CONFUSIONE
Signore, nella mia bassezza e
nella mia piccolezza, io riconosco oggi la verità del mio stato: la mia anima è
come una scintilla caduta nelle profondità di Assiyah, avvolta da veli spessi,
incapace di ricordare la sua origine. Il mio livello è piccolo, il mio spirito
è debole, e la distanza che mi separa da Te sembra un abisso senza ponte.
Eppure, proprio in questa distanza, si rivela la radice della mia preghiera.
Tu conosci, più di me, la malvagità
del cuore quando si separa dalla sua radice, la sporcizia della mente quando si
lascia invadere da ciò che non proviene da Te, e la confusione dei pensieri
quando le luci si mescolano senza ordine, come nel caos primordiale prima della
rettificazione.
Tu sai che anche nel punto
più remoto del mio allontanamento, quando la luce di Chokhmah sembra
spenta e la comprensione di Binah è come un deserto, le forze dell’ego e
dell’interesse si risvegliano come bestie che abitano le fratture dell’anima.
Esse si insinuano nei miei pensieri, li agitano, li deformano, li trascinano
verso ciò che è basso, verso ciò che è inutile, verso ciò che è falso.
La guerra si apre davanti e dietro,
come nelle acque del Mar Rosso: da ogni lato, le forze dell’orgoglio e della
confusione mi circondano. Esse tendono trappole nei miei pensieri, reti nei
miei desideri, ostacoli nelle mie intenzioni. Non mi lasciano alcuna uscita,
nessun varco, nessun sentiero chiaro per fuggire verso di Te.
Ma Tu, Signore nostro Dio e
Dio dei nostri Padri, conosci la struttura nascosta della mia anima. Tu vedi la
scintilla che ancora brilla sotto le ceneri. Tu conosci il punto più interno
del cuore — il nekudah penimit — che non si spegne mai, anche quando
tutto sembra perduto.
Perciò, io ti prego:
Illumina la mia confusione
con un raggio di Chokhmah, affinché un solo punto di luce possa aprire
un varco nel caos. Purifica la mia mente con la dolcezza di Binah,
affinché i pensieri possano ritrovare ordine e direzione. Raddrizza il mio
cuore con la forza di Ghevurah, affinché io possa distinguere il vero
dal falso. Avvolgimi nella compassione di Chesed, affinché io non cada
nella disperazione. Conduci i miei passi verso Tiferet, affinché la
bellezza della Tua verità possa ricomporsi dentro di me. E radica tutto questo
in Malchut, affinché la mia vita concreta, le mie azioni, le mie parole
e i miei gesti possano tornare a essere un luogo della Tua presenza.
Fa’ che la confusione diventi
chiarezza, che la distanza diventi ritorno, che la guerra diventi pace, e che
ogni trappola si trasformi in un passaggio verso di Te.
Perché Tu conosci tutto, e in
Te ogni caos trova la sua rettificazione.
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