domenica 7 giugno 2026

Lettera ג Ghimel

 Lettera ג Ghimel

Nello Zohar la Ghimel è il movimento della bontà divina. Non è statica: è un’energia che corre.

Lo Zohar dice che la Ghimel è la forza che esce da Binà e scende verso Malkhut, portando nutrimento, come un fiume che sgorga dalla sorgente superiore:

“Ghimel è colui che corre verso la Dalet per sostenerla” (Zohar I, 3b)

La Dalet (ד), infatti, rappresenta il povero, il bisognoso, colui che “non ha nulla di suo”. La Ghimel è la Sefirà di Chesed in movimento, che non rimane nella sua luce, ma si piega verso il basso per dare.

Per questo la forma della Ghimel è inclinata in avanti: è il giusto che si china verso chi è caduto.

Lo Zohar aggiunge che la Ghimel è anche il segreto del cammello (גמל), perché il cammello porta carichi nel deserto, come la Shekhinah porta la vita nel luogo arido dell’esilio. Il cammello è la metafora del tzaddik che porta il mondo sulle spalle.

Per l’Arizal, la Ghimel è il terzo punto del processo creativo: Alef (א) è la luce semplice, Bet (ב) è la dualità dei vasi, Ghimel (ג) è il tikkun, la sintesi, l’incontro tra luce e recipiente.

Nella dinamica dei Partzufim: la Ghimel è il flusso delle Chassadim che scende da Ze‘ir Anpin verso Nukva. È la forza che addolcisce le Ghevurot, rendendo possibile la rivelazione. Per questo il valore 3 è fondamentale: tre linee, tre pilastri, tre luci che si uniscono per formare un equilibrio.

L’Arizal spiega che la Ghimel è anche il segreto di Gomel Dalim, “Colui che benefica i poveri”, uno dei Nomi operativi della Sefirà di Chesed. Quando l’uomo fa un atto di bene, attiva la Ghimel nei mondi superiori, aprendo canali di abbondanza.

Il Ramak, nel Pardes Rimonim, vede nella Ghimel la struttura armonica del cosmo:

Linea destra: Chesed

Linea sinistra: Ghevurah

Linea centrale: Tiferet

La Ghimel è la linea centrale che unisce le altre due. È il punto in cui l’amore e il rigore si incontrano e si equilibrano.

Per il Ramak, la Ghimel è la capacità dell’uomo di imitare Dio attraverso la bontà attiva: “Come Dio è Gomel Chasadim, così l’uomo deve essere Gomel Chasadim”.

La Ghimel è dunque il modello della perfezione etica: non solo bontà, ma bontà che matura, che educa, che fa crescere (gamol).

Il Ramchal vede nella Ghimel il principio operativo della Provvidenza.

Nel Derekh Hashem spiega che Dio guida il mondo attraverso due vie:

1.   Din (giudizio)

2.   Chesed (bontà)

La Ghimel è la forza che inclina il mondo verso la bontà, permettendo all’uomo di elevarsi.

Per Ramchal, il numero 3 è il numero del tikkun, perché:

1 è l’unità divina

2 è la frattura

3 è la riparazione

La Ghimel è quindi la forza che ripara, che ricompone, che porta a maturazione ciò che era incompleto.

È il principio che permette all’uomo di diventare partner di Dio nella creazione.

Ghimel = movimento di bontà che scende verso il bisogno

Zohar: la Ghimel corre verso la Dalet.

Arizal: flusso di Chassadim nei Partzufim.

Ramak: armonia delle tre linee.

Ramchal: tikkun e provvidenza.

Meditazione sulla Ghimel

1.   Visualizza la lettera ג inclinata in avanti.

2.   Percepisci la luce di Chesed che scende verso chi è nel bisogno.

3.   Unisci le tre linee: amore, rigore, equilibrio.

4.   Intendi: “Sono un canale di Gomel Chasadim, porto maturazione e bene nel mondo”.

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