martedì 15 settembre 2026

TROVARE L’ANIMA GEMELLA

 TROVARE L’ANIMA GEMELLA

Il tipico shiddukim è veramente essenziale e fondamentale per la vita di ognuno. Trovare la propria anima gemella per essere legati con l’armonia vivente, la relazione con un partner, marito o moglie, è il fondamento della Torah riguardo al permesso e al proibito. Già nella parte iniziale del Bereshit c’è il primo comandamento riguardo alla creazione dell’uomo creato a Sua immagine, nel bereshit è scritto: “Siate fruttuosi e moltiplicatevi”. Questo è considerato essere il primo comandamento della Torah. Nel santo Zohar (parasha Nassò 101b), a nome di Rabbi Yitzchak è detto: La shekina non dimora in un uomo che non è sposato. Qui, invece, il nome Adamo è solo un riferimento a maschile e femminile che uniti sono uno e perciò il concetto del matrimonio da un punto di vista ebraico è un dovere e da un punto di vista non ebraico è semplicemente una cosa importante.

È scritto nella Ghemarà, nel trattato Pesakim (103b): “Se un ebreo non coabita con sua moglie, cioè se non è sposato, non riceve e non è il benvenuto in cielo”; le sue preghiere sicuramente non avranno risposta. Da qui, l’importanza di trovare una compagna propria, cioè trovare un’anima gemella, è fondamentale. Ora, come sappiamo, spesso nella nostra società di oggi succede che ci sono molteplici problemi e preoccupazioni, così prima di dare le prime Segulot e Tefillot specifiche su ciò che può essere fatto per aiutare a trovare la propria anima gemella, discutiamo su alcune cose che possono effettivamente aiutarci.

Rashi scrive nel trattato Shabbat (156b) che non c’è Mazal su Israele, in accordo con la Ghemarà; il Rashi, poi, dice un luogo è migliore dove c’è la preghiera. Mehir, uno dei più grandi commentatori della Ghemarà dice: “Una persona non dovrebbe mai considerarsi capace di riceve la misericordia di Dio se si trattiene dal pregare. Dovresti capire e sapere che la preghiera e le bruoni azioni sono quelle cose che ci aiutano a gettar via ogni influenza negativa, ogni destino nefasto, le cose possono arrivare su una persona e non su un’altra”.

Perciò, non chiedere cosa dice la Ghemarà quando dice “una vita, un bambino e un sostentamento” non sono legati al proprio merito ma piuttosto sono legati al proprio Mazal, alla sua fede se vuoi. Il Mahir scrive: “in accordo alla più famosa Ghemarà era detto che queste cose dipendono da una più alta forza e noi non possiamo influenzarla con una singola opinione e non ci colleghiamo con essa; invece, ci dovremmo collegare con la grazia di Dio, la misericordia di Dio, il potere della preghiera, il potere della carità. Queste cose sono importanti da capire alla base perché molte persone hanno seri problemi nel trovare la loro Shidduk, hanno veramente un’opzione tranne che andare da tutte le Shakkanim, nel dato servizio e tutte queste cose, semplicemente, dalle Segulot che ci vengono date in un certo momento per capire il potere della preghiera. Perciò, Rabbi Abbachia scrive nella parashà Ekev, che riguarda la preghiera, “il potere della preghiera è molto grande”, questo è discusso in molte altre lettere, in molte altre serie di lettere, in cui potresti ascoltare e capire di più sul potere della preghiera e te le raccomando, il potere della fede, la lettura registrata di rabbi Raza Deemnuta, il segreto della fede, dalle scritture dei nostri saggi altamente consigliate da ascoltare.

“Rabbi Abbachia dice che questo potere cambia anche il corso della natura, è molto potente, e anche il potere di nullificare che è pericoloso, e anche il nullificare che dipende dal cielo, perciò Hashem deve sempre essere con noi in molte cose. Un’altra delle grandi cose che ci aiutano oltre alla preghiera nel nostro raggiungimento della Shidduk, è ricevere la benedizione dal Giusto, un Rav. Uno che è sempre con Ashem, concentrato sul suo santo nome, impara i segreti della Torah ed è in un alto livello di santità e spiritualità invece può guadagnare più ed è scritto…”La benedizione di un grande saggio può essere molto resistente in te e potrebbe fare ogni sforzo per ricevere la benedizione dei grandi rabbini” e dice “se un rabbi ti sta per benedire anche tuo figlio sarà peculiare, non ti preoccupare, il potere di quella benedizione ha in se stessa il segreto del rabbino riconosciuto come ricevimento dello Spirito Santo, che noi nel nostro livello non potremmo comprendere”. Invece, nel Maghid Mesharim, che è l’insegnamento del Dio spirituale di Rabbi Josef Karo, l’autore dello Shulkan Haruk, parashà Vaietzè dice “questo è il segreto dei miracoli che compivano i santi saggi, questi avvenivano grazie ai loro pensieri che erano sempre legati a ciò che è chiamata la Comunità di Israele, che è un appellativo per la Santa Shekinà, la presenza di Dio, e contemplavano continuamente la Torah, il timore di Dio, senza alcun tipo di separazione o resistenza, essendo le loro anime sempre legate con la Shekinà, il potere dell’ebreo scendeva su quel posto tutte le volte che volevano”, invece Ramban nella sua santa lettera “avendo il santo, il pio, sempre i suoi pensieri legati con i mondi superni, ogni cosa a cui pensa, a cui sta pensando, in quel momento, che può essere bene o male sarà …” perciò, come introduzione base che riguarda il trovare un’anima gemella, riguarda sempre la forza e il potere dei santi rabbini di venire ad assisterti, per illuminare la tua benedizione e per tutte queste cose.

Adesso si possono capire gli insegnamenti basilari di cui parlano i saggi che riguardano le coppie. È scritto nella Ghemarà Mesoktota “40 giorni prima che i bambini nascono, Bat Kol (la voce celeste), annuncia che la figlia di tizio e caio è destinata a sposarsi il figlio di così e così”. Perciò, anche se i genitori cercano di trovargli un’anima gemella, questa è già predestinata, ed è già in questo mondo. Si deve capire che essi sono già promessi. Bisogna capire che abbiamo un concetto di anime gemelle, che enfatizza la natura plurale di questa perché non c’è solamente una singola anima gemella che ci riguarda, semplicemente perché le nostre anime sono Neshamot divise molte volte e scese in molti differenti aspetti anche nella stessa generazione.

Effettivamente, essa si può espandere in molte generazioni. Abramo, Isacco e Giacobbe sono considerati essere alti livelli di una singola anima della Nefesh, Ruach, Neshamà, come se fossero un’anima gemella. Così, nel rispetto che ogni cosa potrebbe accadere ad ognuna delle nostre anime gemelle in questo mondo, ogni tipo agisce tra di esse. Non dobbiamo pensare che abbiamo lasciato un’anima gemella perché non ce ne sono altre qui, perché non è vero. L’essenza dell’anima gemella facilmente viene ed è in qualcun altro nello stesso momento. Perciò, anche sopra, l’anima gemella, in accordo a quanto abbiamo compreso, può essere unita con qualcuno; con qualcun altro, coi bambini, con qualsiasi cosa, ed è effettivamente possibile che l’immagine fa altro lì, la nostra anima gemella può lasciare la Neshamà di uno e l’anima di Ibur venire in qualcun altro e trovare propriamente il suo posto con noi, te o chiunque. Così, a questo riguardo non dovremmo mai perdere la speranza perché Dio ha molti mezzi e vie nelle sue mani per far accadere ciò.

Quaranta giorni prima che un bambino nasca, viene già stabilita la coppia. In accordo con la cabalà, l’Ari dice “questo è applicabile solo ad una persona con un’anima nella prima incarnazione che un’anima ha quando scende in questo mondo”. Questo dà una chiara visione che non c’è un precedente equilibrio con l’accordo del cielo e perciò ogni cosa avviene con facilità. Ed essi possono, perciò, scegliere una parte del raggiungimento…, e le loro vite future saranno basate su ciò che hanno scelto in quella vita. In accordo con l’Ari tutti noi, oggi, siamo anime vecchie e perciò l’insegnamento dei quaranta giorni potrebbe non essere applicabile per noi e a questo riguardo troviamo una storia che è citata sia nella Ghemarà che nel Midrash riguardo la storia di Rabbi Yossi che è stato visitato da una Matrona romana (Genesi Rabba 68:4): “Una Matrona chiese a Rabbi Yossi b. Halaftah: In quanti giorni creò il Santo, benedetto Egli sia, il mondo? Le rispose: In sei giorni, come sta scritto: “In sei giorni creò il Signore il cielo e la terra” (Esodo 20:11). Quella continuò: Che ha fatto da allora fino adesso? Le rispose: Il Santo, benedetto Egli sia, sta ad unire le coppie; la figlia di Tizio e Caio, la figlia di Sempronio al tale. Le rispose: È questa la sua arte?  Anch’io posso fare così; io ho tanti schiavi e tante schiave; in breve, tempo io posso unirli. Le rispose: Se a te pare facile, per il Santo, benedetto Egli sia, è difficile come la divisione del Mar Rosso! Andato via Rabbi Yossi, che fece quella? Prese mille schiavi e mille schiave, li mise in fila e disse: Tizio sposerà Caia, Tizia Sempronio. Egli li accoppiò in una sola notte. Al mattino vennero da lei, uno aveva una ferita alla testa, un altro un occhio levato, un altro un piede rotto. Chiese loro: Che cosa avete?  Una disse: Io non voglio quello; e l’altro: Io non voglio quella. Subito fece venire Rabbi Yossi e gli disse: Non c’è un Dio come il vostro, la vostra Torah è vera, bella e degna di lode, tu hai parlato bene. Le rispose: Non ti ho detto forse se ti pare facile, per il Santo, benedetto Egli sia, è difficile come la divisione del Mar Rosso! Il Santo, benedetto Egli sia, che fa a loro? Li unisce per forza, non col loro consenso, come sta scritto: “Il Signore dà una casa a coloro che vivono solitari, fa uscire i prigionieri in luoghi ameni (ba-kosharot)” (Salmo 68:7). Che vuol dire Ba-kosharot? Vuol dire: Beki (pianto) e Shirot (canto): Chi è contento canta e chi non è contento piange. Il Santo, benedetto Egli sia, fa scale, abbassa l’uno ed innalza l’altro, fa scendere uno e salire l’altro, come sta scritto: “Poiché Dio è Giudice, abbassa l’uno ed innalza l’altro” (Salmo 75:8). Alcune volte l’uomo si reca dalla sposa, ed altre volte la sposa si reca da lui.

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