Ricchezze spirituali - le uniche a essere inesauribili
Le ricchezze spirituali sono
le uniche ricchezze che non si consumano, perché non appartengono al mondo
della separazione e della scarsità, ma al mondo dell’emanazione, dove la Luce
fluisce senza interruzione.
L’uomo che accumula beni
materiali vive inevitabilmente nella paura: ogni oggetto che possiede è un vaso
fragile, esposto alla rottura, e la sua coscienza rimane imprigionata nel
timore di perdere ciò che ha raccolto. Anche se esteriormente appare potente,
interiormente è dominato da Ghevurah, la contrazione, la tensione, il sospetto.
Così, mentre racconta le sue
ricchezze, in realtà racconta le sue mancanze: teme la moglie, il figlio, gli
operai, la concorrenza, il mercato. Ogni relazione diventa un potenziale furto,
ogni evento un possibile crollo. La sua vita è un continuo restringimento del
vaso, e chi gli sta accanto sente questo restringimento come un’ombra che
toglie respiro.
Al contrario, l’uomo che ha
lavorato per acquisire ricchezze spirituali ha costruito vasi che non possono
rompersi, perché non sono fatti di materia ma di consapevolezza, amore,
comprensione, devekut.
Ciò che ha ottenuto non
dipende da altri, non è soggetto a mercato, non può essere rubato né diminuito.
È ricchezza che appartiene al mondo di Chokhmah, dove la Luce è infinita e si
rinnova in ogni istante.
Per questo egli dona senza
paura: sa che ciò che offre non lo impoverisce, ma anzi amplia il suo vaso e lo
rende capace di ricevere ancora più Luce.
Chi si avvicina a lui sente
immediatamente un’espansione interiore, come se la vita diventasse più ampia,
più luminosa, più dotata di senso. La sua presenza è un invito a ricordare che
la vera abbondanza non è ciò che si possiede, ma ciò che si è capaci di
irradiare.
1. Peshat — livello
letterale
Si contrappongono due tipi di
ricchezza:
• quella materiale, fragile e fonte di ansia;
• quella spirituale, stabile e condivisibile.
2. Remez — livello
simbolico
• L’uomo materiale vive in Malkhut senza Yesod, cioè senza connessione
alla sorgente.
• L’uomo spirituale vive in Tiferet, dove la Luce scorre e si
distribuisce.
3. Derash — livello
psicologico-esistenziale
• La paura di perdere è un sintomo di vasi non rettificati.
• La generosità spontanea è segno di vasi ampliati, capaci di
contenere la Luce senza spezzarsi.
4. Sod — livello segreto
• Le ricchezze spirituali sono Orot (luci) che discendono secondo la
misura del vaso interiore.
• Il mondo materiale è soggetto a din (giudizio), il mondo spirituale
a chesed.
• Chi vive nella Luce diventa un canale: ciò che passa attraverso di
lui non diminuisce, ma aumenta.
Nel mondo della separazione,
ogni ricchezza è un’ombra che teme la
propria fine.
L’uomo che raccoglie oro
raccoglie anche la paura che l’oro gli venga sottratto.
Ma nel mondo della Luce, la
ricchezza è ciò che fluisce, non ciò che si trattiene.
L’uomo che ha purificato il
suo cuore diventa un canale: la Luce passa attraverso di lui e non si
esaurisce, perché la Luce non conosce diminuzione.
E chi si avvicina a lui sente
la vita espandersi, poiché la Luce che egli irradia risveglia la Luce nascosta
in ogni creatura.
Tikkun sulle Ricchezze
Spirituali
Tikkun 1 — Sulla ricchezza che diminuisce e sulla ricchezza
che cresce
C’è una ricchezza che
appartiene al mondo inferiore, alma de‑pirudà, dove ogni cosa è separata dalla sua radice.
E questa ricchezza, benché
appaia grande, è come un vaso senza Luce: più lo si riempie, più teme la
propria rottura.
Per questo l’uomo che la
possiede vive nel timore, e il timore genera lamento, e il lamento genera
oscurità.
E disse Rabbi Shimon: «La
ricchezza che nasce dalla separazione è figlia di din, e chi la stringe stringe
anche il giudizio su di sé».
Così l’uomo che ha molto teme
molto, e chi teme molto perde la gioia, e chi perde la gioia perde la vita che
scorre.
Tikkun 2 — Sul cuore che
riceve e sul cuore che irradia
Ma c’è un’altra ricchezza,
che non diminuisce e non teme, perché non appartiene al mondo della
separazione, ma al mondo dell’unità, alma de‑yichudà.
È la ricchezza che nasce
quando il cuore diventa un vaso puro, e la Luce vi dimora senza ostacolo.
Questa ricchezza non è oro né
argento, ma Or — Luce.
E la Luce non si misura, non
si pesa, non si divide: si espande.
Chi la possiede non dice
“questo è mio”, perché ciò che è Luce non può essere posseduto.
E proprio perché non la
possiede, la irradia.
E proprio perché la irradia,
la riceve ancora.
Tikkun 3 — Sul dono che
non impoverisce
L’uomo che ha acquisito
ricchezze spirituali è come una sorgente che non conosce inverno.
La sua acqua sgorga perché è
connessa alla radice, e la radice è inesauribile.
E disse ancora Rabbi Shimon: «Quando
la Luce passa attraverso l’uomo, l’uomo non perde; quando l’uomo la trattiene,
la Luce si oscura».
Perciò chi dona dalle sue
ricchezze spirituali non si impoverisce, ma amplia il suo vaso, e il vaso
ampliato attira una Luce più grande.
Chi si avvicina a lui sente
un’espansione nel cuore, come se la vita stessa respirasse più ampia.
Perché la Luce che egli
irradia risveglia la Luce nascosta in ogni creatura.
Tikkun 4 — Sul segreto
dell’inesauribile
Il segreto delle ricchezze
spirituali è questo: esse non appartengono al mondo del “mio” e del “tuo”, ma
al mondo del “noi”, dove ogni anima è una scintilla della stessa Fiamma.
Nel mondo materiale, ciò che
uno prende manca all’altro.
Nel mondo della Luce, ciò che
uno riceve illumina l’altro.
Perciò l’uomo materiale vive
nella paura di perdere, e la sua paura diventa un velo che oscura la sua stessa
vita.
Ma l’uomo spirituale vive
nella certezza che ciò che è radicato nell’Infinito non può essere sottratto.
E così egli cammina nel mondo
come un portatore di Luce, e chi lo incontra sente la vita diventare più
luminosa.
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