Lettera ב Bet
Lo Zohar osserva che la Torah inizia con BET e non con ALEF, perché il mondo non può essere fondato sull’unità nascosta (Alef), ma sulla benedizione (berakhah), che è pluralità ordinata. Il mondo nasce da un atto di espansione: la BET è aperta verso nord, sud ed est, ma chiusa a ovest, per indicare che: il mondo è aperto alla crescita, ma la radice rimane nascosta nel retro, nel punto chiuso della lettera, che rappresenta il Sod, il Mistero Divino.
Lo Zohar dice: “La BET
è la porta attraverso cui la benedizione entra nel mondo”. Per questo la
Creazione inizia con Bereshit: la BET è il canale attraverso cui la luce
dell’Ein Sof si riversa nei mondi.
La BET è anche chiamata Beit
HaShefa, la “casa del flusso”, perché contiene e distribuisce la luce. È la
prima lettera che accoglie, che fa spazio, che crea un interno.
Per l’Arizal, la BET rappresenta il primo vero kli (vaso) capace di contenere la luce dopo lo Tzimtzum. La sua forma — tre lati chiusi e uno aperto — è la struttura del Partzuf: il lato chiuso superiore è Keter, il lato chiuso inferiore è Yesod, il lato chiuso posteriore è il Sod del Tzimtzum, il lato aperto è Malchut, che riceve e trasmette.
La BET è dunque il primo
“spazio abitabile” della luce divina.
Il valore 2 indica la prima differenziazione: luce e vaso, interno ed esterno, rivelazione e occultamento.
Per questo la BET è legata
alla Sefirà di Binah, la Madre Superiore (Ima Ila’ah), che “costruisce
la casa” (Salmo 127:1). Binah è chiamata Beit Ima, la Casa della Madre, perché
da essa si formano i mondi inferiori.
Ogni Partzuf è una “bayit”,
una casa che contiene luci. La BET è il modello archetipico di ogni Partzuf.
Il Ramak vede nella BET la
prima manifestazione dell’armonia tra le Sefirot. Il numero 2 non è divisione,
ma relazione.
La BET è il punto in cui: la bontà (Chesed) incontra la struttura (Ghevurah)
per generare un mondo
ordinato.
L’osservazione sulla
differenza tra Mikdash (444) e Bayit (412) = 32 (Lev) è perfettamente
ramakiana. Il Ramak insegna che: “Il cuore è il santuario interiore dell’uomo”.
La BET diventa Mikdash solo
quando è riempita di Lev, cioè di intenzione, amore, purezza.
Per il Ramchal, la BET è la
lettera della funzione e dello scopo.
La Creazione non inizia con Alef (unità), ma con BET (dualità), perché: il mondo deve essere il teatro della relazione tra Creatore e creatura; la dualità è necessaria affinché l’uomo possa scegliere, distinguere, comprendere.
La BET è la lettera del libero
arbitrio.
Ramchal spiega che tutto il sistema divino si basa su: Beyn uBeyn — distinguere, confrontare, dedurre; Binah — comprendere il bene e il male; Bechira — scegliere il bene.
Per questo la prima richiesta
dell’Amidà è Binah: senza la capacità di distinguere, non esiste etica, non
esiste crescita, non esiste relazione con Dio.
La BET è:
Casa (Zohar)
Vaso (Arizal)
Armonia (Ramak)
Scopo (Ramchal)
È la lettera che trasforma il
caos in spazio abitabile, la luce in forma, la potenzialità in relazione.
La famiglia è la prima rivelazione della struttura divina.
La Torah scritta inizia con BET, la Torah orale con MEM → BAM: “di queste cose”, cioè delle cose che costruiscono la casa dell’uomo.
La casa aperta della BET è l’invito all’ospitalità, alla relazione, alla connessione.
Meditazione sulla BET come
Casa della Luce
1. Visualizza
la ב BET come una casa luminosa, aperta verso di te.
2. Entra
nella casa e percepisci la luce che
riempie lo spazio.
3. Porta nel cuore l’intenzione: “Trasformo
la mia casa in un Mikdash Katan”.
4. Visualizza
il numero 32 (לב Lev) che si accende nel centro della
BET.
5. Senti Binah che discende: la
capacità di distinguere, comprendere, scegliere.
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