TROVARE L’ANIMA GEMELLA
Il
tipico shiddukim è veramente essenziale e fondamentale per la vita di ognuno.
Trovare la propria anima gemella per essere legati con l’armonia vivente, la
relazione con un partner, marito o moglie, è il fondamento della Torah riguardo
al permesso e al proibito. Già nella parte iniziale del Bereshit c’è il primo
comandamento riguardo alla creazione dell’uomo creato a Sua immagine, nel
bereshit è scritto: “Siate fruttuosi e moltiplicatevi”. Questo è considerato essere
il primo comandamento della Torah. Nel santo Zohar (parasha Nassò 101b), a nome
di Rabbi Yitzchak è detto: La shekina non dimora in un uomo che non è sposato.
Qui, invece, il nome Adamo è solo un riferimento a maschile e femminile che
uniti sono uno e perciò il concetto del matrimonio da un punto di vista ebraico
è un dovere e da un punto di vista non ebraico è semplicemente una cosa importante.
È
scritto nella Ghemarà, nel trattato Pesakim (103b): “Se un ebreo non coabita
con sua moglie, cioè se non è sposato, non riceve e non è il benvenuto in
cielo”; le sue preghiere sicuramente non avranno risposta. Da qui, l’importanza
di trovare una compagna propria, cioè trovare un’anima gemella, è fondamentale.
Ora, come sappiamo, spesso nella nostra società di oggi succede che ci sono
molteplici problemi e preoccupazioni, così prima di dare le prime Segulot e
Tefillot specifiche su ciò che può essere fatto per aiutare a trovare la
propria anima gemella, discutiamo su alcune cose che possono effettivamente aiutarci.
Rashi
scrive nel trattato Shabbat (156b) che non c’è Mazal su Israele, in accordo con
Perciò,
non chiedere cosa dice
“Rabbi
Abbachia dice che questo potere cambia anche il corso della natura, è molto
potente, e anche il potere di nullificare che è pericoloso, e anche il
nullificare che dipende dal cielo, perciò Hashem deve sempre essere con noi in
molte cose. Un’altra delle grandi cose che ci aiutano oltre alla preghiera nel
nostro raggiungimento della Shidduk, è ricevere la benedizione dal Giusto, un
Rav. Uno che è sempre con Ashem, concentrato sul suo santo nome, impara i
segreti della Torah ed è in un alto livello di santità e spiritualità invece
può guadagnare più ed è scritto…”La benedizione di un grande saggio può essere
molto resistente in te e potrebbe fare ogni sforzo per ricevere la benedizione dei
grandi rabbini” e dice “se un rabbi ti sta per benedire anche tuo figlio sarà
peculiare, non ti preoccupare, il potere di quella benedizione ha in se stessa
il segreto del rabbino riconosciuto come ricevimento dello Spirito Santo, che
noi nel nostro livello non potremmo comprendere”. Invece, nel Maghid Mesharim,
che è l’insegnamento del Dio spirituale di Rabbi Josef Karo, l’autore dello
Shulkan Haruk, parashà Vaietzè dice “questo è il segreto dei miracoli che
compivano i santi saggi, questi avvenivano grazie ai loro pensieri che erano
sempre legati a ciò che è chiamata
Adesso
si possono capire gli insegnamenti basilari di cui parlano i saggi che
riguardano le coppie. È scritto nella Ghemarà Mesoktota “40 giorni prima che i
bambini nascono, Bat Kol (la voce celeste), annuncia che la figlia di tizio e
caio è destinata a sposarsi il figlio di così e così”. Perciò, anche se i
genitori cercano di trovargli un’anima gemella, questa è già predestinata, ed è
già in questo mondo. Si deve capire che essi sono già promessi. Bisogna capire
che abbiamo un concetto di anime gemelle, che enfatizza la natura plurale di
questa perché non c’è solamente una singola anima gemella che ci riguarda,
semplicemente perché le nostre anime sono Neshamot divise molte volte e scese
in molti differenti aspetti anche nella stessa generazione.
Effettivamente,
essa si può espandere in molte generazioni. Abramo, Isacco e Giacobbe sono
considerati essere alti livelli di una singola anima della Nefesh, Ruach,
Neshamà, come se fossero un’anima gemella. Così, nel rispetto che ogni cosa
potrebbe accadere ad ognuna delle nostre anime gemelle in questo mondo, ogni
tipo agisce tra di esse. Non dobbiamo pensare che abbiamo lasciato un’anima
gemella perché non ce ne sono altre qui, perché non è vero. L’essenza
dell’anima gemella facilmente viene ed è in qualcun altro nello stesso momento.
Perciò, anche sopra, l’anima gemella, in accordo a quanto abbiamo compreso, può
essere unita con qualcuno; con qualcun altro, coi bambini, con qualsiasi cosa,
ed è effettivamente possibile che l’immagine fa altro lì, la nostra anima
gemella può lasciare
Quaranta
giorni prima che un bambino nasca, viene già stabilita la coppia. In accordo
con la cabalà, l’Ari dice “questo è applicabile solo ad una persona con
un’anima nella prima incarnazione che un’anima ha quando scende in questo
mondo”. Questo dà una chiara visione che non c’è un precedente equilibrio con
l’accordo del cielo e perciò ogni cosa avviene con facilità. Ed essi possono,
perciò, scegliere una parte del raggiungimento…, e le loro vite future saranno
basate su ciò che hanno scelto in quella vita. In accordo con l’Ari tutti noi,
oggi, siamo anime vecchie e perciò l’insegnamento dei quaranta giorni potrebbe
non essere applicabile per noi e a questo riguardo troviamo una storia che è
citata sia nella Ghemarà che nel Midrash riguardo la storia di Rabbi Yossi che
è stato visitato da una Matrona romana (Genesi Rabba 68:4): “Una Matrona
chiese a Rabbi Yossi b. Halaftah: In quanti giorni creò il Santo, benedetto
Egli sia, il mondo? Le rispose: In sei giorni, come sta scritto: “In sei
giorni creò il Signore il cielo e la terra” (Esodo 20:11). Quella continuò:
Che ha fatto da allora fino adesso? Le rispose: Il Santo, benedetto Egli sia,
sta ad unire le coppie; la figlia di Tizio e Caio, la figlia di Sempronio al
tale. Le rispose: È questa la sua arte?
Anch’io posso fare così; io ho tanti schiavi e tante schiave; in breve,
tempo io posso unirli. Le rispose: Se a te pare facile, per il Santo, benedetto
Egli sia, è difficile come la divisione del Mar Rosso! Andato via Rabbi Yossi,
che fece quella? Prese mille schiavi e mille schiave, li mise in fila e disse:
Tizio sposerà Caia, Tizia Sempronio. Egli li accoppiò in una sola notte. Al mattino
vennero da lei, uno aveva una ferita alla testa, un altro un occhio levato, un
altro un piede rotto. Chiese loro: Che cosa avete? Una disse: Io non voglio quello; e l’altro:
Io non voglio quella. Subito fece venire Rabbi Yossi e gli disse: Non c’è un
Dio come il vostro, la vostra Torah è vera, bella e degna di lode, tu hai
parlato bene. Le rispose: Non ti ho detto forse se ti pare facile, per il
Santo, benedetto Egli sia, è difficile come la divisione del Mar Rosso! Il
Santo, benedetto Egli sia, che fa a loro? Li unisce per forza, non col loro
consenso, come sta scritto: “Il Signore dà una casa a coloro che vivono
solitari, fa uscire i prigionieri in luoghi ameni (ba-kosharot)” (Salmo 68:7).
Che vuol dire Ba-kosharot? Vuol dire: Beki (pianto) e Shirot (canto): Chi è
contento canta e chi non è contento piange. Il Santo, benedetto Egli sia, fa
scale, abbassa l’uno ed innalza l’altro, fa scendere uno e salire l’altro, come
sta scritto: “Poiché Dio è Giudice, abbassa l’uno ed innalza l’altro” (Salmo
75:8). Alcune volte l’uomo si reca dalla sposa, ed altre volte la sposa si
reca da lui.
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