Lettera ג Ghimel
Nello Zohar la Ghimel è il movimento della bontà divina. Non
è statica: è un’energia che corre.
Lo Zohar dice che la Ghimel è la forza che esce da Binà e
scende verso Malkhut, portando nutrimento, come un fiume che sgorga dalla
sorgente superiore:
“Ghimel è colui che corre verso la Dalet per sostenerla”
(Zohar I, 3b)
La Dalet (ד), infatti, rappresenta il povero, il bisognoso, colui che “non
ha nulla di suo”. La Ghimel è la Sefirà di Chesed in movimento, che non rimane
nella sua luce, ma si piega verso il basso per dare.
Per questo la forma della Ghimel è inclinata in avanti: è il
giusto che si china verso chi è caduto.
Lo Zohar aggiunge che la Ghimel è anche il segreto del
cammello (גמל),
perché il cammello porta carichi nel deserto, come la Shekhinah porta la vita
nel luogo arido dell’esilio. Il cammello è la metafora del tzaddik che porta il
mondo sulle spalle.
Per l’Arizal, la Ghimel è il terzo punto del processo
creativo: Alef (א) è la luce semplice, Bet (ב) è la dualità dei vasi, Ghimel (ג) è il tikkun, la
sintesi, l’incontro tra luce e recipiente.
Nella dinamica dei Partzufim: la Ghimel è il flusso delle Chassadim
che scende da Ze‘ir Anpin verso Nukva. È la forza che addolcisce le Ghevurot,
rendendo possibile la rivelazione. Per questo il valore 3 è fondamentale: tre
linee, tre pilastri, tre luci che si uniscono per formare un equilibrio.
L’Arizal spiega che la Ghimel è anche il segreto di Gomel
Dalim, “Colui che benefica i poveri”, uno dei Nomi operativi della Sefirà di
Chesed. Quando l’uomo fa un atto di bene, attiva la Ghimel nei mondi superiori,
aprendo canali di abbondanza.
Il Ramak, nel Pardes Rimonim, vede nella Ghimel la struttura
armonica del cosmo:
Linea destra: Chesed
Linea sinistra: Ghevurah
Linea centrale: Tiferet
La Ghimel è la linea centrale che unisce le altre due. È il
punto in cui l’amore e il rigore si incontrano e si equilibrano.
Per il Ramak, la Ghimel è la capacità dell’uomo di imitare
Dio attraverso la bontà attiva: “Come Dio è Gomel Chasadim, così l’uomo deve
essere Gomel Chasadim”.
La Ghimel è dunque il modello della perfezione etica: non
solo bontà, ma bontà che matura, che educa, che fa crescere (gamol).
Il Ramchal vede nella Ghimel il principio operativo della
Provvidenza.
Nel Derekh Hashem spiega che Dio guida il mondo attraverso
due vie:
1. Din
(giudizio)
2. Chesed
(bontà)
La Ghimel è la forza che inclina il mondo verso la bontà,
permettendo all’uomo di elevarsi.
Per Ramchal, il numero 3 è il numero del tikkun, perché:
1 è l’unità divina
2 è la frattura
3 è la riparazione
La Ghimel è quindi la forza che ripara, che ricompone, che
porta a maturazione ciò che era incompleto.
È il principio che permette all’uomo di diventare partner di
Dio nella creazione.
Ghimel = movimento di bontà che scende verso il bisogno
Zohar: la Ghimel corre verso la Dalet.
Arizal: flusso di Chassadim nei Partzufim.
Ramak: armonia delle tre linee.
Ramchal: tikkun e provvidenza.
Meditazione sulla Ghimel
1. Visualizza
la lettera ג
inclinata in avanti.
2. Percepisci
la luce di Chesed che scende verso chi è nel bisogno.
3. Unisci
le tre linee: amore, rigore, equilibrio.
4. Intendi:
“Sono un canale di Gomel Chasadim, porto maturazione e bene nel mondo”.
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