giovedì 2 luglio 2026

Preghiera per la Gioia

 Preghiera per la Gioia

Eterno, nostro Dio e Dio dei nostri Padri, possa la Tua Volontà far sì che mi prenda in pietà e mi dia il merito di essere sempre gioioso, perché la gioia è la luce che sgorga da Chokhmà e si riversa in Binà, discendendo poi in Zer Anpin come forza vivificante che apre i canali della benedizione e della liberazione.

Che io sia riempito sempre della gioia delle Tue Mitsvot, che sono scintille della Or HaGanuz, la Luce Primordiale nascosta, e che ogni precetto che compio sia per me come un raggio che illumina la mia anima nei suoi cinque livelli: Nefesh, Ruach, Neshamà, Chayà, Yechidà.

Che mi rallegri senza tregua e trovi la mia esultanza in Te e nella Tua liberazione, per tutte le bontà che hai avuto verso di noi. Poiché ogni bontà è un flusso di Chesed, che scende attraverso le Sefirot come un fiume di luce, purificando i canali, addolcendo i giudizi, e riportando la mia anima alla sua radice in Keter Elyon.

Tu ci hai scelto tra tutti i popoli e ci hai elevati al di sopra di ogni lingua, ci hai santificati con i Tuoi comandamenti e ci hai avvicinato, oh nostro Re. Hai proclamato il Tuo servizio ed il Tuo grande e santo Nome su di noi. Il Tuo Nome, che è יהוה Yod Hei Vav Hei, si veste nei quattro mondi: Atzilut, Berià, Yetzirà, Assiyà, e ci avvolge come una veste di luce, perché ogni anima d’Israele è una lettera vivente del Tuo Nome.

Che abbia il merito, nella Tua misericordia, di ricordarmi sempre di questo beneficio, di questa grande bontà. E che possa rallegrarmi intensamente di ciò ad ogni giorno, ad ogni istante, ad ogni ora. E più ancora lo Shabbat e Yom Tov, quando la gioia si innalza fino a Binà, e la Shekhinà si veste di splendore e si unisce a Zer Anpin in unione perfetta, portando pace, benedizione e abbondanza.

Perché non c’è nessuna misura, nessun limite alla profusione dei benefici e della bontà che mi prodighi ogni istante. Ogni istante è un nuovo atto di creazione, come è detto: “Che si rinnovano ogni giorno, continuamente, gli atti della Creazione”. E la mia gioia è il segno che la mia anima riconosce la Tua luce che si rinnova in me.

Quanto grande è il bene che mi hai prodigato. Che cosa posso rispondere all’Eterno per tutte le bontà che ha fatto verso di me? Anche se tutti gli uomini fossero scribi, e tutte le penne fossero canne, e tutte le bocche echeggiassero di lodi, non basterebbe a raccontare una millesima parte delle miriadi di bontà, benefici, salute, liberazioni straordinarie, miracoli e prodigi, meraviglie delle meraviglie di cui la Tua bontà ci ha fatto grazia.

Tu, Dio degli eserciti, ci hai salvati da ogni pena e cattiva avventura. I Tuoi prodigi e i Tuoi pensieri erano per noi, e ogni pensiero è un raggio di Chokhmà, che scende e si veste nella mia vita come protezione, guida e redenzione.

Per ciò, è sicuro che ho il dovere di ricordarmi ad ogni istante delle Tue bontà, dei Tuoi benefici continui che si rinnovano sempre per me ad ogni istante, e di rallegrarmi senza tregua della Tua liberazione.

Te ne prego, oh mio Dio, Padre Generoso, aiutami, dammi il merito di essere sempre gioioso, più ancora lo Shabbat e i giorni di Feste. Che il mio cuore possa infiammarsi di una gioia santa, di un grande slancio, di un desiderio ardente, di una volontà e di una grande passione per il Tuo Nome e il Tuo servizio, con verità e fede, con grande santità e purezza.

Finché lo slancio del mio cuore scenda fino ai miei piedi, che si elevano da una grande gioia e mi trascinano a danzare danze di santità, con molta esultanza. Perché la danza è il movimento della Shekhinà, che sale e scende tra i mondi, e ogni passo è un tikkun, ogni salto è un’unione, ogni giro è un cerchio di luce che avvolge la mia anima e la riporta alla sua radice in Te.

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