PREGHIERA PER IL BENE
Sia benedetto il Tuo Nome, Signore dell’universo, che
dispensi bontà senza misura. Nella Tua grande benevolenza, concedimi il merito
di elevare le acque femminili pure attraverso la carità che dono ai poveri che
ne sono degni e ai veri Tzaddikim, che sono radici vive della Sefirà di Yesod,
canali fedeli della Tua luce. Fa’ che ogni atto di carità sia come un filo di
luce che mi lega alle numerose anime di Israele, al corpo unico della
Shekhinah, affinché io sia incluso nella loro santità e nella loro forza.
E grazie a questo, nella Tua immensa bontà, fa’ che discendano
su di noi le acque maschili, la luce superiore che libera e illumina il bene
prigioniero dentro di me: quel bene che Tu conosci, Tu solo, nella sua estrema
bellezza, nella sua radice in Keter, nella sua purezza originaria prima
dell’esilio. Tu conosci la santità del bene sepolto in me, nascosto nelle
fratture di Malkhut, oscurato da anni di esilio interiore, dal primo giorno in
cui sono venuto sulla terra fino ad oggi.
E io confesso davanti a Te: non ho ancora avuto il merito di
avere pietà di me stesso, di far emergere alla luce quel bene nascosto, di
liberare la scintilla divina che giace sotterrata nelle profondità della mia
anima.
Perché l’esilio è lungo, e la mia memoria spirituale è
fragile. Non riesco a ricordare, come conviene, dove sono nel mondo, in quale
punto del cammino mi trovo, quale radice della mia anima chiede riparazione,
quale porta devo aprire per rivelare il bene che è in me.
E per questo Ti supplico, Signore delle luci: illumina il
mio cammino con la luce di Chokhmah, purifica il mio cuore con la comprensione
di Binah, rafforza la mia volontà con la misericordia di Tiferet, e guida i
miei passi con la stabilità di Yesod, affinché io possa finalmente rivelare il
bene che Tu hai posto in me e che attende di essere liberato.
Fa’ che la mia carità, le mie parole, i miei pensieri e le
mie azioni diventino strumenti di tikkun, che aprano canali nei Partzufim
superiori, che elevino la mia anima dalla polvere dell’esilio alla luce della
Tua presenza.
E così, nella Tua grande misericordia, fa’ che io possa
ritrovare me stesso, riconoscere la mia radice, e rivelare il bene che è in me,
per la Tua gloria, per la rettificazione della mia anima, e per l’unione della
Shekhinah con il Santo, benedetto Egli sia.
Amen.
Signore, dammi il merito di fare carità pura, che mi unisce
alle anime di Israele e apre in me la porta del bene nascosto.
Illumina ciò che è sepolto, libera ciò che è prigioniero,
risveglia ciò che è dimenticato.
Guidami con le Tue Sefirot: Chokhmah per vedere, Binah per
comprendere, Tiferet per armonizzare, Yesod per realizzare.
Fa’ che io ricordi chi sono, da dove vengo, e quale bene
attende di essere rivelato in me.
Amen.
Concedimi, Signore, il merito della carità che unisce e
purifica. Rivela il bene nascosto in me, illumina il mio cammino, e guidami nel
tikkun della mia anima. Amen.
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