La Catena delle Emanazioni
Dalla terra fino alle stelle,
l’intero universo si dispiega secondo la Legge della Gerarchia, che i Maestri
chiamano Seder ha‑Hishtalshelut,
la catena delle emanazioni. In ogni mondo, da Assiyah fino ad Atzilut, gli
elementi più grossolani e più
pesanti tendono a raccogliersi in basso, mentre ciò che è sottile, luminoso e
puro tende naturalmente a elevarsi verso l’origine
della Luce.
Questa non è soltanto una
legge fisica: è il riflesso, nel mondo materiale, della struttura stessa della
Luce Infinita che si veste nei vasi. Ciò che è denso appartiene ai vasi
infranti, ciò che è leggero appartiene alla Luce che cerca di ritornare alla sua
radice.
Il discepolo che conosce
questa legge non si limita a contemplarla: egli la imita.
Attraverso la meditazione, la
contemplazione e la preghiera — tefillah, hitbonenut, devekut — egli sale
gradualmente attraverso i livelli dell’anima: da Nefesh a Ruach, da Ruach a
Neshamah, fino a lambire i confini di Chayah e Yechidah.
In questo movimento
ascendente, egli attira verso di sé particelle di materia sottile, che i
Maestri chiamano nitzotzot, scintille. Con queste scintille egli costruisce e
rinnova i suoi corpi spirituali, i suoi levushim, i suoi abiti di luce.
E poiché ogni particella
sottile è legata a una forza, a un’energia, a un’entità angelica o a un Nome
divino, più la materia che egli attira è pura, più le energie che la
accompagnano sono vive, radiose e ordinate secondo le Sefirot.
Quando il discepolo
sostituisce le particelle consunte del proprio essere con particelle nuove,
egli non compie solo un’opera di purificazione: egli apre la porta della sua
anima.
E attraverso quella porta
entrano visitatori di Luce — malakhim, sarim, intelligenze sottili — che
portano con sé doni preziosi: chiarezza, saggezza, guarigione, intuizione, e
soprattutto la capacità di percepire la Voce sottile e silenziosa che proviene
dal Centro.
Così l’uomo diventa un ponte
tra basso e alto, tra terra e cielo, tra il peso dei vasi e la leggerezza della
Luce.
E ogni sua ascesa diventa un
atto di Tikkun, una riparazione del mondo e di sé stesso.
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