
creazione è una.
·
La
fine della correzione è una.
Tutto ciò che appare come molteplicità è solo la modalità
con cui la creatura percepisce la luce.
Quando la percezione si corregge, la molteplicità si
ricompone nell’Unità originaria.


