Il Pensiero e il Perfezionamento
1. Il pensiero come potenza creatrice (Koach
ha-Machshavah)
Nella Kabbalah, il pensiero non è un fenomeno psicologico,
ma una forza ontologica, una vibrazione reale che appartiene al mondo di
Beriah, il mondo dell’Intelletto Divino.
Ogni pensiero è una Otiyah, una lettera vivente, che
discende dai livelli superiori e cerca un luogo in cui incarnarsi.
Quando l’uomo pensa, egli non “produce” pensieri: li attira,
li modella, li veste.
Il suo lavoro consiste nel dare forma e direzione a queste
scintille, affinché diventino canali di perfezionamento.
2. Visualizzare qualità superiori: un atto di Yetzirah
Quando l’uomo immagina sé stesso più saggio, più fraterno,
più forte, egli sta operando nel mondo di Yetzirah, il mondo delle Forme e
degli Angeli.
La visualizzazione è un atto di tziruf, combinazione delle
forze interiori:
• la saggezza
appartiene a Chokhmah
• la fraternità a
Chesed
• la forza a Ghevurah
Visualizzarle significa attivare i loro Partzufim interiori,
permettendo che si organizzino in una struttura armonica.
L’immagine di sé circondato di luce è un richiamo diretto
alla Or Makif, la Luce Avvolgente, che rappresenta il livello di perfezione che
ancora non possediamo ma che ci avvolge come potenzialità.
3. L’immagine che diventa entità: la nascita di un Partzuf
interiore
Quando un’immagine viene mantenuta con continuità, essa si
vitalizza. Ina Kabbalah, questo processo è chiamato hitgashmut ha-machshavah,
la “corporeizzazione del pensiero”.
A un certo punto, ciò che era solo immaginato diventa:
• una forma vivente
• un angelo interiore
• un Partzuf che
agisce autonomamente
Questo Partzuf:
• protegge (funzione
di Ghevurah)
• istruisce (funzione
di Chokhmah)
• purifica (funzione
di Binah)
• illumina (funzione
di Tiferet)
• sostiene nei momenti
difficili (funzione di Yesod)
È ciò che i Maestri chiamano “maghen”, lo scudo spirituale
che nasce dal proprio lavoro.
4. Il pensiero come calamita cosmica
Ogni pensiero è un klì, un recipiente.
Quando è puro, coerente e mantenuto nel tempo, esso diventa
capace di attirare dall’universo gli elementi che gli corrispondono.
Questo è il principio di ha-meshichah, l’attrazione:
• la saggezza attira
scintille di Chokhmah
• la fraternità attira
scintille di Chesed
• la forza attira
scintille di Gevurah
Il pensiero non solo trasforma l’uomo: trasforma la sua
atmosfera spirituale, creando un campo magnetico che richiama ciò che gli è
affine.
5. Il tempo e la costanza: la legge di Atzilut
“Sono necessari molto tempo e molto lavoro”. Questo è
perfettamente coerente con la dinamica di Atzilut, il mondo dell’Emanazione,
dove tutto è lento, sottile, continuo.
Il lavoro del pensiero è un lavoro di:
• raffinamento (birur)
• elevazione (aliyah)
• stabilizzazione
(hitkavut)
Quando il risultato arriva, non è un’impressione
psicologica: è la discesa di una Or Elyon, una Luce Superiore, che si posa
sull’individuo come una presenza reale.
6. Formare l’ideale nel mondo dello spirito
“Dobbiamo cominciare formando qualcosa di ideale nel mondo
dello spirito.”
In termini cabalistici:
1. Atzilut – si forma
l’archetipo
2. Beriah – si
definisce l’intelletto della forma
3. Yetzirah – si
struttura l’immagine
4. Assiyah – si
concretizza nella psiche e nel corpo
Il pensiero è il ponte che permette a ciò che è ideale di
diventare reale.
7. La perfezione che discende nella materia psichica
Quando la perfezione “scende”, essa attraversa i quattro
mondi e si veste progressivamente:
• prima come
intuizione
• poi come immagine
• poi come emozione
• infine come azione
Questo è il processo di hamshachah, la discesa della luce
nei vasi. Il pensiero è dunque il primo movimento del perfezionamento, ma anche
il più alto: è il luogo in cui l’uomo incontra la sua radice divina.
Il pensiero è:
• una forza creatrice
che appartiene ai mondi superiori
• un laboratorio
angelico in cui si formano entità viventi
• un ponte tra
l’ideale e il reale
• una calamita cosmica
che attira ciò che gli corrisponde
• il primo strumento
del perfezionamento umano
• il luogo in cui la
Luce Avvolgente diventa Luce Interiore
Lavorare sul pensiero significa collaborare con la struttura
stessa dei mondi.
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