domenica 4 gennaio 2026

Ma’amar Lurianico sullo Sforzo e sul Risultato

 Ma’amar Lurianico sullo Sforzo e sul Risultato

(Tikkun haDerekh)

1. Keter – La Radice del Movimento

Nel mondo superiore, ciò che determina il valore dell’azione non è il compimento del risultato, ma il risveglio della volontà.

Lo sforzo è Ratzon haElyon che si veste nei mondi inferiori; il risultato è solo il riflesso tardivo della sua luce.

Quando l’uomo si muove, anche di un passo, egli apre un canale in Keter, e da quel canale discende la possibilità del Tikkun.

2. Chokhmah – Il Lampo dell’Orientamento

Lo sforzo è ciò che mantiene l’uomo orientato verso il bene, come un lampo di Chokhmah che continuamente rinnova la direzione.

Il successo, se non custodito, diventa un klì che si irrigidisce e non riceve più.

Per questo, anche quando il frutto non appare, la radice è già stata piantata nel mondo della Saggezza.

3. Binah – La Gestazione del Tikkun

Non fissare lo sguardo sul risultato, perché esso appartiene al grembo di Binah, dove ogni cosa matura secondo tempi che non sono dell’uomo.

Il compito umano è lo sforzo: nessuno può compierlo al suo posto, così come nessuno può nutrirsi al posto suo.

Il compito del Cielo è far maturare il frutto nel momento in cui esso favorirà la crescita dell’anima.

4. Z”A – Il Lavoro Quotidiano come Yichud

Ogni sforzo è già ricompensa, perché ogni orientamento del pensiero produce un yichud tra le sei middot.

Quando l’uomo si impegna, la vita cambia colore e sapore: è il segno che le middot si sono riallineate e che la luce ha trovato un nuovo passaggio nei vasi.

5. Nukvah – La Manifestazione senza Fretta

Non imporre scadenze al lavoro interiore.

La fretta genera tensione, e la tensione spezza i vasi.

Il lavoro su di sé va compiuto con la consapevolezza dell’eternità, perché la Nukvah riceve solo da un flusso che non è forzato.

La perfezione desiderata si manifesterà quando i vasi saranno pronti a contenerla.

6. Yichud Finale – La Gioia come Veicolo del Tikkun

Rimani concentrato sulla bellezza del cammino intrapreso e pronuncia dentro di te:

“Poiché questo lavoro è gioioso, non mi interessa il numero dei mondi o dei cicli che mi separano dalla meta.

Il mio sforzo è già unione, il mio cammino è già Tikkun”.

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