lunedì 9 febbraio 2026

Zohar quotidiano 5076 Mishpatim

 Zohar quotidiano 5076 Mishpatim – Perché piangeva?

Zion Nefesh

Holy Zohar text. Daily Zohar -5076

Zohar Mishpatim

Continua dal precedente ZQ

#177

Egli venne — Oved (Obed) — e servì, coltivando e restaurando l'essenza e la radice dell'Albero. Emerse dalle acque amare, tornò e riparò i rami dell'Albero, che è il Regno (Malchut).

Poi venne Yishai (Jesse), suo figlio, che lo rafforzò e lo perfezionò. Afferrò i rami di un altro Albero più alto, che è Zeir Anpin, e unì un Albero all'altro, in modo che diventassero intrecciati e legati insieme.

Quando Davide arrivò, trovò gli Alberi - Zeir Anpin e Malchut - già intrecciati e saldamente attaccati l'uno all'altro. Poi ereditò la sovranità sulla terra. E Oved fu la causa di tutto questo.

Note:

Lo Zohar insegna che la vera regalità e autorità sorgono solo dopo una progressiva rettifica spirituale: prima riparando Malchut, poi unendola a Zeir Anpin, e solo allora rivelando la sovranità nel mondo. Il regno di Davide fu possibile non solo grazie al suo sforzo, ma perché l'Albero della Regalità era già stato guarito, rafforzato e unificato da Obed e Jesse.

Questo rivela un principio fondamentale: la redenzione e la leadership emergono dalla continuità, dall'umiltà e dal lavoro spirituale nascosto attraverso le generazioni.

#178

Quel vecchio pianse e disse a se stesso: "Ahimè, vecchio, vecchio!

Non ti avevo detto che stavi entrando nel Grande Mare? Ora sei nelle grandi profondità. Sarai in grado di ripararti e risalire?

Vecchio, vecchio, sei stato tu a causare tutto questo. Se fossi rimasto in silenzio all'inizio, sarebbe stato meglio per te. Ma ora non puoi rimanere in silenzio. E non c'è nessuno che ti possa aiutare, tranne te stesso. Alzati, vecchio, e sali con l'ascesa».

Note:
Questo passaggio è un momento profondamente introspettivo e simbolico dello Zohar. Il “vecchio” rappresenta un saggio che è entrato in una profonda conoscenza mistica - indicata come il Grande Mare, un classico simbolo zoharico della saggezza celeste (Chokhmah) o delle profondità dei segreti interiori della Torah.

Entrando nel “Grande Mare”, egli ha superato i confini intellettuali sicuri. Ora si trova nel più grande abisso (tehomot ghedolim), un luogo di pericolo spirituale dove si può ascendere o annegare. Lo Zohar sottolinea la responsabilità personale: non c'è alcun aiuto esterno disponibile. Nessun insegnante o guida può tirarlo fuori. Il silenzio nella fase iniziale avrebbe preservato l'equilibrio, ma ora l'impegno è inevitabile.

L'unica opzione rimasta è l'aliyah - l'ascesa - attraverso la rettifica interiore, l'umiltà e lo sforzo. La frase “ascendere con l'ascesa” implica un'elevazione misurata e disciplinata, non un salto avventato.

Questo rispecchia l'insegnamento dei saggi riguardo all'entrata nel Pardes (il frutteto mistico): una volta che una persona penetra nei segreti profondi, la ritirata non è più possibile - rimane solo la corretta ascesa.

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