domenica 29 marzo 2026

Piano Causale

Piano Causale

Il discorso sui piani astrale, mentale e causale corrisponde perfettamente alla tripartizione dei mondi inferiori:

Il testo afferma che la stabilità non può essere trovata in Yetzirah (astrale) né nel mentale discorsivo.

Questo è esattamente ciò che la Kabbalah insegna: solo ciò che è radicato in Beriah superiore e in Atzilut è stabile, perché partecipa della causalità divina e non della reattività psichica.

Il piano astrale è descritto come un luogo di:

cambiamenti rapidi

alternanza di luce e oscurità

amore e disamore

gioia e tristezza

In Kabbalah questo è Yesod quando non è ancora stabilizzato da Tiferet.

Yesod è il “mare delle forme”, il luogo dove le emozioni e le immagini si aggregano e si dissolvono.

“Potete scendere nel piano astrale per passeggiare, ma non fatene la vostra dimora”.

Cabalisticamente: Yesod è un canale, non una casa. È un ponte, non un trono.

Il mentale discorsivo è più stabile dell’astrale, ma non ancora affidabile.

Nella Kabbalah:

Hod rappresenta il pensiero analitico, che cambia opinione in base alle condizioni.

Netzach rappresenta la volontà e la strategia, anch’esse mutevoli.

 “Neppure il mondo dei pensieri è perfettamente sicuro”.

Questo è esattamente ciò che la Kabbalah insegna: il pensiero non è ancora la causa, ma solo una forma.

La vera causa è più in alto.

Qui entriamo nel cuore cabalistico.

Il piano causale è:

la regione della stabilità

la roccia

il luogo dove si formano le cause e non solo gli effetti

il punto in cui la volontà superiore (Ratzon Elyon) imprime forma alla realtà

In Qabbalah questo è:

Keter come radice della volontà

Chokhmah come scintilla causale

Binah come matrice delle forme archetipiche

È il luogo dove la realtà non è più reattiva, ma creativa.

C’è chi la chiama “casa sulla roccia”.

Cabalisticamente:

la casa è Malchut, il regno, la manifestazione

la roccia è Yesod superiore o Binah come stabilità archetipica

costruire sulla roccia significa radicare Malchut in Beriah/Atzilut, non in Yetzirah

In altre parole: Una vita stabile è una Malchut radicata in Keter, non in Yesod.

Qui si descrive perfettamente la dinamica Or–Kli:

Nel piano astrale, il Kli (vaso) è instabile la luce fluttua.

Nel mentale, il Kli è più definito ma ancora soggetto a opinioni la luce non è costante.

Nel causale, il Kli è archetipico, puro, stabile la luce è continua.

Per questo la Kabbalah dice: “La vera sicurezza è nella radice, non nel ramo”.

Per “abitare” il piano causale, la Kabbalah propone:

meditazione su Keter come punto di quiete

contemplazione della Luce Semplice (Or Pashut)

stabilizzazione del respiro nella colonna centrale

radicamento della volontà nella volontà superiore

tzirufim che elevano la coscienza da Yetzirah a Beriah.

Qui è insegnata una verità centrale della Kabbalah: La stabilità non si trova nei mondi della forma (Yetzirah e Beriah inferiore), ma nella radice causale dove la Volontà Divina imprime ordine.

Abitare il piano causale significa:

vivere dalla radice, non dalla reazione

essere causa, non effetto

essere roccia, non onda

essere luce, non riflesso

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