La bontà come imitazione delle Sefirot e come ordine dell’emanazione
L’uomo spesso esita a
manifestare la propria bontà, temendo che essa non venga riconosciuta o
apprezzata. Ma tale esitazione nasce da una visione limitata, perché la bontà
non è un gesto rivolto agli uomini: è un flusso che discende da Chesed, la
prima delle Sefirot attive, e che l’uomo è chiamato a imitare.
Secondo l’insegnamento dei
Maestri, e in particolare secondo la via del Ramak, l’uomo deve modellare il
proprio comportamento sulle Sefirot, poiché esse sono il paradigma dell’azione
divina nel mondo.
Così come Chesed dona senza
calcolo, senza chiedere ritorno, senza valutare il merito del destinatario,
allo stesso modo l’uomo deve lasciar fluire la propria bontà senza lasciarsi
paralizzare dall’ingratitudine o dalla durezza degli altri.
Quando l’uomo dice: “Non farò
il bene, perché gli altri non lo apprezzeranno”, egli interrompe il flusso
dell’emanazione.
È come se un canale si
chiudesse, impedendo alla luce di scendere.
Ramak insegna che la bontà
deve essere costante, perché la sua radice è in Dio, non negli uomini.
L’uomo non deve imitare il
comportamento dei destinatari, ma il comportamento delle Sefirot, che donano
anche a chi non merita, che sostengono anche chi non riconosce.
Può accadere che, dopo aver
fatto del bene, si riceva in cambio ingratitudine o perfino tradimento.
Ma questo non diminuisce il
valore dell’atto: significa soltanto che il flusso non è tornato indietro.
Il bene, però, ha già
prodotto armonia nei mondi superiori, perché ogni atto di bontà crea un
equilibrio tra Chesed, Ghevurah e Tiferet.
Il Ramak direbbe: “Il bene
compiuto non si perde mai, perché ogni emanazione di bontà genera un’armonia
che rimane”.
La ricompensa non viene dagli
uomini, ma da Colui che vede tutto.
E la ricompensa divina non è
un pagamento, ma un allargamento dell’anima.
Quando l’uomo compie il bene
senza aspettarsi nulla, egli si rende simile alle Sefirot, e per questo riceve
una luce più grande.
Quella luce si manifesta
come:
• maggiore salute → armonia tra corpo e anima
• maggiore forza → consolidamento delle qualità interiori
• maggiore saggezza → espansione di Chokhmah e Binah
• maggiore felicità → equilibrio tra le forze dell’anima
Questa è la vera ricompensa:
diventare un canale più puro, più ampio, più stabile della bontà divina.
• La bontà è un flusso che discende da Chesed.
• L’uomo deve imitare le Sefirot, non gli uomini.
• Il tradimento non annulla il valore del bene.
• La ricompensa è l’espansione dell’anima e l’armonia interiore.
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