L’intelligenza si sviluppa nelle difficoltà
L’intelligenza
non nasce nella quiete, ma nel punto in cui la Luce incontra la Resistenza.
Ogni
difficoltà è una Klipèah, un involucro che trattiene una scintilla di Or - Luce.
Chi
sa utilizzarle non le vive come ostacoli, ma come porte di Tikkun: luoghi in
cui la coscienza può espandersi.
L’uomo
che non comprende questo rimane prigioniero del Lev, il cuore emotivo, che
reagisce, piange, si contrae.
Ma
il cervello è posto in alto perché rappresenta Moach, il dominio di Chokhmah Binah
Da’at, la triade che trasforma il caos in ordine.
Quando
la sofferenza sorge, la via cabalistica non è reprimerla, ma trasmutarla.
Il
movimento è:
•
Asiyah — la reazione emotiva, il pianto, la contrazione.
•
Yetzirah — la formazione del pensiero, il primo distacco.
•
Beriah — la comprensione, la visione ampia.
•
Atzilut — la saggezza pura, la luce che dissolve la difficoltà.
Dire
a sé stessi “prima rifletti” significa risalire i mondi, non restare nel
vortice di Asiyah.
Se
ci si abbandona al lamento, l’energia scende e si disperde.
La
difficoltà rimane intatta perché non è stata elevata.
Il
giorno dopo ritorna, identica, perché la scintilla non è stata liberata.
La
via cabalistica separa l’emozione dalla coscienza, e porta la coscienza nel
luogo della Luce. Lì la difficoltà si scioglie come neve al sole.
Ogni
giorno la Provvidenza offre decine di occasioni di Tikkun.
Situazioni
spiacevoli sono in realtà messaggeri del mondo superiore, strumenti per
affinare la percezione.
Il
saggio — colui che vive in Da’at —
•
osserva,
•
impara,
•
trasforma,
•
eleva.
Chi
manca di saggezza non vede la scintilla, vede solo la Klippah.
E
così le opportunità si ritorcono contro di lui, perché non vengono elevate.
Se
si rimane vigili, ogni prova diventa un gradino. Ogni difficoltà affrontata con
coscienza accresce:
•
lucidità (Zehirut)
•
perspicacia (Binah)
•
intelligenza (Chokhmah)
Più
prove si incontrano, più rapidamente cresce la Luce interiore, perché ogni
prova è una scintilla che attende di essere liberata.
La
difficoltà non è un nemico: è un angelo travestito.
Il
pianto appartiene al mondo inferiore; la saggezza appartiene al mondo
superiore.
La via è sempre la stessa: salire.
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