martedì 17 febbraio 2026

Partire col Piede Giusto

 Partire col Piede Giusto

Nel momento in cui l’uomo si accinge a intraprendere una nuova iniziativa, non è soltanto un atto nel mondo dell’azione (Olam haAsiyah). Ogni inizio è unapertura nei mondi superiori, un movimento che risveglia forze nelle Sefirot e stabilisce la qualità del flusso che discenderà.

Secondo la tradizione lurianica, l’intenzione iniziale (kavvanah) è ciò che determina se la luce che scenderà sarà una luce diritta (Or Yashar) o una luce distorta, frammentata, incapace di trovare i suoi recipienti.

Per questo i Maestri insegnano che il successo o la delusione non dipendono solo dalle circostanze esteriori, ma dalla qualità del mondo interiore da cui nasce il primo passo.

Può sembrare sorprendente che un pensiero, un’emozione o un tono dell’anima possano influenzare una concatenazione di eventi esteriori. Eppure, lo Zohar afferma che ogni movimento dell’uomo risveglia un movimento corrispondente nei mondi superiori, e ciò che viene risvegliato ritorna su di lui come eco.

Se l’uomo esce di casa in uno stato di agitazione, egli non porta con sé solo un’emozione: egli attiva forze caotiche, residui dei dinim/giudizi non rettificati, scintille che non hanno ancora trovato pace.

E se in quello stato si reca a incontrare qualcuno per una questione delicata, quelle forze — come insegna Cordovero — si “agganciano” ai suoi pensieri e li trascinano verso reazioni impulsive, irrigidimenti, chiusure.

Più si avvicina alla meta, più la sua interiorità si stringe, come un recipiente troppo contratto per ricevere la luce.

Come si risolve questo meccanismo?

La Cabalà insegna che ogni azione deve essere preceduta da un atto di Tikkun interiore. Prima di muovere il piede, l’uomo deve muovere il cuore.

Occorre fermarsi, raccogliere il respiro, riportare l’anima nel suo asse.

Occorre risvegliare in sé le qualità di Chesed (amore), Tiferet (armonia) e Yesod (connessione), affinché il primo passo sia un passo che unisce e non che divide.

Quando l’uomo compie il primo movimento in uno stato di calma, di benevolenza e di chiarezza, egli apre un canale puro attraverso cui la luce può fluire senza ostacoli.

E allora accade qualcosa di molto concreto: il colloquio, l’iniziativa, l’incontro si svolgono con maggiore fluidità, perché la luce che egli ha risvegliato all’inizio continua ad accompagnarlo.

Man mano che procede, egli si sente più centrato, più in sintonia con ciò che deve accadere, come se i mondi superiori rispondessero al suo passo con un passo corrispondente.

Questo è il significato profondo dell’espressione: “Partire col piede giusto”.

Non è un proverbio, ma un principio metafisico:

Il primo passo determina il canale della luce.
L’inizio contiene in potenza tutto ciò che seguirà.

Preparare il proprio stato interiore significa predisporre i recipienti affinché la luce che discende possa essere ricevuta senza frantumarsi.

Significa trasformare ogni azione in un atto di Tikkun, ogni incontro in un’opera di unificazione, ogni iniziativa in un ponte tra i mondi.

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