venerdì 27 febbraio 2026

L’acqua che non Protesta

 L’acqua che non Protesta: il Segreto della Shekhinah in Esilio

Lo Zohar insegna che l’acqua rappresenta Chesed, la benevolenza divina che fluisce senza opporsi. L’acqua non si ribella quando viene sporcata, né quando viene sprecata, né quando viene abusata. Essa rimane fedele alla sua natura, perché sa che la sua essenza non può essere contaminata: anche quando appare torbida, la sua radice rimane pura.

Così è l’anima.

Anche quando attraversa impurità, sofferenze, errori, oscurità, la sua radice in Atzilut rimane intatta. L’ARIZAL insegna che la parte più alta dell’anima, la Neshamah, non scende mai completamente nel corpo: rimane legata al mondo superiore come una goccia rimane legata alla nube da cui proviene.

Per questo l’anima può essere “sporcata” dalle esperienze terrene, ma non può essere corrotta nella sua essenza.

Quando l’acqua ha compiuto la sua missione, risale verso il cielo attraverso l’evaporazione, ritrovando la sua trasparenza originaria.

Così l’anima, dopo aver completato il suo tikkun, risale ai mondi superiori, attraversando i palazzi della purificazione descritti nello Zohar e nel Sha’ar HaGhilgulim dell’ARIZAL.

Lì ritrova la sua chiarezza, la sua luce, la sua forma originaria.

E come l’acqua che ritorna alle nubi per poi ridiscendere, anche l’anima può tornare più volte nel ciclo delle incarnazioni, finché non avrà completato la sua opera.

L’anima è una goccia del Fiume Superiore.

La sua discesa è decretata dalla Saggezza Divina.

Il suo compito è servire, purificare, nutrire, riparare.

Le impurità del mondo non toccano la sua essenza.

Il suo ritorno è un processo di risalita e chiarificazione.

Il ciclo continua finché il tikkun non è completo.

Nessun commento:

Posta un commento

L’acqua che non Protesta

  L’acqua che non Protesta: il Segreto della Shekhinah in Esilio Lo Zohar insegna che l’acqua rappresenta Chesed, la benevolenza divina ch...