Capire Vuol dire Sentire
Quando studiamo la Kabbalah, dobbiamo prima
di tutto svuotarci: liberare la mente da tutto ciò che crediamo di sapere. Non
perché la conoscenza precedente sia sbagliata, ma perché appartiene a un
livello di percezione che non può contenere la luce che sta per arrivare.
LaKabbalah non si
apprende aggiungendo informazioni: si apprende creando spazio.
I maestri insegnano
che la prima condizione per entrare nella saggezza è il principio di Tzimtzum
ha‑Da’at: la contrazione della mente, il silenzio dell’intelletto, l’apertura
del cuore. Solo in questo vuoto può entrare la luce superiore.
Per questo i
cabalisti ci invitano ad “essere aperti a un nuovo gruppo di concetti”: non
concetti da capire, ma mondi da percepire. La Kabbalah non è un sistema
filosofico: è una mappa dell’esperienza dell’anima.
Quando i cabalisti
aggiungono il suffisso: “והבן
היטב”
— “e comprendi bene questo”, non intendono un atto intellettuale.
Nella lingua dei
maestri, “comprendere” significa:
·
sentire la qualità spirituale di ciò
che viene descritto
·
entrare nel mondo che il testo apre
·
vivere la realtà che le parole
indicano
·
trasformarsi secondo la luce che si
rivela
La comprensione
cabalistica è un atto di Hitlabshut: la luce si “riveste” nella persona, e la
persona si riveste nella luce.
Non è un pensiero
che afferra un concetto, ma un’anima che si accorda a una vibrazione.
L’intelletto
appartiene al mondo di Assiyah, il mondo dell’azione e della forma. La Kabbalah
parla invece dei mondi di:
·
Yetzirah — emozione, movimento
interiore
·
Beriah — intuizione, visione
·
Atzilut — unità, luce pura
L’intelletto può
descrivere questi mondi, ma non può entrarvi. Per entrare, serve la facoltà che
i maestri chiamano “lev mevin” — il cuore che comprende.
Il cuore è il ponte
tra il mondo inferiore e quello superiore. Per questo la Kabbalah si studia con
il cuore, non con la mente.
La comprensione
cabalistica è un processo di:
·
Hitbonenut — contemplazione
·
Hitdavut — connessione
·
Hitpashtut — espansione
·
Hitachdut — unificazione
Il testo non va
letto: va abitato.
Le parole non vanno
interpretate: vanno respirate.
Il concetto non va
spiegato: va rivelato dentro di sé.
I cabalisti non ci
chiedono di capire ciò che scrivono. Ci chiedono di diventare ciò che scrivono.
Ogni frase è una
scala. Ogni parola è una porta. Ogni lettera è una scintilla. Ogni segreto è un
mondo.
Il sentiero che
hanno preparato per noi non è un percorso di studio, ma un percorso di trasformazione.
Per questo dicono:
“Comprendi bene questo”. Cioè: Lascia che questo ti cambi.
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