giovedì 26 febbraio 2026

Istruirsi di Notte Secondo la Kabbalah

 Istruirsi di Notte Secondo la Kabbalah

Durante il sonno, la nefesh rimane ancorata al corpo, mentre ruach e neshamah ascendono secondo il loro grado di purificazione. Lo Zohar (I, 5a) descrive questo processo come una “aliyat ha-neshamah”, un’ascesa nei heichalot superiori, dove l’anima riceve mochin sottili che non possono essere accolti nello stato di veglia.

Questi mochin non sono concetti, ma luci: orot che si imprimono nei kelim interiori e che, al risveglio, si manifestano come intuizioni, chiarificazioni o stati di pace non riconducibili a cause esterne.

Secondo l’Ari, il sonno è un processo di ritiro dei mochin dai partzufim inferiori.

• Ze‘ir Anpin ritira i suoi mochin de-gadlut e rimane in katnut.

• L’anima dell’uomo, che è radicata nei partzufim, segue questo movimento: i suoi mochin ascendono per essere rinnovati.

• Durante la notte, Abba e Imma compiono un yichud che genera nuovi mochin, i quali discenderanno all’uomo al mattino.

Per questo ogni risveglio è una vera beriah chadashah, una nuova creazione: l’uomo riceve mochin chadashim proporzionati alla sua preparazione notturna.

Per Cordovero, i pensieri e le emozioni lasciati irrisolti durante il giorno generano dinim che seguono l’anima nei mondi sottili.

• Pensieri pesanti ghevurot non rettificate.

• Pensieri elevati chasadim che accompagnano lanima come angeli.

Il momento dell’addormentarsi è quindi un atto di tikkun ha-kelim:

ripulire i vasi interiori affinché possano ricevere le luci che discendono dai mondi superiori.

Il Ramchal spiega che l’anima, durante il sonno, attraversa livelli di realtà proporzionati alla sua purezza.

Essa può:

• rimanere nei livelli inferiori di Asiyah (se appesantita),

• ascendere in Yetzirah e incontrare angeli,

• salire in Beriah e ricevere comprensioni,

• o, nei casi più elevati, lambire la luce di Atzilut.

La qualità del risveglio dipende dal livello raggiunto.

La tradizione operativa insegna che il sonno è un passaggio vulnerabile.

Per questo si utilizzano:

   l Kriat Shema al ha-Mittah come sigillo di protezione,

• formule di yichud per unire Kudsha Brich Hu e la Shekhinah,

• invocazioni dei nomi divini che stabilizzano i confini dell’anima (ghevulot ha-nefesh),

• e talvolta sigilli o lettere visualizzate per impedire interferenze di forze estranee (chitzonim).

Queste pratiche non servono solo a proteggere, ma anche a orientare l’anima verso i palazzi di luce e non verso regioni confuse.

Ogni sera è una piccola histalkut, un ritiro della coscienza simile alla morte.

Ogni mattina è una neshamah chadashah, una rinascita.

Nella terminologia lurianica:

• la sera avviene un ritiro dei mochin,

• la notte un loro rinnovamento,

• il mattino una loro reintegrazione nei kelim.

Per questo il momento dell’addormentarsi determina la qualità del giorno seguente: chi entra nella notte con dinim si risveglia con confusione; chi entra con chasadim si risveglia con luce.

Prima di dormire, l’uomo dovrebbe:

• separare i pensieri di Asiyah (azioni),

• purificare le emozioni di Yetzirah,

• chiarire le intenzioni di Beriah,

• orientare la volontà verso Atzilut.

Questo processo crea un allineamento dei quattro mondi interiori (olamot pnimi’im), facilitando l’ascesa dell’anima e la ricezione dei mochin.

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