domenica 22 marzo 2026

Guardare Verso l’Alto

 Guardare Verso l’Alto

Quando l’essere umano attraversa momenti di oscurità, egli tende a fissare lo sguardo solo sul luogo della frattura, come chi contempla i cocci della Shevirat haKelim senza ricordare che essi sono solo il residuo di una luce più alta. La mente si avvolge su ciò che non funziona, come se la coscienza fosse imprigionata nelle regioni inferiori di Malkhut, incapace di percepire il flusso che discende dallalto dei mondi.

Lo Zohar insegna che chi guarda solo verso il basso vede soltanto la densità della materia, e la materia – priva della sua radice – genera inquietudine. Ma chi solleva lo sguardo verso l’alto, verso la sorgente delle luci, attira su di sé un raggio di Or haGanuz, la luce nascosta che sostiene ogni guarigione.

Per questo i Maestri dicono: “Alza gli occhi verso i monti” – i monti sono i Partzufim superiori, Abba e Ima, da cui sgorga la saggezza e la comprensione. Quando l’anima si orienta verso di essi, essa risale il flusso delle Sefirot, da Malkhut a Yesod, da Yesod a Tiferet, fino a raggiungere la radice della propria vitalità.

Le difficoltà non scompaiono: esse appartengono al mondo dell’azione, Olam haAsiyah, dove la densità è inevitabile. Ma il Ramchal insegna che ogni avversità è un velo che nasconde un movimento di Provvidenza, e che luomo può attraversare quel velo solo se si collega alla luce superiore.

Così come ci si protegge dalla pioggia con un ombrello, dal freddo con un mantello, dagli insetti con una barriera, allo stesso modo ci si protegge dalle avversità con la connessione alla Luce.

L’ombrello è Yesod, che convoglia la luce; il mantello è Tiferet, che armonizza; la barriera è Ghevurah, che delimita e difende.

Ma la vera forza proviene dal guardare verso l’alto, verso Keter, la corona da cui scaturisce la volontà divina. Guardare verso l’alto significa riallineare la propria coscienza con il flusso del Tikkun, permettendo che la luce superiore discenda e riorganizzi ciò che è spezzato.

Chi solleva lo sguardo attira su di sé la forza di Ze’ir Anpin, che unisce le qualità delle Sefirot, e la dolcezza di Nukva, che riceve e trasforma. In questo incontro, l’anima trova la capacità di superare ogni ostacolo.

Perciò, quando l’oscurità si avvicina, non restare curvo su di essa.

Rialza il capo.

Lascia che la tua anima si ricordi della sua origine.

Allora la luce scenderà, e ciò che sembrava insormontabile diventerà un gradino verso l’alto.

Solo così si trionfa: non cancellando l’oscurità, ma attirando una luce più grande.

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