Piano Causale
Il
discorso sui piani astrale, mentale e causale corrisponde perfettamente alla
tripartizione dei mondi inferiori:
Il
testo afferma che la stabilità non può essere trovata in Yetzirah (astrale) né
nel mentale discorsivo.
Questo
è esattamente ciò che la Kabbalah insegna: solo ciò che è radicato in Beriah
superiore e in Atzilut è stabile, perché partecipa della causalità divina e non
della reattività psichica.
Il
piano astrale è descritto come un luogo di:
•
cambiamenti rapidi
•
alternanza di luce e oscurità
•
amore e disamore
•
gioia e tristezza
In
Kabbalah questo è Yesod quando non è ancora stabilizzato da Tiferet.
Yesod
è il “mare delle forme”, il luogo dove le emozioni e le immagini si aggregano e
si dissolvono.
“Potete
scendere nel piano astrale per passeggiare, ma non fatene la vostra dimora”.
Cabalisticamente:
Yesod è un canale, non una casa. È un ponte, non un trono.
Il
mentale discorsivo è più stabile dell’astrale, ma non ancora affidabile.
Nella
Kabbalah:
•
Hod rappresenta il pensiero analitico,
che cambia opinione in base alle condizioni.
•
Netzach rappresenta la volontà e la
strategia, anch’esse mutevoli.
“Neppure il mondo dei pensieri è perfettamente
sicuro”.
Questo
è esattamente ciò che la Kabbalah insegna: il pensiero non è ancora la causa,
ma solo una forma.
La
vera causa è più in alto.
Qui
entriamo nel cuore cabalistico.
Il
piano causale è:
•
la regione della stabilità
•
la roccia
•
il luogo dove si formano le cause e non
solo gli effetti
•
il punto in cui la volontà superiore
(Ratzon Elyon) imprime forma alla realtà
In
Qabbalah questo è:
•
Keter come radice della volontà
•
Chokhmah come scintilla causale
•
Binah come matrice delle forme
archetipiche
È
il luogo dove la realtà non è più reattiva, ma creativa.
C’è
chi la chiama “casa sulla roccia”.
Cabalisticamente:
•
la casa è Malchut, il regno, la
manifestazione
•
la roccia è Yesod superiore o Binah come
stabilità archetipica
•
costruire sulla roccia significa radicare
Malchut in Beriah/Atzilut, non in Yetzirah
In
altre parole: Una vita stabile è una Malchut radicata in Keter, non in Yesod.
Qui
si descrive perfettamente la dinamica Or–Kli:
• Nel piano astrale, il Kli (vaso) è instabile → la luce
fluttua.
• Nel mentale, il Kli è più definito ma
ancora soggetto a opinioni → la luce non è costante.
• Nel causale, il Kli è archetipico,
puro, stabile → la luce è continua.
Per
questo la Kabbalah dice: “La vera sicurezza è nella radice, non nel ramo”.
Per
“abitare” il piano causale, la Kabbalah propone:
•
meditazione su Keter come punto di quiete
•
contemplazione della Luce Semplice (Or
Pashut)
•
stabilizzazione del respiro nella colonna
centrale
•
radicamento della volontà nella volontà
superiore
•
tzirufim che elevano la coscienza da
Yetzirah a Beriah.
Qui
è insegnata una verità centrale della Kabbalah: La stabilità non si trova nei
mondi della forma (Yetzirah e Beriah inferiore), ma nella radice causale dove
la Volontà Divina imprime ordine.
Abitare
il piano causale significa:
•
vivere dalla radice, non dalla reazione
•
essere causa, non effetto
•
essere roccia, non onda
•
essere luce, non riflesso
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