Tutto è Collegato
Per quanto minuscola possa
apparire agli occhi della carne, ogni attività dell’essere umano – un
movimento, un sentimento, un pensiero, una parola – è un’onda che si propaga
nei mondi visibili e invisibili. Lo Zohar insegna che nulla rimane senza eco:
ogni gesto risveglia una Sefirà, ogni pensiero apre o chiude un canale, ogni
parola mette in moto correnti di Luce o di oscurità.
Per questo i Maestri
affermano che l’uomo è un mago anche quando non lo sa: egli è un ponte vivente
tra i mondi, e la sua coscienza è la chiave che apre le porte della realtà.
Basta un’inclinazione del cuore, un soffio di intenzione, una vibrazione dell’anima
per entrare nel dominio della magia, che lo Zohar chiama avodà nistarà,
l’“opera nascosta”.
Ogni volta che un essere
agisce su un altro essere o su un oggetto, egli compie un atto magico, perché
muove energie che non gli appartengono soltanto, ma che scorrono attraverso di
lui come fiumi provenienti dall’Albero della Vita.
Eppure, gli uomini guardano,
parlano, desiderano, pensano e compiono gesti senza sapere che in quel momento
stanno tracciando sentieri di luce o di ombra nei mondi superiori.
Lo Zohar avverte che
l’ignoranza è la radice di molte sofferenze: quando l’uomo genera correnti
negative – pensieri di giudizio, parole di durezza, desideri egoistici – queste
correnti, come serpenti che ritornano alla loro tana, si avvolgono attorno a lui.
E quando egli viene scosso da ciò che egli stesso ha messo in moto, non
comprende l’origine del suo turbamento.
Per questo è essenziale che
ciascuno impari a lavorare sui propri pensieri e sentimenti, sulle proprie
parole, sui propri gesti e persino sul proprio sguardo.
Secondo lo Zohar, il pensiero
è radicato in Chokhmà, la parola in Binà, il gesto in Malkhut: quando questi
tre livelli sono armonizzati, l’uomo diventa un canale puro della Luce Infinita
(Or Ein Sof).
Allora le forze che egli
attiva – fisiche, emotive, mentali o spirituali – producono solo effetti
benefici, perché sono impregnate dell’intenzione superiore, kavvanà, che
orienta l’energia verso il bene.
Benefici per lui, certo, ma
anche per tutte le creature, poiché ogni atto di luce si diffonde attraverso i
mondi come un raggio che illumina ciò che incontra.
Così l’uomo diventa ciò che
lo Zohar chiama “costruttore di mondi”: un essere che, attraverso la sua
consapevolezza, contribuisce alla riparazione della realtà (tikkun), elevando
ciò che è basso e portando pace tra le forze della Creazione.
Secondo lo Zohar, Yesod è il
luogo in cui ogni pensiero, parola e gesto dell’uomo prende forma energetica e
diventa un flusso che si riversa nel mondo. È la Sefirà del “canale”, del
“condotto”, del “ponte” tra l’invisibile e il visibile.
Per questo, anche ciò che
sembra insignificante agli occhi dell’uomo ha un peso immenso in Yesod: ogni
movimento interiore produce un’onda che scende attraverso il Fondamento e si
imprime nella realtà.
Yesod non crea nulla da sé:
amplifica ciò che riceve.
Se l’uomo genera pensieri
puri, Yesod li trasmette come luce.
Se l’uomo genera emozioni
oscure, Yesod le trasmette come ombra.
Lo Zohar dice che Yesod è
come l’acqua: assume la forma del recipiente che la contiene.
Così, ogni nostra intenzione
diventa la forma che Yesod riversa nel mondo.
Quando affermiamo che “la
magia è la prima delle scienze”, Yesod lo conferma: la magia non è altro che la
capacità dell’uomo di influenzare i mondi attraverso il suo stato interiore.
In Yesod, ogni pensiero è un
seme, ogni parola è un sigillo, ogni gesto è un canale aperto.
L’uomo è sempre un mago,
perché Yesod non smette mai di trasmettere ciò che egli è.
Lo Zohar insegna che Yesod è
anche il luogo del ritorno: ciò che l’uomo emette, torna a lui.
Le correnti negative che “si
ritorcono contro di lui”, sono semplicemente energie che Yesod rimanda indietro
per legge di risonanza.
Non è punizione: è eco.
Non è destino: è struttura.
Vuoi lavorare sui tuoi
pensieri, sentimenti, parole e gesti”, lo Zohar dice lavora su ciò che invii a
Yesod, perché Yesod lo invierà al mondo.
Purificare Yesod significa:
• purificare il pensiero (Chokhmà)
• purificare la parola (Binà)
• purificare l’azione (Malkhut)
Quando questi tre livelli
sono armonizzati, Yesod diventa un canale limpido, e l’uomo diventa un
costruttore di mondi benefici.
Ogni creatura beneficia di un
Yesod purificato.
Ogni creatura soffre per un
Yesod contaminato.
Per questo lo Zohar afferma
che l’uomo non vive solo per sé: ogni sua vibrazione attraversa Yesod e tocca
tutte le creature.
L’uomo che purifica Yesod
diventa un “giusto”, un tzaddiq, perché lo Zohar dice: “Il giusto è il
fondamento del mondo” (tzaddiq yesod olam). Cioè: il mondo si regge su chi
purifica il proprio canale.
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