L’ISPESSIMENTO DEL CUORE
Che mi sia dato, per la forza
del Tuo Nome, di sfogare continuamente il mio cuore davanti a Te, di versare
come acqua la mia Malkhut nelle acque pure di Yesod, con le preghiere e le
suppliche che saliranno a Te nella più grande verità di Tiferet.
Vieni in mio aiuto, o Fonte
di Chesed, affinché possa raccontarti tutto con sincerità, e confidarti, Eterno
mio Dio e Dio dei miei Padri, Tu che sei Chokhmà e Binà, tutto ciò che
rinchiude il mio cuore e che la mia gola annodata trattiene.
Perché Tu conosci i cuori
degli uomini, Tu penetri nei segreti di Hod e di Netzach, e sai che i miei
bisogni sono immensi come le acque di Binà, e il mio spirito troppo stretto per
enunciarli ed esprimerli, poiché la mia parola non trova ancora il canale di
Yesod per scendere in Malkhut.
Se tutti i mari fossero
inchiostro e tutti i ruscelli penne, non basterebbero per esprimere neppure il
più infimo dei miei bisogni, perché non abbiamo ancora cominciato a spezzare,
con la forza di h, nemmeno uno dei nostri difetti, nemmeno una delle nostre
passioni che ci legano ai mondi inferiori.
Siamo lontani da Te
all’estremo, lontani dalla luce di Keter che tutto avvolge, lontani dalla
chiarezza di Chokhmà, lontani dalla profondità di Binà, e la nostra Malkhut
resta povera e vuota.
E tuttavia, ogni volta che
veniamo a parlarti, la nostra bocca resta chiusa, la nostra gola annodata, e
non riusciamo a pronunciare nessuna parola adatta, perché il cuore è ispessito,
il canale di Yesod è serrato, e la luce non trova ancora il suo passaggio.
Ma Tu, che apri le porte dei
mondi, Tu che sciogli i nodi della gola e spezzi le catene del cuore, avvicina
a noi la Tua luce, fa’ che la nostra parola salga fino a Tiferet, che la nostra
intenzione si purifichi in Binà, che la nostra radice si ricordi di Chokhmà, e
che la nostra anima trovi finalmente la via verso Keter, dove tutto è semplice,
dove tutto è silenzio, dove tutto è unione con Te.
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